730 e rottamazione, il fisco non va in vacanza. Tutto quello da conoscere

Luglio è un mese centrale anche per la rottamazione cartelle per via della rateizzazione dell'importo da versare. Scadenza l'ultimo giorno.

730 e rottamazione, il fisco non va in v

Rottamazione cartelle: 31 luglio


Ancora pochi giorni a disposizioni per mettersi in regola con la dichiarazione dei redditi ovvero con la presentazione del 730. Il 23 luglio è l'ultimo giorno utile per l'invio direttamente all'Agenzia delle entrate senza intermediari, sia esso un professionista di fiducia o un Centro di assistenza fiscale. Sono coinvolti dipendenti, pensionati, persone fisiche non titolari di Partita Iva, collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori occasionali.

Come vedremo a breve, luglio è un mese centrale anche per la rottamazione cartelle per via della rateizzazione dell'importo da versare. Stando a quanto prevedono le norme (più volte ricordate dall'Agenzia delle entrate) il numero delle rate previste per effettuare il pagamento varia da 1 a un massimo di 5 nel caso di cartelle relative a carichi affidati in riscossione dal primo gennaio al 30 settembre 2017 ovvero da 1 a 3 nel caso di cartelle contenenti carichi affidati dal 2000 al 2016.

Rottamazione cartelle: 31 luglio (o 31 ottobre?)

Anche quest'anno, il mese di luglio è importante sul versante della rottamazione delle cartelle perché va in scadenza il pagamento della prima rata. Sono naturalmente coinvolti coloro che hanno aderito alla definizione agevolata introdotta dall'ultimo governo. La data da segnare sul calendario è quella del 31 luglio. Ma occorre fare una precisazione ulteriore perché questa scadenza non vale quei soggetti che hanno presentato domanda di rottamazione per i carichi affidati dal 2000 al 2016. Tutti loro hanno infatti tre mesi in più di tempo e la data da segnare sul calendario come ultima possibilità per effettuare il pagamento della cifra concordata è quella del 31 ottobre.

Attenzione a rispettare con fedeltà i tempi perché il ritardo si paga a caro prezzo. Le regole in vigore prevedono che il mancato pagamento di anche una sola rata comporta la decadenza del beneficio relativo alla definizione agevolata delle cartelle. Significa in buona sostanza che il programma di agevolazioni viene fatalmente meno.

730, entro quando e come

Come deve allora comportarsi il contribuente? Il primo passaggio è accedere al 730 precompilato entrando sezione riservata del sito dell'Agenzia delle entrate attraverso Fisconline oppure utilizzando il sistema pubblico dell'identità digitale (Spid) per accedere ai servizi della pubblica amministrazione o ancora - terza possibilità - attraverso il portale l'Inps. Quindi occorre controllare uno per uno tutti i dati inseriti, a iniziare da quelli anagrafici fino ad ai redditi prodotti e soprattutto le detrazioni. Sono proprio quest'ultime a causare problemi nella maggior parte dei casi.

E se qualcosa non quadra, il contribuente può mettere mano alla dichiarazione dei redditi modificando i dati. Da segnalare che nel caso di errori, può rettificare via intermediario entro il 31 ottobre 2018 senza alcuna sanzione.

Come argomentato da Stefania Trombetti, responsabile normativa del Consorzio nazionale Caf della Cgil, il punto è che il fisco sarà anche diventato più accessibile grazie alle procedure elettroniche, ma di certo le regole non sono più semplici rispetto al passato. Semplificare non vuol dire fornire una dichiarazione prestampata, ma rendere le norme comprensibili alla grande maggioranza dei contribuenti. Oggi accade invece - è il pensiero della rappresentante sindacale, piuttosto critica nei confronti di questa novità introdotta ormai da alcuni anni - che un contribuente che ha scarsa dimestichezza con certi argomenti non riesce a controllare agevolmente quanto già predisposto dal fisco