Uva da tavola contaminata con insetticida e ulteriori. Ue lancia allarme

di Luigi Mannini pubblicato il

Segnalazione e allarme Ue, per l'uva da tavola contaminata da un pericoloso per la salute insetticida e pesticida

Uva da tavola contaminata con insetticid

Uva da tavola contaminata da insetticida. Segnalazione all'UE

Ancora un caso di cibo alterato e questa volta si tratterebbe di uva, uno degli ennesimi casi, ormai s ne ceontao diverse centinai, da circa un anno a questa parte come ormai vi raccontiamo troppo spesso.

Uva contaminata da insetticidi

L'Istituto per la salute dei consumatori italiano ha trovato livelli di insetticida nell'uva vendita in Italia e che sembra provenire dal Perù troppo alti, che possono essere un rischio per la salute dell'uomo.

Il sistema di allerta rapido europeo per gli alimenti, RASFF, lo stesso che aveva trovato da subito la contaminaione dele uova al Fipronil, e che non era stato immediatamente considerato, ha già fatto una segnalazione. E questa volta è stata presa in considerazione almeno dalle istituzione avendola inserito nella black lista degli alimenti, anche da parte del Ministero della Saluta italiano.

A questo punto l'va dovrebbe essere già stata ritirata dai punti vendita, anche se si attendono conferme ufficiali. L'uva in questione avrebbe un eccesso di una insetticida chiamato Metomil, che viene usato dal 1960, sia come pesticida che come conservante dei prodotti in magazzino.

L'Epa, Environmnental Protection Agency, lo considera un insetticida trauelli denominati RUP, ovvero di uso assolutamente limitato.

I rischi per la salute, per dosi di quantita troppo elevate, lpossono essere quelle di spasmi e convulusione, ma addirittura se in dosi ancora maggiori, può essre un veleno che agisce nel sistema intestinale.

A questo punto si attendono conferma sulle quantità inserite, che, però, nonostante siano alte non dovrebbero essere di quelle capaci di provocare tali sintomi, se non ingerendo un rand numero di questo alimenti, e la conferma che l'uva in questione sia stata dl tutto tolta dai negozi e supermecati e bloccata la sua importazione.

Gli ultimi alimenti contaminati ritirati

I vasetti di pappa reale della Parmalata 2x125 grammi potrebbero avere al loro interno dei pezzi di spago, o, comunque dei corpi estranei. La notizia è stata data dai supermercati Esselunga e confermata dalla stessa Parmalat. Vi sono ovviamente rischi per il suo consumo, addirittura di soffocamento.

In particolare al momento, il ritiro è previsto, in misura del tutto precauzionale per il lotto  KYR PAPPA REALE con scadenza minima 01/03/2018, stab. FR 53.054.005 CE - EAN 80595816.

Parmalat ha disposto con i supermercati la restituzione dell'intera somma pagata se si dovesse avere un lotto di questo genere e ha chiesto ai consumatori di restituirlo. Disponibile per ogni informazione un numero verde 800 848 020

Stesso problema e soluzioni previste per lo Yogurt Bianco Kir sempre della Parmalat e in questo caso l'avviso è arrivato anche da Auchan

Ulteriori esempi

Ma poi, al di là delle frodi, l'anno appena trascorso ha fatto emergere casi limite, come gli additivi utilizzati come agenti di rivestimento nei formaggi. Nel corso delle indagini svolte sono stati prelevati e analizzati campioni di agenti di rivestimento e di formaggi trattati in superficie, per la determinazione degli additivi utilizzati per un totale di 161 campioni. Dai controlli analitici sono state riscontrate irregolarità per presenza di acido deidroacetico, sostanza antimicrobica il cui utilizzo non è ammesso dalla normativa europea.

E non va meglio con i vini tra la sofisticazione di vini per zuccheraggio alla detenzione di prodotti vitivinicoli in nero, non giustificati dalla documentazione ufficiale di cantina dalla presenza di coloranti non dichiarati in vino aromatizzato alle violazioni delle disposizioni in materia di designazione e presentazione e nel sistema di chiusura di vini, sia generici sia a denominazione d'origine.

E il problema ulteriore delle frodi

Il Made in Italy fa sempre più gola perché in un solo anno di attività sono state 22.000 le tonnellate di prodotti agroalimentari sequestrati per un valore di oltre 103 milioni di euro. Perché ovunque si vada, gli alimenti italiani sono sempre molto cercati e graditi e per i truffatori è un'occasione troppo ghiotta e redditizia da lasciarsi sfuggire. A sorprendere è piuttosto l'attività di contraffazione alla luce del sole, come dimostrato da report dell'Ispettorato centrale repressione frodi ai vertici europei tra le Autorità antifrode del Ministero delle Politiche Agricole. Ammontano infatti a 2.202 gli interventi all'estero e sul web. Su Internet sono stati effettuati 295 interventi. E se sono stati scovati i truffatori è proprio grazie alla collaborazione con i vari Alibaba, eBay e Amazon ovvero le piattaforme di commercio elettronico su cui provano a fari affari.

