Affitto negozi credito d'imposta riconosciuto per coronavirus. Come funziona

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Affitto negozi credito d'imposta riconos

Affitto negozi credito d'imposta, come funziona

Il principale aspetto a cui prestare attenzione è la categoria catastale oggetto della fruizione. Si tratta infatti della C1 che identifica esclusivamente negozi e botteghe.

Il decreto "Cura Italia" per fronteggiare l'emergenza economica e sociale che si è scatenata in Italia in seguito alla diffusione incontrollata del coronavirus si è andato via via arricchendo di nuovi provvedimenti.

Nel documento ha trovato spazio anche la concessione del credito d'imposta del 60% per botteghe e negozi riferito al canone di locazione, per il solo mese di marzo 2020. La somma sarà ripartita attraverso la concessione di un tax credit tra tutti coloro che ne hanno diritto. Vediamo in questo articolo

  • Affitto negozi credito d'imposta, come funziona
  • Coronavirus, altre misure approvate

Affitto negozi credito d'imposta, come funziona

Il principale aspetto a cui prestare attenzione è la categoria catastale oggetto della fruizione. Si tratta infatti della C1, quella che identifica esclusivamente negozi e botteghe ovvero i locali destinati a uso commerciale.

Il credito d’imposta non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per le stesse spese.

Per usufruire del credito occorre presentare all'Agenzia delle entrate una richiesta con i dati richiesti, tra cui il codice fiscale, la data e l'importo delle spese, l'eventuale indicazione che i costi si riferisce a un immobile appartenente alla categoria catastale interessata da questa misura.

Si resta in attesa dei dettagli, ma generalmente la domanda va trasmessa solo in via telematica: direttamente in caso di possesso delle credenziali per accedere a Fisconline o Entratel (codice utente, password e codice Pin) ovvero tramite un intermediario abilitato alla trasmissione delle dichiarazioni, come Caf e professionisti.

Altro aspetto in attesa di chiarimento è la finestra di tempo per richiedere il credito d'imposta.

Sarà verosimilmente possibile usare il credito solo in compensazione per il pagamento di imposte, utilizzando il modello F24.

Va presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle entrate, a partire dalla data di pubblicazione del provvedimento che definisce la percentuale di credito spettante.

Coronavirus, altre misure approvate

A proposito di credito, il nuovo pacchetto di misure introdotte dal governo Conte prevede lo stanziamento di un miliardo di euro per rafforzare il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

Solo per le micro e piccole medie imprese è invece applicata una clausola per salvare i fidi e sospendere il pagamento delle rate di mutui e finanziamenti fino al 30 settembre di quest'anno.

Ecco quindi un altro meccanismo di garanzia pubblica: in questo caso è chiamata in causa , si rivolge alle imprese più grandi, se ne occupata la Cassa depositi e prestiti e sul piatto di i sono 500 milioni di euro.

Se allarghiamo lo sguardo, scopriamo come sia scattata la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa per lavoratori autonomi e professionisti che come conseguenza della crisi sono in grado di autocertificare di aver perso, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, più del 33% del fatturato rispetto all'ultimo trimestre dello scorso anno.

La misura resta in vigore per 9 mesi come estensione di quanto prevede il Fondo Gasparrini e non prevede obbligo di presentare l'Isee. In dote ci sono 500 milioni di euro.

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