Aumento iva e prezzi carburanti confermati da Tria. Ecco quanto costano a famiglia

Quello dell'aumento dell'Iva e delle accise su benzina e diesel è il piano B del governo, ma a oggi è quello più probabile. Ecco i motivi.

Aumento iva e prezzi carburanti conferma

Aumento Iva e accise benzina e diesel

Lo spettro dell'aumento dell'Iva e delle accise su benzina e diesel si sta materializzando. Ad averlo annunciato non solo le opposizioni politiche all'esecutivo o osservatori di parte. Ma è lo stesso ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ad aver indicato questo scenario. E lo ha fatto con il Def 2019 in mano in sede di audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

D'altronde le spese messe in cantiere dal governo sono piuttosto elevate e l'economia, anche se ha invertito il trend negativo, non cresce in misura tale da compensare le uscite. La conseguenza è una sola: l'impossibilità di disinnescare le clausole di salvaguardia e dunque aumentare Iva e accise.

Aumento Iva e accise su benzina e diesel

Quello dell'aumento dell'Iva e delle accise su benzina e diesel è naturalmente il piano B del governo, ma a oggi è quello più probabile perché, come spiegato dal ministro dell'Economia, le previsioni sulla crescita da qui alla fine dell'anno sono equilibrate. Detto in altri termini vuole dire che è insufficiente per scongiurare il ritocco verso l'alto di Iva e prezzi di carburante, da sempre ritenuti il bancomat dei governi per aumentare le entrate, anche a costo di deprimere i consumi.

Resta allora da capire quanto inciderà questa crescita delle imposte che vanno a colpire gli acquisti nei negozi da una parte e il costo del rifornimento di carburante dall'altra.

Non sono stati comunicati i numeri esatti dell'eventuale aumento delle accise, ma ipotizzando che possa ammontare a 0,005 euro, significa che per un pieno di benzina e diesel al costo di 1,5 euro al litro, saranno necessari fino a 20 centesimi in più. Capitolo Iva, si stima che l'aumento possa costare circa 1.200 euro a famiglia. Succede perché i prezzi dei beni di largo consumo costeranno di listino di più con conseguente stangata economica per le famiglie italiane. Previsto infatti un aumento nel 2020 di quella agevolata dal 10% al 13% e di quella Iva ordinaria dal 22% al 25,2% (ma al 26,5% nel 2021).

Fino a questo momento gli esecutivi che si sono succeduti alla guida del Paese hanno sterilizzare questi aumenti e di conseguenza questo scenario non si è ancora materializzato. Ma Tria e il Def raccontano adesso un'altra realtà.

Perché aumentano Iva e accise su benzina e diesel

Nel Documento di economia e finanza si legge infatti che in riferimento allo scenario di previsione 2020-2022, il fabbisogno del settore pubblico rispetto al Prodotto interno loro è pari rispettivamente al 2,3%, al 2,1% e all'1,7%. Tra i fenomeni di maggior rilievo che influenzano l'evoluzione del saldo appena delineata si segnala appunto la crescita delle aliquote Iva e delle accise sugli oli minerali previsto a legislazione vigente, a seguito dell'attivazione delle clausole di salvaguardia, che determinano un migliorativo sugli incassi.

Per cosa? Per gli oneri correlati al reddito di cittadinanza e alla cosiddetta quota 100 i cui effetti sono considerati peggiorativi sul saldo. A tal punto da rendere necessaria l'attivazione del piano B.