Agenzia Entrate: riscossione coattiva cartelle e multe. Quando di può davvero esigere

L'Agenzia delle entrate può procedere in due modi nei confronti del contribuente che non paga: con la riscossione volontaria o quella coattiva. Ecco cosa cambia.

Agenzia Entrate: riscossione coattiva ca

Agenzia delle entrate: recupero forzato delle somme


Cosa cambia se, per la riscossione dei tributi non pagati dal contribuente, l'Agenzia delle Entrate procede con la riscossione volontaria o sceglie per quella cattiva? Quali sono le differenze principali tra queste due diverse modalità? Scoprilo leggendo il nostro articolo.

Il concetto è molto semplice: se il contribuente non paga una multa, una imposta o non adempie agli obblighi fiscale, l'Agenzia delle entrate può procedere con le azioni necessarie per recuperare quanto dovuto. Le Entrate agiscono per la cosiddetta riscossione coattiva su mandato dei vari enti creditori e sulla base di elenchi, denominati ruoli, che contengono i dati dei contribuenti morosi e dei loro debiti. Perché esistono due tipi di riscossione:

  1. volontaria: effettuata sulla base di richieste di pagamento dell'ente creditore che non derivano da un inadempimento da parte del contribuente, come l'avviso di pagamento per la tassa locale sui rifiuti solidi urbani o per le quote consortili dei consorzi
  2. coattiva: consiste nella procedura di incasso dei tributi non pagati dai cittadini. Viene effettuata sulla base della notifica di una cartella di pagamento o di atto dell'ente con diretta efficacia esecutiva

Agenzia delle entrate: recupero forzato delle somme

Succede che se il contribuente non paga nei termini previsti una cartella e non presenta ricorso, l'Agenzia delle entrate procede al recupero forzato. Per farlo, può procedere in diversi modi:

  1. iscrivere fermo amministrativo sui beni mobili registrati come l'auto
  2. iscrivere ipoteca sui beni immobili
  3. procedere al pignoramento mobiliare o presso terzi
  4. procedere all'espropriazione forzata dei beni immobili
  5. effettuare ogni altra azione esecutiva, cautelare o conservativa che l'ordinamento attribuisce in genere al creditore

Due precisazioni sono indispensabili. Nei casi di riscossione coattiva di debiti fino a 1.000 euro, l'Agenzia delle entrate non può procedere alle azioni cautelari ed esecutive prima che siano trascorsi 120 giorni dall'invio di una comunicazione contenente il dettaglio delle iscrizioni a ruolo. In seconda battuta, nel caso di presentazione da parte del contribuente di una richiesta di rateazione non possono essere avviate nuove azioni esecutive sino all'eventuale rigetto della stessa. Se la richiesta è accolta e viene pagata la prima rata, l'Agenzia delle entrate non può proseguire le procedure di recupero coattivo avviate, se non è stato ancora tenuto l'incanto con esito positivo; non è stata presentata istanza di assegnazione; il terzo non ha reso dichiarazione positiva; non è stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

Notifiche differenti in base alle cartelle

Un aspetto di cui tenere conto è quello relativo ai termini di notifica delle cartelle di pagamento per la riscossione di imposte dirette e Iva, ben sapendo che variano da caso a caso. Più precisamente:

per cartelle di pagamento relative alle somme dovute a seguito dei controlli automatici delle dichiarazioni: 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o a quello di scadenza del versamento dell'unica o ultima rata, se il termine di versamento delle somme scade oltre il 31 dicembre dell'anno in cui la dichiarazione è presentata

  1. per cartelle di pagamento relative alle somme che risultano dovute a seguito del controllo formale delle dichiarazioni: 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione
  2. per cartelle di pagamento relative alle somme dovute in base agli accertamenti degli uffici: 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo
  3. per cartelle di pagamento per atti di recupero emessi a seguito dell'utilizzo in compensazione di crediti inesistenti: 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'atto è divenuto definitivo
  4. per cartelle di pagamento relative alle somme dovute a seguito della decadenza dalla rateazione degli esiti del controllo automatico e formale delle dichiarazioni o degli istituti definitori: 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di scadenza dell'ultima rata del piano di rateazione

Per il recupero delle somme erroneamente rimborsate, accresciute degli interessi, la relativa cartella di pagamento è notificata entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui è stato disposto il rimborso non spettante o, se il termine è più ampio, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.







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di Chiara Compagnucci pubblicato il