Agenzia Entrate: regole aggiornate nuove attuali e in arrivo per multe e cartelle nulle

Con lo scopo di assicurare maggiori tutele per i contribuenti nella fase della riscossione, sono allo studio importanti modifiche sul fronte delle cartelle esattoriali.

Agenzia Entrate: regole aggiornate nuove

Agenzia Entrate: cartelle e multe nulle


Una serie di interessanti regole che ptrebbero rendere nulle le multe e le cartelle spedite dall'Agenzia Entrate e nello stesso tempo quella attuali in vigore.

Con le cartelle esattoriali non si scherza. Questa regola vale sia per il contribuente che si vede recapitato il documento e sia per l'Agenzia delle entrate che deve prestare molta attenzione a quanto spedisce. La regola di base è stata ribadita da una recente sentenza della Suprema Corte: tutte le voci che compongono l'importo finale devono essere dettagliatamente spiegate. Non basta scrivere nella cartella esattoriale la somma da riscuotere, ma devono essere chiari gli interessi applicati e la sanzione, a pena di nullità. Perché poi ci sono alcuni passaggi che sono tassativamente vietati, come l'applicazione di interessi sugli interessi (il cosiddetto anatocismo). In buona sostanza, il contribuente non può perdersi in calcoli e interpretazioni. Non solo, ma tutto deve essere limpido e trasparente, dall'ente di creditore alla data di emissione e ai tempi concessi per un eventuale ricorso. Certo, ci possono essere degli sbagli di calcolo, ma questa è appunto un'altra storia.

Agenzia Entrate: tra vecchie e nuove regole

L'obiettivo è sempre il solito: assicurare maggiori tutele per i contribuenti nella fase della riscossione. Non sempre l'Agenzia delle entrate e il legislatore riescono a centrare questo obiettivo e il continuo aggiustamento delle regole si rivela spesso necessario. Le stesse modifiche diventano poi indispensabili per via dei dubbi applicativi e i contrasti giurisprudenziali in tema di perfezionamento delle notificazioni degli atti della riscossione e accertamento e di prescrizione dei crediti iscritti a ruolo. E qui si inserisce la proposta di disciplinare il contenuto del ruolo prevedendo l'obbligo di indicare alcuni dati ben precisi per evitare che venga annullato. Quali?

  1. il codice fiscale del contribuente
  2. la specie del ruolo
  3. la data in cui il ruolo diviene esecutivo
  4. il riferimento all'eventuale precedente atto di accertamento o altro atto presupposto
  5. la motivazione della pretesa, anche indicata in modo sintetico

Se questi sono i dati di base, per i ruoli straordinari, il testo prevede

  1. l'indicazione dei presupposti di fatto e di diritto che giustificano il pericolo per la riscossione
  2. l'indicazione analitica degli interessi maturati sino alla data di formazione del ruolo e di quelli successivi
  3. i criteri di calcolo
  4. le sanzioni applicate

A chiudere il cerchio ci sono le indicazioni riferite agli atti successivi alla cartella di pagamento, rispetto a cui viene fissato che ogni atto della riscossione o della procedura esecutiva successivo alla cartella di pagamento contiene l'indicazione analitica degli atti già notificati, anche precedenti alla

formazione del ruolo, e della relativa data di notificazione. Senza il mancato rispetto di queste norma, l'Agenzia delle entrate scivolerebbe nella nullità della cartella. Resta sempre l'incognita del tempo perché la proposta andrebbe necessariamente approvata prima che la legislatura finisca ovvero entro le prime settimane del prossimo anno.

Altri provvedimenti in arrivo sul fronte fiscale

Se sotto questo profilo c'è dunque incertezza per via del poco tempo a disposizione per trovare la quadra, anche considerano la possibile previsione di correzioni, l'imminente appuntamento con la manovra si rivela ugualmente foriero di novità sul fronte fiscale. Nel pacchetto allo studio c'è anche l'ipotesi di una seconda stagione della rottamazione delle cartelle esattoriali. In questo modo si potrebbe concedere una seconda possibilità a tutti quei contribuenti tagliati fuori dalla prima edizione della rottamazione per errori formali o rate non pagate. Dal primo capitolo della rottamazione cartelle esattoriali sono attesi 7,2 miliardi di euro. Una cifra non raggiungibile, ma per l'esecutivo si tratta del completamento di un percorso. In ballo c'è anche l'estensione della fatturazione elettronica. Un tema su cui l'amministrazione finanziaria ha avviato il confronto con Bruxelles per ottenere la deroga al divieto di obbligatorietà della fattura elettronica. L'idea è rendere obbligatoria la fatturazione elettronica anche ai rapporti commerciali fra privati.







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di Chiara Compagnucci pubblicato il