Uso denaro contante, quanto costano davvero i pagamenti e norme vigenti e future

A Palazzo Chigi non c'è unanimità di vedute, considerando che Matteo Salvini abolirebbe qualsiasi limite al contante mentre Luigi Di Maio è più cauto.

Uso denaro contante, quanto costano davv

Nuove regole sul contante


Se c'è un'altra polemica che in Italia non ha mai fine è quella relativa all'uso del denaro contante per effettuare i pagamenti. Tra l'individuazione di nuovi tetti e la loro successiva abolizione nel contesto della riscrittura delle regole, succede che il terreno è continuamente oggetto di scontro, adesso alimentato da un pungente report della Banca d'Italia, la cui posizione critica non si lascia affatto desiderare. L'istituto di Via Nazionale rende infatti noto come il contante sia il mezzo di pagamento preferito per le transazioni riferite dell'economia informale e illegale poiché impedisce la tracciabilità e garantisce l'anonimato degli scambi. Nulla di nuovo, così come il riferimento all'usura, al traffico illecito di rifiuti, alle armi e alle truffe.

Ma quanto costa il contante?

Se c'è poi un aspetto che passa quasi sottotraccia ovvero non è mai stato approfondito fino in fondo è quello del costo della produzione, del trasporto, della custodia e della gestione dei contanti. A cercare di fornire qualche risposta più precisa ci ha provato l'Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, secondo cui l'utilizzo del contante costa all'Italia quasi 10 miliardi di euro l'anno. Il problema principale non va tanto ricercato in questa cifra, quanto nei 24 miliardi di euro l'anno di mancato gettito fiscale. Tanto per dirla con altre parole, per l'Osservatorio del Politecnico il 34% delle somme scambiate in contanti è sconosciuto al fisco. Fa parte dell'economia sommersa: è il cosiddetto nero.

Nuove regole sul contante

A Palazzo Chigi non c'è unanimità di vedute, considerando che Matteo Salvini, ministro dell'Interno e leader della Lega, abolirebbe qualsiasi limite al contante. Di contro Luigi Di Maio, responsabile politico del Movimento 5 Stelle e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, è disposto a rivedere le regole in vigore, ma non a concedere la massima libertà nell'uso delle banconote. Tuttavia lo stesso Di Maio ha ribadito come l'intenzione dell'esecutivo sia di lavorare in direzione dell'eliminazione dei costi per i commercianti nei pagamenti con i bancomat. Oggi le commissioni sono pari allo 0,2% per le transazioni effettuata con il bancomat e dello 0,3% per quelle con carta di credito.

Dall'altra parte, il limite all'utilizzo del contante è fissato a 3.000 euro. Per pagamenti o trasferimenti maggiori di questa soglia occorre la tracciabilità per permettere alle autorità competenti di verificare provenienza e destinazione della somma di denaro.