Abitazione principale, requisiti per essere prima casa in cui si risiede per agevolazioni fiscali

A chiarire su come dimostrare qual è l'abitazione principale ci ha pensato la Cassazione con una sentenza in cui specifica cosa si intende per prima casa.

Abitazione principale, requisiti per ess

Come dimostrare di risiedere nella prima casa

Ci possono tante ragioni per cui bisogna essere pronti a dimostrare che quella in cui si risiede è la prima casa. La situazione più comune da alcuni anni a questa parte è da ricondurre al pagamento di Imu e Tasi. Stando infatti alle regole 2019 in vigore, le due imposte sono dovute solo per la seconda casa, o almeno per abitazioni differenti dalla prima purché non sia di lusso.

Ma se il Comune, magari per via di una cambio di residenza, dovesse commettere l'errore di inviare il sollecito di pagamento di Imu e Tasi non riscosse in base alle leggi 2019, come fare a dimostrare di avere ragione? Come certificare che proprio quella è l'abitazione principale?

Come dimostrare di risiedere nella prima casa

A chiarire su come procedere per dimostrare qual è abitazione principale ci ha pensato la Corte di Cassazione con una recente sentenza in cui specifica cosa si intende per prima casa, l'importanza dei moduli prestampati e la possibilità per il contribuente di fare valere le proprie ragioni. C'è un concetto di fondo da chiarire ed è la differenza tra residenza e dimora. Se la prima risulta dai registri anagrafici, la dimora ovvero il luogo i cui il cittadino vive andrebbe verificata volta per volta.

Ma si tratta di una operazione difficile da mettere in pratica con sistematicità e di conseguenza i Comuni hanno predisposto moduli prestampati il cui il contribuente autocertifica il luogo della dimora e dunque dichiara di avere diritto all'esenzione dal pagamento di Imu e Tasi (e di altri eventuali tributi).

Tuttavia, secondo i giudici della Cassazione, non possono essere questi moduli il solo strumento per dimostrare la residenza. Detto in altro modo, la mancata compilazione non preclude il diritto all'esenzione di Imu e Tasi. Servono allora altri modi per dimostrare la residenza e tra questi rientra l'intestazione delle bollette di luce e gas, ma anche acqua e telefono. Secondo i togati, rappresentano una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, da valutare come una scrittura privata.

Per gli Ermellini, il concetto di abitazione principale è fattuale e prescinde dall’elemento volontario proprio del domicilio e che, dunque, non è corretto dare rilievo unicamente alla non coincidenza tra dimora abituale e residenza anagrafica e che neppure è corretto affermare che il “concetto di abitazione principale è attribuibile esclusivamente alla residenza anagrafica.

Cosa si intende per abitazione principale secondo le leggi 2019

Il tutto ricordando che secondo le leggi 2019, per abitazione principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.