Agenzia delle Entrate rilancia nuova veste online con ulteriori servizi

Agenzia delle Entrate è online con la nuova versione del sito, con dei profondi cambiamenti e miglioramenti sia per notai, commercialisti che per semplici cittadini.

Agenzia delle Entrate rilancia nuova ves

Nuovo sito Agenzia delle entrate


Il sito web dell'Agenzia delle Entrata è stato rilancito rinnovato con numerosi servizi migliorati e implementati insieme all'aggioramento anche dell'applicazione. E vi è una stretta anche sulle regole e sui controlli annunciata.

Nuovo sito online dell'Agenzia delle Entrate su Internet che è stato rivisto completamente ed è iniziato a funzionare stamattina, pur con qualche problema come vi spiegheremo sotto. Al nuovo sito si affianca anche la nuova strategia rafforzata in diversi punti contro l'evasione fiscale spiegata dallo stesso nuovo direttore dell'Agenzia delle Entrate Ruffini più di un mese fa circa insieme all'annuncio del nuovo sito di cui aveva notizia il 6 Dicembre in audizione che ormai era quasi pronto. Il sito è andato offline sabato pomeriggio e stamattina, lunedì era regolarmante accessibile

Cosa è cambiato

Vi sono una serie di servizi che sono cambiati, tutto per cercare di essere in linea con le esigenze del pubblico sia professionale dei notai e commercialisti che dei semplici cittadini per cercare di rendere tutto più semplice, facile, veloce ed intuitivo

In modo particolare è stato aggiornato il CIVIS, il servizio di assistenza online che eprmette di chiedere spiegazioni quando arrivano delle notifiche da controlli automatici o di intergarire anche per controlli formali avvenuti e spedire documenti richieti e anche le copie dei pagamenti F24. Sonos tate tratte più di un milione di pratiche con una risposta di tre giorni nella quasi totalità dei casi.

Anche RLI ha avuto dei miglioramenti, ovvero il sistema dei contratti di locazione per la registrazione che ha già avuto un ottimo successo con quasi il 70% dei contratti registrati online nel 2017 contro il 33% dell'anno precedente. E ora ha avuto ulteriori miglioramenti.

Migliorata anche la dichiarazione di successione telematica che già è uno dei servizi più usati perchè permette di risparmiare tempo e denaro agli ere ad esempio per la voltura degli immobili a livello del catasto

E, infine, un uleteriore rinnovamento per la gestione degli appuntamenti, suggerimenti e proteste e reclami.

Applicazione per cellulari e tablet

Aggiornata anche l'applicazione dell'Agenzia delle Entrate mobile con una serie di miglioramenti, molti dei quali inseriti nel sito. L'applicazione nuova era già disponibile da un pò, ma come detto è statat riaggiornata.

Da sottolineare che c'è qualche problema ad entrare direttamente in alcune pagine del sito dai motori di ricerca per i vecchi indirizzi ancora presenti, ma si rivolve riniziando la navigazione dalla homepage. E sarà solo un problema momentaneo.
 

Regole nuove, multe più severe e controlli. Prelievo automatico

Vengono modificate una serie di regole che diventano assolutamente più stringenti pe le multe con la possibilità che possano essere anche prelevati in soldi in modo coattivo dalle Autorià competente direttamente dal conto corrente

C'è poco da stare tranquilli nel caso di multe non pagate. Il fisco può infatti mettere le mani nel conto corrente e procedere con il prelievo. Non sempre, intendiamoci, e la procedura non è e non può essere automatica. Tuttavia una della possibilità che il contribuente deve mettere in conto. Meglio dunque sapere in quali circostanze può verificarsi questa situazione. La questione è in realtà molto più semplice di quanto si possa immaginare: nel caso di ricezione della cartella esattoriale per una multa non pagata e di insistenza del non effettuare il versamento, l'agente della riscossione può procedere al pignoramento forzato sul conto corrente senza il via libera dell'autorità giudiziaria. Resta naturalmente sempre in piedi la possibilità di proporre opposizione se si considera illegittima la multa ricevuta.
Non ci sono dunque particolari complicazioni nella procedura che conduce al prelievo diretto dal conto corrente nel caso di multa non pagata. In seguito al mancato pagamento della cartella, l'Agenzia delle entrate non fa altro che notificare un atto di pignoramento alla banca e al contribuente coinvolto. Fissa un termine di 60 giorni per mettersi in regola per evitare che l'istituto di credito possa prelevare le somme richieste. Si ricorda che oltre all'importo della multa in sé vanno inclusi interessi, sanzioni e oneri di riscossione. E attenzione, in questa casistica non rientrano solo le tradizionali e comuni multe per violazione del codice della strada, ma anche le inadempienze rispetto agli obblighi tributari, come nel caso del bollo auto. Quest'ultima, si ricorda, è una imposta legata al possesso del veicolo e non alla circolazione del mezzo. Diverso è il caso della prescrizione, che di fatto mette a riparo da prelievi forzati dal conto corrente. I tempi sono diversificati:

  1. per le multe per violazione del Codice della strada sono di 5 anni
  2. per il bollo auto sono di 5 anni
  3. per il Canone Rai sono di 10 anni
  4. per i diritti annuali Camera di Commercio sono di 10 anni ovvero 5 anni per le sanzioni per omesso o ritardato pagamento

Ma è sempre possibile proporre ricorso contro la multa

Ci sono tempi da rispettare e modi ben precisi per contestare la ricezione di una cartella esattoriale ricevuta dall'Agenzia delle entrate. Naturalmente il contribuente deve essere sicuro che l'addebito sia infondato prima presentare le sue contestazioni e chiederne l'annullamento. Ebbene, in caso di mancato pagamento entro 60 giorni dalla notifica della cartella il concessionario avvia le procedure esecutive. Se l'Ufficio di riscossione delle Entrate riscontra che l'atto è effettivamente illegittimo è tenuto ad annullarlo in base alle norme sull'autotutela e a effettuare il cosiddetto sgravio. Se il provvedimento di autotutela comporta l'annullamento parziale della iscrizione a ruolo, l'ufficio competente deve comunicare anche l'ammontare delle maggiori imposte che restano dovute, oltre alle sanzioni collegate.

Il contribuente inadempiente dispone di due strumenti per prevenire le vertenze con il fisco o chiudere quelle già iniziate. C'è il concordato con cui patteggiare l'entità dell'imponibile sia quando si è ricevuto un accertamento sia prima di averlo ricevuto, quando si è subito un controllo da parte dell'amministrazione. E c'è la conciliazione che permette di mettere fine a una controversia quando è già stato presentato ricorso alla Commissione tributaria provinciale, evitando le lungaggini e le spese dei vari gradi di giudizio, e usufruendo della riduzione delle sanzioni a un terzo.




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di Luigi Mannini pubblicato il