Venezuela, fallimento tra poco. Rischio default concreto

Cade il Venezuela: fallimento ufficiale del Paese in vista e conseguenze. La situazione economica italiana tra ottimismo e smentite

Venezuela, fallimento tra poco. Rischio

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Il fallimento del Venezuela è molto concreto e nonostante si cerchi di sfuggire in tutti i modi a questa possibile situazione si sta facendo sempre più concreto.

Il default del Venezuela potrebbe essere una questione di giorni: che il Paese fosse da tempo in gravissime difficoltà economiche è cosa risaputa, considerando anche le tantissime denunce rese note sulla mala gestione del governo Maduro. Le ultime notizie confermano che S&P ha già annunciato il default parziale sul debito del Paese per l'incapacità dello stesso di rimborsare 200 milioni di dollari. Il default del Venezuela rischia di avere ripercussioni importanti anche sugli Usa e il nostro Paese, come un effetto domino che, quando si ha a che fare con movimenti economici, c’è sempre da aspettarsi.

Default Venezuela: giudizi si S&P e Fitch

L’agenzia di rating ha comunicato la declassazione del giudizio sulla qualità creditizia del Venezuela da CC a selective default, decisione resa nota dopo la fine del periodo di grazia di 30 giorni concesso per pagare due obbligazioni di una società statale, il gruppo elettrico Coropelectric, e arrivata al termine della riunione tra governo e creditori internazionali, che per evitare il default hanno cercato di rinegoziare il debito del Paese. La riunione d’emergenza, convocata dal presidente Nicolas Maduro dopo aver annunciato di voler procedere ad un rifinanziamento, una ristrutturazione del debito estero e di tutti i pagamenti che deve effettuare,  si è dunque rivelata fallimentare.

Dito puntato soprattutto contro le sanzioni Usa, responsabili, secondo alcuni esperti del governo venezuelano, del ritardo nei pagamenti del debito di Caracas. Secondo le autorità del Venezuela, il debito del paese è per il 91% nelle mani di 414 creditori, per un valore complessivo di 150 miliardi di dollari, mentre il Pil è in caduta libera da anni e l’inflazione oscilla tra il 700% e il 1.100% annuo. A sostenere la decisione di declassamento resa nota da S&P anche l'agenzia di rating Fitch che, stando a quanto riportano le ultime notizie, avrebbe dichiarato la compagnia petrolifera pubblica venezuelana Petroleos de Venezuelan (Pdvsa) in default restrittivo (Rd), a causa del ritardo nei pagamenti dei bond in scadenza al 27 ottobre e 2 novembre scorsi. La situazione sembra dunque essere del tutto precipitata, come del resto era stato anticipato mesi fa che sarebbe accaduto, e la totale e ufficiale dichiarazione del fallimento del Paese è attesa a breve, a giorni ormai.

Dal Venezuela all’Italia: la verità sui conti

E intanto nel nostro Paese qualcosa sembra non andare: all’indomani delle ultime dichiarazioni del premier Gentiloni sul fatto che l’Italia non è più fanalino di coda dei paesi europei, la stessa Ue è intervenuta sbugiardando tali affermazioni, inducendo lo stesso governo a dire la verità sui conti italiani che poi così bene non stanno andando. C’è infatti ancora una forte aria di crisi nel nostro Paese e non è né confortante né morale affermare l’esatto contrario, sostenendo che il Paese è avviato all’uscita dalla crisi. Secondo l’Ue, tuttavia, i conti italiani sarebbero ancora negativi e nulla sostanzialmente è davvero cambiato così come si vorrebbe far credere.

Mentre, dunque, da una parte, il premier Gentiloni ha parlato di sistema che sembra essere ripartito, citando le ultime notizie rese note dai dati Istat che parlano di una crescita tendenziale dell’1,8% e un’accelerazione dell’economia italiana grazie a famiglie, imprese e lavoratori, dall’altra, l’Ue ha del tutto sbugiardato le parole delle stesso premier, riducendo l’ottimismo del governo italiano e parlando di una situazione che in Italia non sta assolutamente migliorando. Secondo quanto sottolineato, in particolare, dal vicepresidente Ue Jyrki Katainen, i dati pubblicati nelle previsioni economiche di autunno mostrano chiaramente una deviazione dall’obiettivo di medio termine in riferimento al saldo strutturale e sarebbe questo ciò che davvero conta, senza retorica e false speranze di miglioramenti inesistenti.