Provando a dare qualche numero, l'88% dei controlli dell'Ispettorato centrale repressione frodi ai vertici europei tra le Autorità antifrode del Ministero delle Politiche Agricole ha interessato i prodotti alimentari e il 12% i mezzi tecnici per l'agricoltura. Più nel dettaglio, 17.527 hanno coinvolto il settore vitivinicolo, 7.843 l'oleario, 5.086 la carne, 4.977 il lattiero caseario, 2.708 l'ortofrutta, 2.406 i cereali e derivati, 1.971 le conserve vegetali, 733 le sostanze zuccherine, 793 il miele, 613 le bevande spiritose, 518 le uova e 1.967 gli altri settori. Più dei numeri, alcuni esempi concreti possono aiutare a far capire al meglio come agiscono i falsificatore del made in Italy. Gli ispetti hanno bloccato

  1. la pratica illecita in Austria di prosciutto generico presentato al banco con l’indicazione Prosciutto San Daniele
  2. inserzioni irregolari grazie alla cooperazione con Alibaba
  3. la commercializzazione di Moscato d'Astri in Ucraina e Moldavia che richiamava la denominazione protetta Asti
  4. l'uso illegale del nome protetto Modena nella denominazione di aceto generico in Francia
  5. l'usurpazione dell'olio extravergine IGP Sicilia su eBay o della denominazione Prosecco su Amazon.de, adesso in vendita come Secco Bianco

Black List Coldiretti

Vi sono quattordici nuovi alimenti segnalati su circa 4000 nella lista che la Coldiretti continua ad aggiornare costantemente e sono tutti di origine straniere anche se è da sotolineare come anche il blocco e il ritiro di quelli italiani sono numerosi anche se al momento si tratta di singoli lotti, tranne il casod elle uova contaminate con il Fipronil che arruvano sia dai Paesi Bassi, ma che si sono trovate migliaia anche in Italia. Sono circa un centinaio i prodotti bloccati, coemd etto lotti, di più solo per qualche eccezione, da agosto ad oggi tra acqua, vino, salami, formaggi per batteri o salmonella principalmente.

Per quanto riguarda i prodotti più rischiosi aggiunti ora vi sono arachidi cinesi, pistacchi dall'Iran, pesce spada e tonno spagnoli, integratori Usa, noce moscata dall'indonesia, carni di pollo dai Paesi Bassi, nocciole, pistacchi, Albicocche secche, peperoni, fichi Turchi

I fichi turchi hanno il rischio di salmonella così come alcune carni di pollo dalla Polonia, mentre nel pesce spagnaolo è stato trovato troppo mercurio oltre i liiti così come il cadmio. Per tutti gli altri sono il limite oltrepassato di aflatossine. 
Gli integratori Usa sono da evitare, invece, perchè contengono composti che sono ritenuti danosi della normativa vigente ue e, dunque, italiana

Nel dettaglio, dunque, riassumendo con tutte le motivazioni incluse:

  1. il pesce (tonno e pesce spada) dalla Spagna per via dei metalli pesanti in eccesso ovvero mercurio e cadmio
  2. i dietetici e gli integratori degli Stati Uniti per via di ingredienti e novel food non autorizzati
  3. le arachidi dalla Cina per la presenza di aflatossine oltre i limiti
  4. i peperoni dalla Turchia per la presenza di pesticidi oltre i limiti
  5. i pistacchi dall'Iran per la presenza di aflatossine oltre i limiti
  6. i fichi secchi dalla Turchia per la presenza di aflatossine oltre i limiti
  7. le carni di pollo dalla Polonia per le contaminazioni microbiologiche ovvero salmonella
  8. le nocciole dalla Turchia per la presenza di aflatossine oltre i limiti
  9. le arachidi dagli Stati Uniti per la presenza di aflatossine oltre i limiti
  10. i pistacchi dalla Turchia per la presenza di aflatossine oltre i limiti
  11. il peperoncino dall'India per la presenza di aflatossine e salmonella oltre i limiti
  12. le albicocche secche dalla Turchia per la presenza di solfiti oltre i limiti
  13. la noce moscata dall'Indonesia per la presenza di aflatossine oltre i limiti e certificato sanitario carente
  14. le carni di pollo dai Paesi Bassi per la presenza di contaminazioni microbiologiche

Il problema dei pesticidi, la storia del glisofato nel prosecco

Il Glifosato ritorna al centro della scena dopo che è stata decisa la proroga che era staa così tanto messa in discussione come si può leggere sotto per i diversi studi in materia e i danni ce poteva provocare per la salute. Una questione che si intreccia con cibi, dalla pasta al prosecco. Come dimostra anche il video delle Iene su una inchiesta che ha fatto il giro del mondo.

