Volantinaggio lavoratori Coop: fermi da 4 anni i contratti e ulteriori

La protesta dei lavoratori è estesa un po' ovunque, anche in alcune delle roccaforti più solide. Ma non manca qualche buona notizia. Ecco cosa sta succedendo.

Volantinaggio lavoratori Coop: fermi da

Interinali a casa dopo due anni


Sembra che siano scoppiati adesso tutti i problemi di Coop, quando in realtà covavano da tempo e aspettavano solo il momento di venire a galla. Perché, come si suol dire in questi casi, un problema tira l'altro. E così accade che in più province italiane manifestazioni, proteste e recriminazioni - per ragioni diverse e apparentemente slegate l'una dall'altra - stanno segnando la vita di Coop. Come quello contro il blocco da almeno quattro anni dei contratti del personale. Bastava passare dalle parti di Savona per assistere al volantinaggio dei lavoratori e ascoltare le loro richieste di adeguamento dei salari e di riconoscimento dei diritti maturati nel tempo. La minaccia delle organizzazioni sindacali è di andare avanti a tempo indeterminato ovvero fino a quando non arriveranno le risposte desiderate.

Interinali a casa dopo due anni

Si accennava come la situazione di crisi dalle parti di Coop durasse da tempo. Basti ricordare i tre giorni di sciopero proclamati alla fine dello scorso anno. E anche entrando nel cuore del mondo delle cooperative la situazione non migliora. A Piacenza, ad esempio, le organizzazione sindacali protestano sì contro il mancato rinnovo del contratto (si tratta di una vertenza a livello nazionale), ma ricordano anche alcune critiche situazioni specifiche, come quelle dei lavoratori interinali che dopo due anni di servizio avrebbero ricevuto una lettera con la comunicazione del mancato rinnovo del contratto. Secondo i rappresentanti dei dipendenti (fisso o meno) si tratterebbe di un boomerang sui fronti della competitività e dell'efficienza. Come pianificare il futuro delle aziende cooperative, si domandano, senza tenere conto dei diritti e delle esigenze dei propri dipendenti?

Le loro parole aprono uno squarcio sul cambiamento in atto nel mondo delle Coop. A loro dire in questo periodo storico è lecito sostenere che l'anima cooperativa e mutualistica viene conservata dai dipendenti perché le aziende cooperative sembrano aver smarrito il senso originario della solidarietà e della giustizia nel diritto del lavoro.

Caro socio, caro consumatore

La protesta dei lavoratori è estesa un po' ovunque, anche in alcune delle roccaforti più solide come Perugia. Tutti loro cercano di coinvolgere anche i soci e i consumatori che si recano nei supermercati per fare acquisti ovvero provano a renderli partecipi della situazione. Cosa chiedono? Sostegno e solidarietà "in difesa della dignità di chi lavora in Coop". Si tratta evidentemente di una matassa non così semplice da sbrogliare perché le due parti hanno le idee chiare su come proseguire il rapporto e non sono perfettamente coincidenti. Resta da trovare un punto di sintesi. In ogni caso arriva anche qualche notizia positiva sul fronte nazionale, come la riapertura al pubblico del supermercato Coop di Modena I Gelsi in seguito ai recenti lavori di ristrutturazione.

Altra novità dell'ultim'ora è l'arrivo nelle agenzie di viaggi Robintur e Viaggi Coop del nuovo Viaggiare da soci ovvero il catalogo Robintur con offerte e viaggi dedicati ai soci Coop.

La preoccupazione per i prestiti fatti dagli italiani a tutte le Coop

Nonostante il tentativo dei vertici Coop di gettare acqua sul fuoco, tra i soci inizia a serpeggiare preoccupazione per le incertezze relative ai 9 miliardi di euro di prestiti. Una cifra monstre che sarebbe a rischio nel caso nel caso di apertura di una crisi. Come dire, non ci sono certezze e si procede in delicato equilibrio come i funamboli. Succede adesso che nel cuore delle Coop, in Emilia, c'è già chi è passato dalle parole ai fatti con le prime proteste ovvero le mobilitazioni negli ipermercati. Le premesse non sono affatto incoraggianti e, senza troppi giri di parole, c'è chi pronuncia la pesantissima parola di tradimento. La vicenda è insomma sotto gli occhi dell'opinione pubblica e gli sviluppi sono tutti da scoprire.

