Agenzia delle Entrate, addio Ruffini. Cosa cambia nella lotta evasione

Le nuove strategie potrebbero essere più ficcanti in termini di controllo, anche se nello stesso tempo il governo sta predisponendo una nuova stagione di conciliazione.

Agenzia delle Entrate, addio Ruffini. Co

Ruffini lascia dopo tre anni


L'addio si è consumato è Ernesto Maria Ruffini non è più il direttore dell'Agenzia delle entrate. Nessuna rottura perché la separazione era già stata programmata per effetto dello spoil system. Se il bilancio della sua gestione sia stato positivo o negativo ci sono interpretazioni differenti, ma non c'è dubbio che lo sforzo dell'ormai ex numero uno delle Entrate sia stato quello si accorciare le distanze tra l'Agenzia e i contribuenti. Nei tre anni di lavoro ha cercato di cambiare il tradizionale paradigma controllore e controllato per trasformare le Entrate in una sorta di consulente per i cittadini. Ma allo stesso tempo ha stretto la maglia dei controlli sull'evasione fiscale.

Ruffini lascia dopo tre anni

Ecco allora che nel messaggio di saluto ai dipendenti, Ernesto Maria Ruffini sottolinea di aver continuato, intensificato e arricchito il processo di modernizzazione dell'Agenzia delle Entrate e, citazione non casuale, di quell'Agenzia delle Entrate-Riscossione che ha preso il posto di Equitalia nella gestione dei contenziosi fiscali con i contribuenti. Scrive allora di un fisco aperto, moderno e modernamente organizzato, più vicino ai cittadini e gestito in modo efficiente. Inevitabili, come un rito liturgico che si rinnova tutte le volte, il profluvio di messaggi di saluto della politica (e in particolare del precedente governo con cui ha collaborato con maggiore intensità) all'ufficializzazione del suo addio dalla guida dell'Agenzia delle entrate.

E adesso? Cosa cambia nella lotta evasione

Si entra ora in una fase nuova, almeno nei nomi, perché a prendere il posto di Ruffini sarà temporaneamente Aldo Polito, già dirigente dell'Agenzia delle entrate e adesso vicedirettore vicario di entrambe le strutture e direttore del personale dell'Agenzia. Ma la sua sarà appunto una guida di corto respiro perché l'erede a tutti gli effetti è Antonino Maggiore, comandante regionale in Veneto della Guardia di finanza. Solo pochi giorni lo separano dall'insediamento perché dopo l'avvio dell'iter da parte del Consiglio dei ministri è atteso il parere della Conferenza delle regioni, forse già domani. Quindi sarà necessario un altro passaggio in Consiglio dei ministri, la proposta al presidente della Repubblica, il decreto di nomina e la registrazione della Corte dei Conti.

Proprio il background di Antonino Maggiore lascia immaginare come la lotta all'evasione fiscale possa rappresentare un punto centrale nella gestione dell'Agenzia delle entrate. Le nuove strategie potrebbero essere più ficcanti in termini di controllo, anche se nello stesso tempo il governo sta predisponendo una nuova stagione di conciliazione, quasi che si voglia partire da zero nel rapporto tra contribuenti e fisco.