Vodafone 5G al via applicazioni concrete. E fibra-banda larga in centinaia città e zone disagiate. Svolta

La proclamazione della città di Milano come capitale europea del 5G passa dalla costruzione di una infrastruttura dedicata che coprirà l'80% di Milano e Area Metropolitana.

Vodafone 5G al via applicazioni concrete

Action for 5G: Vodafone chiama startup e imprese. Bando da 2,5 milioni entro il 31 marzo 2018


Vodafone insieme ad una serie di realtà imprenditoriali e universitarie, oltre al Comune di Milano, lancia una serie di iniziative concrete e applicazioni e progetti che sfruttano il 5G. Sono già 41. E il 5G si sta sviluppando in tante altre città. E poi, decisioni importanti da parte di tutti gli operatori, una vera svolta per la fibra ottica e banda super larga.
 

Il futuro è ufficialmente sbarcato a Milano. Anzi, il presente considerano che la sperimentazione 5G a Milano è già realtà. A mettere la firma su questo importante progetto è l'operatore Vodafone, aggiudicataria del bando indetto dal Ministero dello Sviluppo Economico. La proclamazione della città di Milano come capitale europea del 5G passa dalla costruzione di una infrastruttura dedicata che, entro la fine del prossimo anno, coprirà l'80% di Milano e Area Metropolitana e, entro la fine del 2019, tutto il resto. L'investimento totale sarà di 90 milioni come ha spiegato, durante la presentazione a Milan, Aldo Bisio, l'amministratore delegato di Vodafone Italia

Al progetto partecipano anche Politecnico di Milano e 28 partner con il sostegno di Comune di Milano, Regione Lombardia e Città Metropolitana tra cui, solo per citarne alcuni, Politecnico di Milano, Atm, Comune di Milano, Eni, Fs, Poste, Sky, Huawei, Fca e Pirelli  E sono già stati decisi 41 progetti che sono inziati o che stanno prendeno il via a favore della città. La ragione di questa ampia partecipazione è chiara: i progetti industriali sono laboratori aperti e condivisi in cui diventa prezioso il contributo di tutti gli attori coinvolti nella partita.

Vodafone Action for 5G

Vodafone ha presentato o ripresentato ufficialmente  Action for 5G, un bando lanciato giàa Gennaio dedicato alle startup, ma non solo, a tutte quelle realtà, come Pmi, imprese e aziende sociali che vogliano realizzare prodotti e servizi per e con il con il 5G. Il 5G, ha spiegato, Aldo Bisio, è legato all'Internet delle Cose, ma non è solo questo e riguarderà,s econdo lui, qualsiasi attività umana rivoluzionandolo con un eneficio del Pil molto superiore addirittura alla rpima rivoluzione informatica del 1970-2000 dove il prodotto interno lorodo esplose del 450%

Tutti gli usi del 5G, i progetti e cosa potremo fare

Perché scommettere sul 5G? Per quale ragione questo passaggio viene promossa con così tanta enfasi dagli operatori e dalle città coinvolti nella sperimentazione? Il 5G si indica la futura generazione della comunicazione mobile che consentirà velocità di trasferimento molte alte per i dati, ma anche la possibilità di connettere più utenti e più dispositivi. Tra i tantissimi usi, che fanno al di là dell'ambito domestico ovvero della consueta navigazione sul web, se ne segnalano almeno cinque, pubblicamente messi in evidenza:

  1. Entertainment
  2. Manifacturing
  3. Mobilità
  4. Salute
  5. Sicurezza

Nel primo caso si pensa al Turismo 4.0 ovvero all'estensione dell'esperienza del turista in visita o del cittadino alla scoperta della propria città attraverso l'uso della realtà aumentata per scoprire, in mobilità e in modo immersivo, prospettive nuove o storiche del patrimonio artistico. Per quanto riguarda il manifacturing, il principale riferimento va ai robot per agricoltura di precisione con l'uso consapevole e efficiente delle risorse globali e l'impatto green in generale, grazie a una modalità più intelligente e mirata di fare agricoltura.

Sul fronte della mobilità è presto detto. L'Urban Cross Traffic Cooperativo è l'aumento della sicurezza della mobilità grazie a una sostanziale estensione del raggio di visione di chi guida e il potenziale miglioramento delle performance dei sistemi anticollisione realizzati attraverso l'acquisizione, tramite sensori sui veicoli stessi e sulle infrastrutture stradali, di dati sui veicoli in avvicinamento e le condizioni stradali.

Capitolo salute, si pensi all'ambulanza connessa e a sistemi di analisi e consulto medico da remoto. In bona sostanza diventa possibile gestire tempestivamente, sia da remoto sia durante il trasporto in ospedale, situazioni di emergenza critiche per le quali la possibilità di condividere parametri vitali insieme a immagini ad alta risoluzione in tempo reale è fondamentale. Infine, ecco i droni per riprese aeree di sicurezza: la capacità del 5G di gestire una grande mole di dati video ad alta risoluzione e in tempo reale si integra alla flessibilità di utilizzo dei droni al servizio della sicurezza sul territorio.

I desideri dgli utenti con il 5G

A farsi da tramite con l'immaginazione degli utenti ci ha pensato la stessa Ericsson con il rapporto Towards a 5G Consumer Future. Ebbene, nella top 6 sono finiti la semplificazione dell'esperienza d'acquisto, l'offerta della percezione di un accesso senza limiti, la considerazione dei GB in eccesso come una valuta, la possibilità di oltrepassare i tradizionali pacchetti dati, l'uso di servizi potenziati dal 5G entro due anni dal lancio, la garanzia di una esperienza di rete reale. Obiettivi raggiungibili?