I racconti...

A seguire da vicino la vicenda è il quotidiano La Stampa, autore dell'inchiesta, con un focus su quanto avvenuto a Reggio Emilia con i soci spiazzati rispetto alle novità di questo modello di sviluppo finanziario. Dai racconti di vita vera, emerge non solo come molte proposte non siano state accolte, quali la creazione di un fondo di garanzia a copertura delle perdite subite dai sottoscrittori, ma anche come la perdita di lavoro, denaro prestato e perfino abitazioni da parte delle coop edilizie. Perché poi esistono casi concreti in cui i fallimenti sono diventati concreti per cui ai primi scricchiolii è inevitabili che scatti immediatamente l'allarme dei soci Coop.

Il prestito Coop è uno strumento attraverso il quale il socio può finanziare la Cooperativa e tutelare il suo risparmio. Semplicità, assenza di spese e una interessante remunerazione caratterizzano il servizio, così come presentato da Coop, ma con l'incognita della sicurezza degli ultimi tempi. I prelievi e i versamenti possono essere effettuati in contanti, con assegno o tramite bonifico. La garanzia sulle somme prestate è data dalla solidità patrimoniale della Cooperativa. Ogni socio può aprire un libretto nominativo di prestito sociale nel quale versare l'importo voluto, fino al tetto massimo consentito dalla legge. Ma proprio l'assenza di un sistema di controlli serrati viene considerato il principale vulnus.

Gli attuali controlli

A differenza di quanto accade con gli istituti di credito, l'attenzione della Banca d'Italia è molto più attenuata. Stando al regolamento sul prestito sociale approvato dalla Coop, al socio prestatore deve essere fornita, almeno una volta all'anno e alla scadenza del contratto, una comunicazione completa e chiara in merito allo svolgimento del rapporto contenente ogni elemento necessario per la comprensione del rapporto. Completezza e chiarezza, dunque. Il socio può richiedere che la comunicazione annuale gli venga fornita su supporto elettronico.

In mancanza di opposizione scritta entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione o dalla pubblicazione sul sito web nell'area riservata, le operazioni e i dati contenuti nella comunicazione si intendono approvati dal socio a tutti gli effetti. Più precisamente, in questa comunicazione, la cooperativa espone i risultati dell'attività di vigilanza svolta internamente dal collegio sindacale, oltre a illustrare l'andamento della cooperativa stessa come risulta dal bilancio e dai programmi di investimento e il rispetto delle linee guida approvate dal Consiglio di amministrazione in materia di politica di investimento finanziario. La percentuale di prestito sociale da mantenere sempre liquida o in attività prontamente liquidabili non può essere inferiore

  1. al 40% per l'anno 2017
  2. al 43% per l'anno 2018

Con riferimento alla determinazione della percentuale massima di immobilizzazione del prestito, e che non dovrà superare il 30% del prestito raccolto tra i soci, in sede di chiusura del bilancio sono messi a confronto tre valori: l'ammontare del prestito sociale, il totale delle immobilizzazioni, i mezzi di copertura delle immobilizzazioni diversi dal prestito sociale.

Le rassicurazioni e le richieste dei vertici stessi

Una dei colossi, se non la principale, realtà delle Coop reagsce così come diversi altri rappresentati delle grandi Coop. In modo particolare Coop Alleanza 3 spiega che il proprio patrimonio è di 2,5 miliari che non ci sono minusvalenze presenti o nascoste. Ma non solo il il prestito (come forma di investimento dato dai vari cittadini che lo desiderino così da diventare soci) a un rapporto con il patrimonio netto 1.6 e dunque è ben al disotto delle regole di Bakitalia tanto che se ne potrebbe raccogliere il doppio.
La Coop Alleanza 3.0 spiega, poi, che gli indici di liquidità sono molto attivi e che la richiesta di un cambio delle regole affinchè siano più stringente per tutte le Coop così come per i controlli è stata richiesta proprio da essa e dalle altre grandi Coop e più volete sollecitata. Una frase questa che, però, lascia spazio ai timori sullo stato generale delle Coop e dei prestiti sociali delle altre, magari minori che come abbiamo sritto, poche volta, ma gè già successo in silenzio hanno chiuso.