Agenzia Entrate: ricorso cartelle e multe. Come fare e tutti i passaggi

Anche le sentenze della Commissione tributaria provinciale sul pagamento di una cartella possono essere appellate fino alla Cassazione, ma solo a condizioni ben precise.

Agenzia Entrate: ricorso cartelle e mult

Come presentare ricorso per cartelle e multe


Tra le novità più importanti sul fronte fiscale bisogna senza dubbio valutare quella che consente di fare ricorso, fino alla Cassazione, per le cartelle e le multe ritenute ingiuste. Ma ciò non è possibile sempre e bisogna rispettare un iter ben preciso.

A chi proporre ricorso contro una cartella esattoriale che si ritiene ingiusta? Come opporsi all'Agenzia delle entrate? Presupposto di base è naturalmente la convinzione che l'avviso di pagamento sia infondato illegittimo per vizi di forma o di contenuto. La procedura vale per la quasi totalità delle cartelle ovvero quelle relative a

  1. imposta regionale sulle attività produttive
  2. imposta sulle successioni e donazioni
  3. tassa sulle concessioni governative
  4. tributi speciali catastali
  5. imposte sui redditi e relative imposte sostitutive
  6. imposta sulle assicurazioni
  7. oneri e relativi accessori
  8. tasse automobilistiche
  9. imposta di registro
  10. sanzioni amministrative in materia tributaria
  11. imposte ipotecaria e catastale
  12. tasse ipotecarie
  13. imposta di bollo
  14. imposta sul valore aggiunto
  15. tassa sui contratti di borsa,
  16. altri tributi indiretti

Ebbene, prima di procedere con il ricorso vero e proprio, il contribuente può chiedere l'annullamento in autotutela alla stessa Agenzia delle entrate. La richiesta di riesame non interrompe né sospende i termini per proporre l'eventuale ricorso, da proporre entro 60 giorni dalla notifica della cartella, ma in termini sono sospesi nei 31 giorni di agosto.

Come e a chi presentare ricorso per cartelle e multe

Il processo tributario sul pagamento di una cartella prende le mosse dalla proposizione del ricorso alla competente Commissione tributaria provinciale. Il contribuente è anche tenuto a notificare il ricorso - mediante consegna diretta, per raccomandata con avviso di ricevimento, a mezzo notifica di ufficiale giudiziario - alla direzione dell'Agenzia delle entrate che ha emesso il ruolo e all'agente della riscossione nel caso in cui siano contestati vizi imputabili alla sua attività. Nel ricorso devono essere indicati:

  1. la Commissione tributaria provinciale
  2. le generalità di chi presenta ricorso
  3. il codice fiscale di chi presenta ricorso e del rappresentante in giudizio
  4. il rappresentante legale, se si tratta di società o ente
  5. la residenza o la sede legale o il domicilio eventualmente eletto
  6. l'indirizzo di posta elettronica certificata di chi presenta ricorso o del difensore incaricato
  7. la direzione o l'agente della riscossione contro cui si presenta ricorso
  8. il numero della cartella di pagamento
  9. i motivi del ricorso
  10. la richiesta oggetto di ricorso
  11. l'incarico conferito al difensore, salvo che il ricorso non sia sottoscritto personalmente
  12. la categoria alla quale il difensore appartiene

Il ricorso non esenta dal versamento, anche se provvisorio e in alcuni casi parziale, delle somme richieste con l'atto impugnato. Se il ricorso viene accolto, il tributo corrisposto in eccedenza rispetto a quanto stabilito dalla sentenza della Commissione deve essere rimborsato con i relativi interessi entro 90 giorni dalla notifica della sentenza. In caso di mancata esecuzione del rimborso, il contribuente può richiederne il rispetto alla Commissione tributaria provinciale o alla Commissione tributaria regionale, se il giudizio è pendente nei gradi successivi al primo. La controversia è trattata in camera di consiglio ovvero senza la presenza delle parti. Ma se l'Agenzia delle entrate o il contribuente vuole che il ricorso sia discusso in udienza pubblica, può farne richiesta alla Commissione.

Ricorso in appello e in Cassazione contro la sentenza

La sentenza della Commissione provinciale può essere appellata entro 60 giorni alla Commissione regionale competente sia da parte dell'Agenzia delle entrate e sia del contribuente. Le sentenze d'appello possono a loro volta essere impugnate con ricorso per Cassazione solo per motivi attinenti alla giurisdizione; violazione delle norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento di competenza; violazione o falsa applicazione di norme di diritto; nullità della sentenza o del procedimento; omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio. Occorre precisare che il ricorso per Cassazione deve essere sottoscritto da un avvocato iscritto nell'apposito albo e munito di procura speciale.