Tre Italia fatturazione mensile, conferma ritorno. I dettagli

3 Italia riporta le condizioni con il ritorna alla fatturazione mensile con gli aumenti a carico dei consumatori

Tre Italia fatturazione mensile, conferm

Tre annuncia gli adeguamenti per la fatturazione mensile: arrivano i rincari, ma anche l'incremento delle soglie


La situazione è sempre più delicata per la fatturazione mensile. Ora arrivano le spiegazioni di 3 Italia, dopo gli altri. Ma non mancano le iniziative per cercare di contrastare ancora quello che viene considerato da molti un danno agli utenti.

Tre Italia ritrno alla fatturazione mensile
 

Tre Italia ritorna lal fatturazione mensile e occorre precisare le strade intraprese per le offerte a 28 giorni e per quelle a 7 giorni.
Per le prime l'aumento è sempre come gli altri operatori dello 8,6% su base mensile, ma saranno dati ai clienti maggiorei soglie di traffico.  Il tutto a partire dal 24 Aprile
Ad esempio una offerta di 1000 minuti, 400 sms, e 8 Gb da 10 euro costerà 10,86 euro, ma avrà 1100 minuti, 440 sm, 8,8 Gb

Per le offerte con rinnovi a 7 giorni, dunque, una settimana, gli aumenti saranno di circa il 4,3% settimanale con un aumento proporziale sul traffico, minuti, sms. Ad esempio se si avessero 250 minuti, 100 ms e 2 Gb verrabbero a costare 2,75 con circa 290 minuti, 140 sms, 2,4 Gb.
Ma sono solo esempi, poi occorrerà andare a edere come si configuerà ogni piano

Ma si prosegue lo scontro

Ecco allora che è pronto un esposto ad Antitrust e Agcom con la richiesta di verificare se le compagnie telefoniche abbiano aggirato il problema della tempistica aumentando le tariffe di un pari importo. Il punto è che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni non ha mai contestato i prezzi applicati dai gestori perché fanno parte della libera concorrenza, quanto la confusione generata tra i consumatori, costretti a destreggiarsi con tempistiche anomale rispetto, ad esempio, a quella del pagamento degli stipendi. Per i parlamentari Alessia Morani, Simona Malpezzi, Stefano Esposito e Alessia Rotta le compagnie telefoniche starebbero facendo cartello per provare a giustificare un aumento delle tariffe dell'8,6% che avevano mascherato con le fatture a 4 settimane. In fin dei conti, tutti gli operatori - Vodafone, Tim, Wind e 3 Italia - hanno adottato la stessa strategia.

Ricordano come una legge approvata dal Parlamento obblighi le società a tornare alla fatturazione mensile e le compagnie stanno inviando agli utenti una comunicazione che punterebbe a strumentalizzare la novità legislativa allo scopo di coprire l'aumento delle tariffe. Dalla rimodulazione dei tempi di fatturazione sono comunque escluse le promozioni non rinnovabili o inferiori al mese così come le bollette di luce e gas, perché i costi sono vincolati ai consumi ovvero sono già regolate da una delibera dell'Authority per l'energia.

Ulteriore iniziativa

Si apre un nuovo capitolo nella partita del ritorno alla fatturazione mensile da parte degli operatori telefonici. Perché non solo viene contestato l'aumento delle tariffe a carico degli utenti, ma anche le modalità di comunicazione di questo passaggio. A essere sul piede di guerra è questa volta il Movimento Consumatori che ha formalmente diffidato Vodafone e gli altri operatori) per pratiche commerciali scorrette nella comunicazione ai clienti sul ritorno alla fatturazione mensile. Resta ora da capire se ci sono le condizioni anche un provvedimento simili nei confronti di Tim, Wind, Fastweb e 3 Italia, che di fatto hanno seguito la stessa strada di Vodafone. Si ricorda che quest'ultimo è stato il primo gestore ad assumere un formale provvedimento di cambio tempistiche con successiva comunicazione ai clienti.

Ma quali sono i punti contestati a Vodafone? Per quale motiva è scattata la diffida che si aggiunge agli esposti si altre associazioni di consumatori per le tariffe che non sono state adeguate? A detta di MC manca chiarezza ovvero l'operatore telefonico non ha correttamente spiegato che le modifiche riguardano non solo la periodicità dei rinnovi contrattuali e della fatturazione, ma anche il corrispettivo. Non solo, ma senza troppi giri di parole ritiene che sia "ingannevole" l0informazione per cui la spesa complessiva annuale non cambia. In effetti l'impegno economico richiesto agli utenti su base annuale è lo stesso. Ma con la differenza che le bollette da magari sono adesso 12 (una per ogni mese dell'anno) e non più 13 (ogni 4 settimane). Di conseguenza l'importo della tredicesima mensilità venuta meno è stata spalmata sulle altre 12.

Diritto di recesso, dubbi pure su questo. Ecco come procedere ora

Insomma, per il Movimento Consumatori ce n'è a sufficienza per presentare una dura diffida. Anche perché Vodafone - fa ancora presente il sodalizio - non specifica al consumatore come esercitare il diritto di recesso. A norma di regolamento, l'operatore deve inviare un SMS informativo che inizi con la dicitura "Modifica delle condizioni contrattuali", indicando il contenuto delle modifiche e la loro entrata in vigore con l'invito a verificarne i dettagli tramite canali divulgativi, fermo restando l'obbligo di informativa sul diritto di recesso. E che dire, si lamenta ancora l'associazione, che Vodafone non ha pubblicato alcuna informativa presso i punti vendita e sul proprio sito web, con avviso in homepage? Anche in questo caso si tratterebbe di un passaggio obbligatorio in base alle norme in vigore.

In ogni caso, gli utenti possono recedere dal contratto e passare ad altro operatore senza penali entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, specificando come causale del recesso "modifica delle condizioni contrattuali". Il diritto di recesso può essere esercitato senza costi inviando una messaggio di posta elettronica a variazioni.vodafone.it o una raccomandata andata e ritorno a Servizio Clienti Vodafone, casella postale 190 - 10015 Ivrea (TO) o un messaggio Pec a vodafoneomnitel@pocert.vodafone.it.