Bollo auto chi deve pagare entro maggio. E sconti, esenzioni nuove regionali e nazionali

La tassa automobilistica da pagare con bollettino di conto corrente postale o attraverso uffici dell'Aci, tabaccherie autorizzate, agenzie di pratiche auto.

Bollo auto chi deve pagare entro maggio.

Bollo auto chi deve pagare


Scadenza in vista per il pagamento del bollo auto a Maggio, ma non solo. Tutta una serie di ulteriori spiegazioni e precisazioni sulla situazione attuale.

Bollo auto chi chi deve pagare maggio, scadenza

L'attenzione per il pagamento del bollo auto continua a rimanere molto alta, se non altro perché non c'è una scadenza comune per il versamento dell'imposta da corrispondere indipendentemente dall'utilizzo del mezzo. Ecco allora che sono chiamati a passare alla cassa entro il 31 maggio i proprietari di autoveicoli con oltre 35 Kw e con bollo scaduto ad aprile 2018. Si tratta della regola generale da rispettare mese per mese, al netto però delle eccezioni ovvero delle possibili differenti regole stabilite dalle Regioni.

Bollo auto, Lombardia e.....

Il pagamento di questa tassa automobilistica avviene infatti su base regionale. Sono invece comuni le modalità di versamento di quanto richiesto (decisiva è la cilindrata dell'auto), da effettuare con una delle seguenti modalità: bollettino di conto corrente postale, uffici dell'Aci, tabaccherie autorizzate, agenzie di pratiche auto. Di più: collegandosi al sito Aci è anche possibile conoscere l'importo da pagare indipendentemente dalla scadenza.

Scatta l'esenzione dal pagamento del bollo auto per tre anni in Lombardia (ma ci sono altri casi in altre regioni) per chi decide di rottamare un veicolo inquinante con una nuovo mezzo con un limitato impatto sull'atmosfera. L'iniziativa si inquadra evidentemente nel contesto delle politiche per la difesa della qualità dell'aria e la lotta all'inquinamento atmosferico che a Milano e nell'hinterland è molto avvertita. In parallelo contribuisce al raggiungimento dei valori limite di particolato e di ossidi di azoto in atmosfera, imposti dalla normativa nazionale e comunitaria. Più esattamente, l'azzeramento dell'imposta è previsto se i veicoli rottamati sono di proprietà dell'acquirente o dei componenti del suo nucleo familiare il nuovo veicolo, anche in regime di locazione finanziaria.

Come spiegato dalla stessa amministrazione regionale, le autovetture ad uso privato di cilindrata non superiore a 2.000 cc acquistate, usate o nuove e appartenenti alle classi emissive euro 5 e 6 a benzina, sono esenti dal pagamento della tassa automobilistica purché si sia provveduto alla demolizione di veicolo appartenente alla classe di inquinamento euro 0, 1 se alimentato a benzina oppure euro 0, 1, 2, 3 se alimentato a gasolio. Tutte le operazioni devono necessariamente avvenire nel corso del 2018. A ciascun veicolo demolito può essere associato l’acquisto di una sola autovettura. In aggiunta si segnala il contributo di 90 euro per la demolizione di motocarro, autocarro, autovettura inquinanti e appartenenti alle stesse classi di emissioni.

Cosa succede nelle altre regioni

Sono chiamati a pagare il bollo auto 2018 tutti i proprietari, anche se il veicolo non viene utilizzato. Ci sono alcuni casi in cui è prevista l'esenzione totale o parziale del pagamento del bollo auto. In linea di massima sono previste esenzioni auto per disabili, invalidi e portatori di handicap; per le auto ibride; per auto elettriche; riduzioni per auto alimentate esclusivamente a gpl e metano. A queste si aggiunge la tassa di circolazione ridotta per veicoli storici ultratrentennali a uso proprio o promiscuo. Tuttavia la rotta tracciata è proprio quella di prevedere facilitazioni per chi preferisce vetture ecologiche e con un impatto limitato sull'ambiente, come appunto i veicoli elettrici.

Ed è allora inevitabile che dall'altra parte sono previsti rincari per chi possiede auto di grossa cilindrata: si tratta del superbollo richiesto ai possessori di veicoli più prestanti. Esattamente quelli con potenza superiore ai 185 kW, per i quali sono previsti 20 euro a kW per ogni kW superiore alla soglia prefissata in caso l'auto sia di nuova costruzione, 12 euro a kW in caso abbia cinque anni di vita, 6 euro a kW nel caso ne abbia dieci e 3 euro a kW dopo 15 anni.