Non solo 5G, Vodafone con tutti gli altri operatori porta adsl e fibra ottica in tantissime città

Arriva la fibra ottica in 82 Comuni dove prima non c'era e nel giro di pochi mesi sarno totalmente coperti così nei prossimi 4 anni 270 comuni. E poi tutta una serie di zone disagiate. 

Dopo l'accordo per le aree disagiate, Open Fiber annuncia che entro 6 anni numerosi comuni avranno la fibra ottica che permetterà di arrivare ad un Giabit al secondo con lo standard FTTH. Saranno 270 città e ora oltre alle zone disagiate sotto si inziieranno a brevissimo i lavori per altre 80 Comuni da subito

Connessione lenta addio. Almeno questo è quello che sperano i tanti utenti, privati cittadini o imprese, che fino ad oggi hanno dovuto convivere e spesso combattere con il cosiddetto digital divide, ovvero con quella barriera invisibile che impedisce di restare competitivi a qualsiasi livello nell’economia globalizzato senza una connessione ad internet super veloce.

Che viene garantito dalla banda ultralarga che poi è il tema del prezioso accordo stipulato a Roma tra Open Fiber e Infratel Italia che riguarda tutti i sei lotti aggiudicati, che permetterà l’allestimento di una rete a banda ultralarga in quelle zone dove si scontano i ritardi relativi alla connessione ultraveloce. Firmato dunque il secondo accordo per la gara che si pone come obiettivo quello di andare incontro alle esigenze delle aree disagiate. Dieci le regioni interessate dal secondo bando. Il digital divide è il nemico contro cui l’Italia sta combattendo la sua quotidiana battaglia per dotarsi di un’infrastruttura a banda ultra larga su tutto il territorio nazionale, inclusi i piccoli centri e le aree meno popolose.

Con la seconda gara le aziende assicurano la costruzione di una rete in fibra ottica che permetterà a tutti i soggetti che ne hanno bisogno, sia a cittadini che aziende oppure uffici della Pubblica Amministrazione di connettersi in maniera veloce e sicura. Quello che ci serve per invogliare l’occupazione, ma soprattutto per permettere a tutti di essere competitivi sul mercato globale che viaggia alla velocità della luce.

Sono 270 le città comprese le aree disagiate che dal 2017 al 2023-2024 avranno la fibra ottica. Al momento le 80 dove si partirà da subito sono: Reggio di Calabria, Reggio nell’Emilia, Rho, Rimini, Rivoli, Rozzano, Salerno, San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, San Lazzaro di Savena, Sassari, Segrate, Sesto San Giovanni, Settimo Milanese, Settimo Torinese, Siracusa, Taranto, Terni, Treviso, Trezzano sul Naviglio, Udine, Varese, Venaria Reale, Verona, Vimodrone, Alessandria, Ancona, Arezzo, Beinasco, Bergamo, Bollate, Brescia, Bresso, Brindisi, Busto Arsizio, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Cesano Boscone, Cesena, Cinisello Balsamo, Collegno, Cologno Monzese, Como, Cormano, Cornaredo, Corsico, Cusago, Ferrara, Firenze, Foggia, Forlì, Garbagnate Milanese, Grosseto, Grugliasco, Imola, La Spezia, Latina, Lecce, Livorno, Lucca, Matera, Messina, Modena, Moncalieri, Monza, Nichelino, Novara, Novate Milanese, Opera, Orbassano, Parma, Pavia, Pero, Pescara, Peschiera Borromeo, Piacenza, Pioltello, Pisa, Prato, Ravenna, 

E copertura aree impervie e disagiate

La notizia che è stata firmata la seconda gara per la fibra ultraveloce dovrebbe dunque far esultare quanti fino ad oggi hanno dovuto fare i conti con la non semplice condizione di non poter usufruire della Rete ultraveloce indispensabile non solo per lavoro ma anche per utilizzare al meglio i propri dispositivi. La fumata bianca di queste ore rappresenta un’ottima notizia che permetterà di ridurre il divario digitale all’Italia che potrà finalmente trarre vantaggi competitivi, con una diffusione capillare della banda ultralarga su tutto il territorio nazionale, anche in quei piccoli centri che fino a questo punto erano rimasti esclusi dalla fibra e quindi dall’internet super veloce. Con la concessione del secondo bando di gara, Open Fiber e Infratel potranno continuare nell’allestimento della rete in fibra ottica a prova di futuro. 

La firma dell’accordo Open Fibra-Infrastel consente di raggiungere l’obiettivo imprescindibile per lo sviluppo omogeneo dell’Italia, di servire con la Rete veloce anche le aree fino a questo momento disagiate. La nuova copertura permetterà a 3.700 comuni, con circa cinque milioni di abitazioni e quasi sette milioni di cittadini di viaggiare finalmente alla velocità necessaria per poter essere competitivi sul mercato. Senza più trascorrere del tempo ad immaginare la soluzione migliore per provare a mettere la cosiddetta pezza a colori e provare così a tamponare l’emergenza.

Circa tre milioni e mezzo immobili verranno dotati di copertura con tecnologia FTTH. Per la parte restante si utilizzerà la tecnologia radio fixed wireless. La copertura totale raggiunta sarà quasi del cento per cento delle aree disagiate. Una volta che sono state aggiudicate le prime due gare, il progetto di dotare tutti i comuni della possibilità di una connessione superveloce, ormai diventata indispensabile anche per lavorare, si completerà con la terza gara da avviare entro fine anno. Calabria, Puglia e Sardegna saranno le ultime regioni ad abbattere le barriere digitali.