Benzina, via imposta regionale. In quale misura diminuisce il prezzo per italiani

La tassa è stata introdotta dal decreto legislativo 398 del 1990 che stabiliva che le regioni a statuto ordinario hanno facoltà di istituire con proprie leggi un’imposta regionale sulla benzina

Benzina, via imposta regionale. In quale

La Ue richiama l'Italia. La tassa regionale sulla benzina dovrà essere annullata


Via la tassa sulla benzina regionale, è la richiesta che sempre essere convergente da almeno due parti e che potremmo davvero diventare realtà per tutti gli automobilisti italiani.
 

Buone notizie per gli automobilisti, soprattutto in un periodo particolare come quello che coincide con gli esodi vacanzieri di queste settimane. La novità in questione riguarda la benzina. In particolare, dopo il richiamo ufficiale che l’Europa ha esteso all’Italia, bisognerà eliminare la tassa regionale che tante polemiche ha suscitato nel corso degli anni proprio per l’eccessivo peso di tasse ed accise sul costo della benzina che è uno dei più alti in Europa.

La tassa è stata introdotta dal decreto legislativo 398 del 1990 che stabiliva che le regioni a statuto ordinario hanno facoltà di istituire con proprie leggi un’imposta regionale sulla benzina per autotrazione. Le particolar modo per quanto riguarda il federalismo fiscale. Dopo la richiesta vediamo cosa cambia.

Benzina, via la tassa regionale

Il provvedimento legislativo del 1990 è stato poi modificato in senso ancora più federalista dopo la riforma del titolo V della Costituzione avvenuto nel 2001 e in seguito ancora dalla legge Calderoli del 2009. Adesso l’Europa chiede all’Italia di porre rimedio ad alcune storture seguite a questi provvedimenti. A partire proprio da un tema tanto caro agli italiani come quello della benzina. Via la tassa regionale, con un risparmio evidente per le tasche degli automobilisti. Un provvedimento analogo è stato preso dalla Commissione anche riguarda l’Iva. Bruxelles contesta infatti all’Italia attraverso una procedura ufficiale di richiamo, alcune irregolarità anche sotto questo punto di vista. Le condizioni aggiuntive che l’Italia applica così da rendere esenti da Iva i servizi riguardanti l’importazione dei beni.

Per la legge italiana il loro valore deve essere incluso nella base imponibile e soprattutto devono essere assoggettati a Iva in dogana, azione però contraria alla direttiva Iva del 2006. Ma tutto questo non basta ancora. Sono tre infatti, le ulteriori procedure avviate contro l’Italia: una riguarda i ritardi nella realizzazione delle reti di smaltimento delle acque di scarico, un’altra invece è stata avviata per “non aver garantito” serbatoi idonei per lo stoccaggio di gas Gpl portati sul mercato o in servizio. L’Italia, stando a quanto ricostruito, avrebbe consentito a vecchi serbatoi di stoccaggio destinati ad essere usati in superficie di essere modificati per essere usati come serbatoi ad uso sotterraneo. Alle precedenti, si aggiunge l’ultima procedura, richiesta per non soddisfatto la necessità di dare agli utenti informazioni minime affidabili e valide per tutti sulla viabilità connesse alla sicurezza stradale.

Il risparmio reale dovrebbe, variare in base alle regione, ma dovrebbe essere circa di minimo due centesimi di euro da cui aggiungere l'iva su questi. E' un primo inizio se andasse in porto e non è così malvagio.