Bari Polizia scopre in box denaro, assegni e quadri

Soldi falsi, quadri di valore, decine di sim telefoniche e assegni è la scoperta della Polizia in un box a San Paolo a Bari.

Bari Polizia scopre in box denaro, asseg

Denaro falso, quadri e assegni scoperti in un box


Nella continua lotta contro il crimine, grazie ad un arresto avvenuto lo scorso anno, la Polizia di Bari ha rinvenuto la refurtiva e materiali utilizzati per attività illecita, un bottino da decine di migliaia di euro.

A seguito di un'indagine che nel 2017 portò all'arresto di un pregiudicato e contestualmente quelo di 10 pistole, con 500 munizioni e 2 silenziatori la Polizia di Bari ha sequestrato presso un box del quartiere San Paolo un ingente bottino derivato sicuramente da attività illegali.

Infatti sono stati trovati quasi 60.000 euro, in vari tagli, di cui una parte sicuramente falsa. Inoltre ben 66 assegni emessi da una decina di banche italiane, oltre 50 schede telefoniche dell'operatore Lycamobile tutte intestata a cittadini extracomunitari.

Nel ritrovamento vi sono anche dei quadri, di cui la Polizia ne sta facendo valutare il valore storico ed econimico.

Tutti articoli provenienti da attività illecite o per svolgere attività illegali come truffe e raggiri.

Alcune truffe più diffuse al bancomat

Le più diffuse sono lo skimming online cioè la rendono vulnerabili gli ATM che sono ancora piuttosto indifesi rispetto a questi attacchi. Il phishing che consiste nella ricezione di e-mail che imitano le comunicazioni delle banche e delle poste, allo scopo di strappare dati sensibili.

Il Cridit Card Surcharge, ovvero aumenti inspiegabili e non comunicati negli avvisi che periodicamente vengono spediti ai possessori di carta di credito. La priorità nel momento in cui si ha il sospetto di andare incontro a una truffa è sporgere immediatamente denuncia così da bloccare la carta ed evitando che i truffatori possano raggiungere indisturbati il loro obiettivo.

Truffe online il mega giro di alcune truffatrici

Per anni e per circa 500 colpi è andato tutto bene. Fino a che il cerchio si è stretto e per tutte loro sono scattate le manette. Questa è la storia di un banda di truffatrici seriali, incastrate dall'indagine Deep Impact dei carabinieri di Reggio Emilia, città in cui aveva la sua base. Dalle false case vacanza ai finti coupon online, dagli inganni con le PostePay alle trappole a luci rosse in chat d'incontri, fino a raggiri sfruttando concerti di beneficenza di noti cantanti italiani: sfruttavano ogni occasione concessa dal web per incassare euro su euro. Circa 500 i colpi commessi nell'arco di quattro anni in Italia dall'organizzazione composta prevalentemente da donne tra i 28 e i 49 anni.

L'inchiesta dei carabinieri di Reggio Emilia ha permesso di incastrare una rete di truffatori online con base a Reggio Emilia: sei gli arrestati, 12 i denunciati, centinaia le vittime in tutta Italia di diverse tipologie di raggiri. L'operazione è durata due anni e porta il nome di Deep Impact. Non si fermavano davanti a niente e con modi anche creativi: la banda avrebbe realizzato truffe anche attraverso le chat per incontri, utilizzando finti profili di avvenenti donne per convincere tanti cuori solitari a versare sulle solite PostePay il necessario perché la lei virtuale potesse raggiungerli. La banda incastrata aveva proposto affitti in case vacanze fittizie in località turistiche della Costiera Amalfitana, di Rimini, Brunico e Courmayeur.

I carabinieri hanno scoperto come, in alcuni casi, il denaro versato dalle vittime sulle PostePay, venisse poi sistematicamente riciclato nelle sale slot, soprattutto dell'Emilia Romagna, a distanza di pochi minuti dall'accredito. Tra le azioni contestate ci sono la pubblicazione di finti annunci di lavoro e l'ideazione di raggiri ai commercianti. Ecco poi la vendita di coupon sul web per interventi di fantomatiche ditte delle pulizie o per la manutenzione della caldaia, con tanto di accesso nelle abitazioni di finti operai. Inoltre la banda di sarebbe resa protagonista della vendita di falsi biglietti per concerti di beneficenza di noti cantanti italiani, tra cui anche il neomelodico Gigi Finizio (estraneo alla vicenda), con l'obiettivo di incassare denaro dalle vittime.