L'indice è costantemente puntato contro il glifosato e la guerra è stata ufficialmente dichiarata. Tuttavia le armi sembrano ancora spuntate perché non tutte le regioni viaggiano alla stessa velocità, come dimostrato dalle Langhe in Piemonte, ancora in ritardo con la regolamentazione e con le decisioni cruciali, quelle sul terreno, affidate ai viticoltori.

C'è perfino chi parla di ritardo e arretratezza per il Piemonte, se non di abbassamento della testa rispetto alle multinazionali delle medicine. Un esempio virtuoso arriva invece dal Veneto, dove hanno trovato il modo di produrre prosecco senza glifosato grazie al geranio.

Si tratta di una valida alternativa a quella che è sempre stata considerata una certezza per i viticoltori delle colline del prosecco. Resta ancora da verificare la reale efficacia dell'acido pelargonico ovvero sono necessari altri test e prove, tuttavia siamo davanti a un erbicida che funziona e che sta mostrando i primi interessanti risultati positivi.

Nella pasta e altri prodotti

Il glifosato, ha spiegato, per la pasta italiana viene utlizzato solo per quello canadese che è l'unico importato in Italia anche se la sua azienda non lo fa più, dunque, non lo utilizza più, prendendolo da Australia e Arizona dove non viene usato il pesticida. 
E, comunque, non c'è ericlo sottolinea il produttore anche epr la pasta prodotta con grano con glisofato in quanto la concetrazione è moltoì, molto bassa e assolutamente cotrollato da norme rigide del Ministero. Anche perchè nello stesso grano italiano viene utilizzato il glisofato in taluni casi particolari quando la spiga non è ncora matura non incidendo, quindi, sul chicco.
La differenz trra pasta con grano italiano e grano straniero non esiste, prosegue, ma dipende solo dalla lavorazione e dalla qualità del grano che si usa da qualsiasi parte provenga.

Il quadro

Il Glifosato viene assorbito attraverso quello che mangiamo nel nostro corpo e in Usa stanno decidendo di bloccarlo, molto preoccupanti su gliefetti e i pericoli per l salute. Alcuni studi mostrano come nel corpo umano sia aumetato del 500% solo negli ultimi venti anni come riporta la pubblicazione Jama medica. Perhè si è diffuso così tanto? Perchè ormai è presente non solo in quello che mangiamo noi, ma in tutta la catena alimentare arrivando all'erba e all'acqua. Al momento la qquanitò trovata nelle utine è solo dello 0,3% rispetto al 1,75 vche è considerato come un livello pericoloso per la salute ma non è ababstanza certamente per essere tranquilli

Il 25 Ottobre scorso l'Unione Europa ha chiesto il blocco da subito del glisofato per uso domestico e 5 anni di proroga e poi il fermo per sempre in agricoltura. E tutto partirebbe da quasi subito in quanto il 9 Dicembre scade la precedente proroga di utilizzo. Il problema è che non si risce a trovare convergenza tra i Paes membri, con chi vorrebbe una proroga di 10 anni o almeno di 7 e chi di 5. Vi sarà una nuova riunione convocata per il 9 Novembre, ma le parti sembrano rimanere distanti.

Ma le ricerche

Sono diversi i pareri sul glisofato da dversi studi e ricerche fatte. Già da due anni, la International Agency for Research on Cancer, Iarc, considerato il glisofato come probabilmente cancerona che può portare tumori, così come altri studi dell'Oms, che ha, comunque, ribadito che certamente con altri pestici ha portato alla morte di 200mila persone ogni anno per avvelenamento.
Secondo, invece, l'ECHA, l'ente che si occupa delle sostanze chimiche in Europa, in una recente ricerca non ci sono i pericoli sopra descritti, nè tantomeno provocherebbe tumori ma sarebbe pericoloso se portato vicino agli occhi e all'interno dell'acqua, ma solo pe rla flora e fauna acquatica, ma per un lungo periodo di tempo elevate concetrazioni.

L’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, lo scorso 15 marzo, ha deciso che il glifosato non è cancerogeno e non provoca mutazioni genetiche, ma “solo” seri “danni agli occhi” ed è “tossico con effetti duraturi sulla vita in ambienti acquatici”. 

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sui diritti per i lavoratori per rimanere aggiornato su tutte le novità: