Acquistare casa, con il sistema del rent to buy o affittare per risparmiare

Quando si immagina di comprare una seconda casa è corretto prendere in considerazione anche ipotesi alternative per risparmiare, come quella dell'affitto.

Acquistare casa, con il sistema del rent

Acquistare casa con rent to buy


Si sente parlare sempre più spesso della formula del rent to buy. Si tratta della soluzione per affittare per comprare che si rivela strategica per chi vorrebbe comprare una casa ma è privo della liquidità per l'acconto da versare per ottenere il finanziamento. Qui allora entra in gioco questo strumento che consente di mettere piede nella casa pagando una caparra prima e l'importo completo distribuito in più rate mensili poi, quasi come se fosse un canone di affitto. Nella prassi questo periodo dura quattro anni, ma in base alle esigenze personali concordate tra le parti, può arrivare fino a 10. E sono proprio i numeri in crescita a dimostrare come il rent to buy sia una strada scelta da un numero sempre ben maggiore di contribuenti un po' in tutte le zone d'Italia e con una convinzione crescente.

Cosa prevedono le norme

Le norme sul rent to buy sono disciplinate dal Decreto Sblocca Italia che fissa paletti ben precisi sui contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili. Stando a quanto messo nero su bianco, sono trascritti i contratti, diversi dalla locazione finanziaria, che prevedono l'immediata concessione del godimento di un immobile, con diritto per il conduttore di acquistarlo entro un termine determinato imputando al corrispettivo del trasferimento la parte di canone indicata nel contratto. Quest'ultimo si risolve in caso di mancato pagamento, anche non consecutivo, di un numero minimo di canoni determinato dalle parti, non inferiore a un ventesimo del loro numero complessivo.

La scelta della seconda casa: affittare o comprare?

Quando si immagina di comprare una seconda casa occorre tenere in considerazione un numero ben maggiore di variabili. A iniziare dalla tassazione più elevata. Mettendo da parte il caso delle dimore di lusso che sono soggette a un differente regime fiscale, tutte i proprietari di case differenti dalla prima devono versare Imu e Tasi. Ecco perché è corretto prendere in considerazione anche ipotesi alternative per risparmiare, come quella dell'affitto della seconda casa. Ogni caso a storia a sé sia per aspettative e stile di vita e sia per risorse economiche, ma è possibile proporre un esempio per capire la differenza di costi. Viene in soccorsi l'Ufficio studi Tecnocasa che ha ipotizzato la disponibilità di 236.593 euro da investire in un bilocale in una zona semicentrale di Milano da affittare ricorrendo alla cedolare secca al 21%.

Ebbene, tenendo conto di 15 anni di tempo e ipotizzano un canone di affitto di 700 euro, alla fine di ogni anno, tolte le tassi restano in tasca 5.224 euro. A proposito di adempimenti fiscali, c'è anche un'altra interessante situazione ovvero se è possibile affittare la prima senza perdere le agevolazioni concesse per l'acquisto. In questo caso, il punto di riferimento non può che essere l'Agenzia delle entrate con tutte le sue circolari di chiaramente. Ebbene nel documento di riferimento si legge come particolare risulti l'ipotesi dell'abitazione principale parzialmente locata trattandosi al tempo stesso di un immobile non locato per la parte adibita ad abitazione principale e di un immobile locato per la rimanente parte. Di conseguenza di applica l'Imu nel caso in cui l'importo della rendita catastale rivalutata del 5% risulti maggiore del canone annuo di locazione.