Agenzia Entrate: modifiche in arrivo su rate cartelle e multe

Il piano di rateizzazione rappresenta un'opportunità per il contribuente che non intende pagare tutto e subito quanto richiesto dall'Agenzia delle entrate.

Agenzia Entrate: modifiche in arrivo su

Agenzia Entrate: rate su cartelle e multe


Chi ha deciso di rateizzare il proprio debito con l'Agenzia delle Entrate in seguito alla ricezione di multe o cartelle dovrà fare molta attenzione alle novità che sono in arrivo. Per questo è bene conoscere sia le regole in vigore che le modifiche che a breve interverranno su questa materia.

Per fortuna quando arriva una cartella a casa c'è sempre la possibilità di pagarla a rate. Non sempre e non per un numero imprecisato di mensilità. Ci sono condizioni ben precise da rispettare sia in relazione alle tempistiche e sia agli stessi importi da distribuire negli anni così da non impattare in maniera significativa sulla liquidità personale o su quella dell'impresa. E allo stesso tempo occorre prestare attenzione al rispetto dei piani concordati con l'Agenzia delle entrate, per evitare di perdere il beneficio strada facendo ed essere così costretti a versare subito e in un'unica soluzione la quota rimanente. In ogni caso, la materia è costantemente oggetto di attenzione da parte del legislatore, come dimostrato dalla proposta di introduzione di nuove regole.

Come rateizzare la cartella con le regole attuali

Il contribuente può rateizzare le cartelle, gli avvisi di addebito e gli avvisi di accertamento, sia scaduti sia in scadenza. Può anche decidere di rateizzare solo alcune cartelle. Tuttavia è necessario non dimenticare che le cartelle scadute e non rateizzate espongono il contribuente a possibili procedure esecutive e cautelari. C'è poi un altro aspetto di cui ricordare: solleciti o avvisi di intimazione non sono pagabili a rate, tranne gli atti in essi contenuti a meno che ricorrano le condizioni. Fino alla cifra di 60.000 euro è possibile richiedere la rateizzazione nell'area riservata del portale dell'Agenzia delle entrate. In caso contrario, occorre presentare domanda attraverso i modelli reperibili presso uno sportello delle Entrate o via Internet sulla base se si è persona fisica o impresa.

Nel caso di accensione del semaforo verde da parte dell'Agenzia delle entrate, il contribuente riceve il piano di ammortamento e i bollettini per pagare. Se la luce è rossa, la richiesta di integrazione della domanda ed eventualmente il rifiuto. Lo stesso contribuente ha la facoltà di chiedere il numero di rate in base alla personale situazione economica. L'importo minimo della rata è di 50 euro e il numero massimo di rate è 72 per le rateizzazioni ordinarie, 120 per quelle straordinarie. C'è poi la possibilità di richiedere un piano di ammortamento con rate costanti o crescenti nel caso in cui creda che le condizioni possano cambiare ovvero che la situazione economica possa migliorare. Occorre infine fare presente che alcuni tributi in cartella possono essere rateizzabili solo dall'ente creditore.

Per poter pagare la cartella a rate occorre comunque rispettare condizioni ben precise. Si perde il beneficio se si viene meno al pagamento di cinque rate del piano, anche non consecutive, nel caso di dilazioni concesse dal 22 ottobre 2015. Ma per i piani di rateizzazione decaduti entro il 30 giugno 2016 è possibile chiedere la riammissione al beneficio. Tuttavia, da questo nuovo piano si decade in caso di mancato pagamento di due rate, non necessariamente consecutive.

Proposte modifiche al piano di rateizzazione

Con il disegno di legge in discussione si punta a favorire il recupero dei debiti evitando l'esecuzione forzata. Con un chiarimento di base: la presentazione della richiesta di rateizzazione della cartella non rappresenta riconoscimento del debito. Inoltre, si modifica la disciplina che prevede l'accesso a un nuovo piano in caso di decadenza dalla precedente dilazione, sostituendo l'attuale condizione ovvero il pagamento di tutte le rate già scadute, con il versamento di solo un terzo delle rate scadute, oltre alla previsione della possibilità di concedere un numero di rate maggiore al numero di rate scadute, come previsto dalle regole in vigore.

Di più: sulle somme il cui pagamento è stato rateizzato o sospeso, si applicano gli interessi al tasso legale annuo come determinato con decreto del Ministro dell'Economia. Facciamo infine presente che entro 60 giorni dalla notifica della cartella è possibile presentare all'Agenzia delle entrate una dichiarazione di sospensione legale della riscossione, allegando la documentazione che ne attesti il pagamento già effettuato.