Ue, sugli immigrati tradisce l'Italia. A noi pochi milioni, agli altri Stati miliardi

La relazione della Corte dei conti si concentra solo gestione delle risorse per la prima accoglienza degli immigrati richiedenti asilo e di quelli irregolari.

Ue, sugli immigrati tradisce l'Itali

Profughi: solo pochi milioni dall'Europa


Se i numeri raccontano una verità difficilmente confutabile, ecco che se l'Unione europea mette sul piano 7 miliardi di euro di fondi comunitari per la gestione dell'emergenza profughi e all'Italia solo destinati pochi milioni, ce n'è abbastanza per i detrattori per dare fiato alle trombe. Non solo, ma a segnalare la discrepanza non è affatto uno schieramento politico, pronto a soffiare sul fuoco delle polemici. Bensì è la Corte dei conti nella sua relazione sulla gestione del fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo per gli anni 2013-2016, deliberata solo qualche giorno fa, ad aver aperto un fronte di discussione.

Profughi: solo pochi milioni dall'Europa

La relazione della magistratura contabile si concentra solo sulla gestione delle risorse destinate alla prima accoglienza degli immigrati richiedenti asilo e di quelli irregolari oggetto del provvedimento di rimpatrio. Tre numeri servono forse a rendere l'idea meglio di altri:

  1. 1,29 sono i miliardi di euro destinati alla prima accoglienza dei migrati
  2. 111,5 sono i milioni di euro per la sistemazione dei minori stranieri non accompagnati
  3. 8,1 sono i milioni di euro arrivati dall'Unione europea tramite l'Agenzia Frontex

E che qualcosa non andava per il verso giusto veniva spiegato poche settimane fa dal Ministero dell'Interno, secondo cui nonostante la pianificazione di rientro di situazione pregresse, l'assenza del necessario e cospicuo aumento delle risorse destinate alla gestione del sistema di accoglienza, comporterà continue richieste di integrazione fondi, in assenza delle quali verrebbero a generarsi debiti fuori bilancio.

Tutte le situazioni critiche denunciate

La Corte dei conti non fa poi nulla per nascondere che il sistema dei richiedenti asilo presenta una serie di criticità, tra cui il ricorso alle strutture temporanee di prima accoglienza, che, nel 2015, sono risultate 2.332 sparse sul territorio. Di conseguenza sottolinea come sia necessaria un'attività di verifica più puntuale degli standard di ricezione, anche per una migliore gestione di possibili resistenze delle comunità locali. Indice puntato contro i tempi di esame e di decisione dei ricorsi per la definizione delle richieste di protezione internazionale, considerati troppo lunghi nonostante l'amministrazione abbia raddoppiato il numero delle commissioni territoriali competenti.

Ecco poi la stoccata nei confronti del Ministero, considerato incapace di tracciare la presenza e gli spostamenti dei richiedenti asilo, anche da una struttura all'altra. Da qui la necessità di un adeguato sistema informativo i grado di monitorare la distribuzione sul territorio nazionale dei soggetti interessati. Infine, rileva la Corte dei conti, nel quadro di una governance territoriale partecipata, le verifiche e i monitoraggi da parte del Viminale nei tavoli di coordinamento in merito all'attivazione degli hub regionali come centri di prima raccolta sono ritenuti insufficienti.