Una grave crisi incombe e nessuno ne parla. E tra le nazioni a rischio ci sono sorprese

di Chiara Compagnucci pubblicato il

L'Atlante del rischio idrico dell'acquedotto della World Resources Institute Ŕ lo strumento che classifica 189 paesi in base a 13 indicatori di stress idrico.

Una grave crisi incombe e nessuno ne par

Emergenza acqua, San Marino a rischio

Stress idrico estremamente elevato. È la definizione utilizzata per denunciare il rischio che una larga fetta del mondo rimanga senza acqua. I dati raccolti dall'Atlante del rischio idrico della World Resources Institute hanno infatti rivelato che 17 paesi che rappresentano un quarto della popolazione mondiale sono a rischio sopravvivenza. La maggior parte è localizzata in Medio Oriente e Nord Africa. Ma non sfugge la presenza in questa lista dello Stato di San Marino.

Emergenza acqua, San Marino a rischio

L'Atlante del rischio idrico dell'acquedotto della World Resources Institute è un appuntamento tradizionale che classifica 189 paesi in base a 13 indicatori di stress idrico, rischio di siccità e rischio di alluvione fluviale. Rivela adesso che nel 2019 molti paesi produttori di olive, tra cui Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, Tunisia, Algeria, Siria e Turchia, sono sottoposte a elevato stress idrico, mentre Israele e Libano sono classificati tra i paesi più stressati per la mancanza di acqua. Più esattamente,

  1. rischio estremamente alto: Qatar, Israele, Libano, Iran, Giordania, Libia, Kuwait, Arabia Saudita, Eritrea, Emirati Arabi Uniti, San Marino, Baharain, India, Pakistan, Turkmenistan, Oman, Botswana
  2. rischio alto: Cile, Cipro, Yemen, Andorra, Marocco, Belgio, Messico, Uzbekistan, Grecia, Afghanistan, Spagna, Algeria, Tunisia, Siria, Turchia, Albania, Burkina Faso, Gibuti, Namibia, Kirghizistan, Niger, Nepal, Portogallo, Iraq, Egitto, Italia
  3. rischio medio: Thailandia, Azerbaigian, Suda, Sudafrica, Lussemburgo, Australia, Tagikistan, Macedonia, Corea del Sud, Bulgaria, Mongolia, Cina, Guatemala, Estonia, Francia, Kazakistan, Mauritania, Germania, Lesotho, Danimarca, Indonesia, Peru, Venezuela, Cuba

Nei 17 paesi in cui si riscontra lo stress idrico più elevato, l'80% delle risorse idriche superficiali e sotterranee disponibili viene utilizzato dall'agricoltura, dall'industria e dai comuni in un anno medio. Questa è la prima volta che i dati della World Resources Institute includono classifiche di stati e province all'interno di ciascun paese. Anche se gli Stati Uniti sono al 48esimo posto nella lista dei paesi, alcuni Stati stanno vivendo un grave stress idrico, in particolare il Nuovo Messico e la California.

Velocità di azione e innovazione per evitare perdita di vite umane

Come argomentato da Andrew Steer, presidente e CEO del World Resources Institute, lo stress idrico è la più grande crisi di cui nessuno parla. Le sue conseguenze sono evidenti sotto forma di insicurezza alimentare, conflitti e migrazioni e instabilità finanziaria. Tuttavia sarebbe un errore credere che la catastrofe dell'acqua sia inevitabile perché i nuovi strumenti permettono di comprendere i rischi idrici e di prendere decisioni intelligenti per gestirli.

In pratica non mancano le soluzioni innovative e che lasciano ben sperare, tuttavia la velocità con cui Stati e organizzazioni mondiali assumono decisioni si sta rivelando discutibile. Eppure, l'assenza di azioni immediata non può che essere costosa in termini di vite umane e mezzi di sussistenza.

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