Usa, un pavone come sostegno per un viaggio. Ecco la risposta della società aerea.

United Airlines ha ricostruito l'accaduto spiegando come il pavone non abbia soddisfatto le linee guida della compagnia per molti motivi: fuori standard.

Usa, un pavone come sostegno per un viag

In aereo con un pavone: il motivo


Una storia che pare essere incredibile, ma è vera documentata anche da un filmato. Una donna doveva salire in areo per un viaggio e ha chiesto un supporto psicologico almeno, per così dire, curioso e questa è stata la risposta...Tutta la storia.
 

No, non era un animale come gli altri perché quello che una donna ha cercato di imbarcare su un volo della United Airlines in partenza dal Newark Liberty International Airport del New Jersey era un pavone. Uno di quelli enormi, eleganti, belli a vedersi e regali. Ma anche tremendamente ingombrante e dunque fuori standard. Le insistenze sono state inutili così come le spiegazioni sul supporto emotivo perché non poteva salire a bordo come se fosse un gattino un cane di piccola taglia. La differenza c'è e si vede. Di conseguenza il personale incaricato dell'imbarco non ha potuto fare altro che accendere il semaforo rosso e impedire l'accesso al pennuto che, anticipiamolo subito, è rimasto a terra. C'è stato perfino chi ha ripreso tutta la scena sul cellulare che adesso sta facendo il giro del web.

In aereo con un pavone: il motivo

Ma perché la donna voleva salire a tutti i costi con il pavone sull'aereo. Intendiamoci, lo voleva fare sul serio e non a scrocco perché aveva acquistato due biglietti: uno per sé e uno per l'animale. E la motivazione della presenza è presto detta: lo considerava il suo animale di supporto. Al pari di un cagnolino o un gattino. Le scene all'aeroporto statunitense sono state di sorpresa perché gli altri passeggeri non si aspettavano di trovarsi faccia a faccia con il volatile che, a dirla tutta, dalle foto sembra estremamente pacifico. Vale però la pena rilevare che, stando a quanto riferito dalla compagnia aerea, la donna aveva già ricevuto una serie di no e la scena al Newark Liberty International Airport del New Jersey è stata solo l'ennesimo capitolo per la sua insistenza.

United Airlines ha infatti ricostruito l'accaduto spiegando come il pavone non abbia soddisfatto le linee guida della compagnia per molti motivi, a iniziare dal suo peso e dalle sue dimensioni. Lo avevano già spiegato alla cliente in tre diverse occasioni - ha messo nero su bianco - prima che arrivasse in aeroporto. In buona sostanza, la presenza del pavone poteva rappresentare un rischio incontrollato per gli altri passeggeri, come del resto è accaduto altre volte con differenti animali. Eppure norma nazionale statunitense impone alle compagnie aeree che operano collegamenti interni di consentire il trasporto, nelle classi di volo degli esseri umani, di tutti quegli animali classificati come da supporto emozionale o da assistenza psichiatrica. Ma evidentemente c'è chi abusa e approfitta dell'elasticità di questa regola.

Animali per supporto psicologico: fenomeno diffuso

Questo della donna fermata in aeroporto perché voleva volare con il suo pavone è solo l'ennesimo caso da raccontare. Perché stanno aumentando le segnalazioni delle compagnie aeree contro i passeggeri. Nei voli dagli Stati Uniti, fanno notare i vettori, troppi animali a bordo sono spacciati per supporto psicologico. Non solo pavoni, ma anche pappagalli e perfino scimmie e canguri. A detta delle compagnie, le certificazioni sull'effettiva necessità psicologica degli animali sarebbero state rilasciate con un po' troppa facilità e a rimetterci sono gli altri passeggeri.







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di Luigi Mannini pubblicato il