Il bollo auto intoduce degli elementi nuovi riguardanti prima di tutto ul pagamento online che può avvenire come per molte altre spese con PagoPA e in alcuni casi avere degli sconti. Minori costi decisi principalmente dalle regioni così come pure le agevolazioni

Per quanto rigaurda il bollo auto si muovono con sconti e agevolazioni sia le regioni che finalmente lo Stato, rendendo possiibile pagarlo online con la modaliatà PagoPa e con cellualre e smartphone insiee a numerosi altri servizi come le multe, le tasse e altro

Le regioni e sconti al via

Essendo una tassa che si paga su base locale, ecco che si muovono le prime Regioni a proporre sconti sull'importo da versare o nuovi servizi. Anche perché a livello statale si procede con molta lentezza e tante contraddizioni. Da una parte c'è chi vorrebbe legare questa imposta al livello di inquinamento prodotto, dall'altra c'è chi, come il centrodestra, scommette sulla sostenibilità economica di una sua abolizione. Sarà perché le elezioni si avvicinano, ma il destino del bollo auto è tornato al centro dell'attenzione. C'è da scommettere che il livello del confronto sia destinato a salire ed entrerà a pieno titolo nella campagna dei diversi schieramenti per la ricerca del consenso. Per ora si registra comunque l'attivismo della Regione Lombardia con la proposizione di nuovi sconti e l'allargamento del sistema di pagamento.

In buona sostanza viene applicato lo sconto del 10% sul bollo auto per chi aderisce alla domiciliazione bancaria ovvero al prelievo automatico della somma da versare. O meglio, viene allargata la sfera dei beneficiari, che adesso comprende

  1. le persone giuridiche che fruiscono dei benefici della domiciliazione bancaria tramite pagamenti in modalità cumulativa;
  2. i privati acquirenti di veicoli nuovi tramite finanziamento, il cui pagamento viene anticipato dalla banca e recuperato nella rata;
  3. le società che svolgono attività di locazione finanziaria;
  4. le società che svolgono attività di noleggio senza conducente.

Possono aderire tutte le persone fisiche residenti in Lombardia proprietarie o locatarie di veicoli, purché intestatarie di un conto corrente presso qualsiasi istituto bancario o postale. Il servizio per il pagamento del bollo auto può essere attivata anche per conto di altri soggetti. La domiciliazione bancaria ovvero il servizio che permette di eseguire pagamenti con scadenze periodiche mediante addebito automatico sul conto corrente, è estesa anche ai soggetti iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero di uno dei Comuni lombardi.

Pagamento con PagoPa

PagoPa come è stato annunciato dal Ministero preposto e dall'ufficio che se ne occupa inserisce ulteriori vantaggi per il pagamento online con il servizio preposto, tra cui il bollo auto, ma anche le multe, i vari ticket e voucher.
E in più il pagamento potrà avvenire online non solo conle normali carte di credito ma anche con Postepay, Paypal e Satispay
L'accordo, infatti, è stato raggiunto e anche Satispay è entrato ufficialmente nel circuito PagoPA. Significa che da adesso in poi per pagare tasse e ticket sanitari, bollo auto e multe c'è uno strumento in più. Immediato e sicuro. Perché tutto avviene con lo smartphone con pochi tap sullo schermo. Basta scaricare l'app e dimenticare le lunghe code agli sportelli. Assodato dunque il risparmio di tempo, si può dire lo stesso per i costi. La risposta varia caso per caso, ma generalmente è affermativa. In questo ultimo scorcio dell'anno, le commissioni sono tutte a carico di Satispay. Nulla è dovuto dal contribuente chiamato al pagamento di tasse, multe, bolli e servizi amministrativi. Dal prossimo anno cambia qualcosa: zero commissioni per versamenti sotto i 10 euro, altrimenti 20 centesimi per le transazioni maggiori di questa soglia. Dati alla mano, il 35% dei Comuni italiani è attivo su PagoPA.

Sconti totali, chi non deve pagare nulla

Diversa la situazione per quanto riguarda il pagamento del bollo auto per:

  1. auto ecologiche a gpl;
  2. auto a metano;
  3. auto elettriche e ibride;
  4. auto bifuel.

Queste categorie di vetture, infatti, sono esenti dal pagamento del bollo auto e per le auto elettriche l’esenzione dal pagamento del bollo vale per cinque anni, o può essere anche parziale, fino anche al 75% nel caso di auto a GPL o metano. Del tutto esenti dal pagamento del bollo auto anche i veicoli storici per cui siano trascorsi i 30 anni dall’immatricolazione. Per questi stessi mezzi, però, è previsto il pagamento di tassa di circolazione, del valore di 20-30 euro, in base alla regione di residenza.

Ulteriori modalità pagamento

E se la banca su cui è stato disposto l'addebito, a seguito di fusione con altra banca, cambia le coordinate bancarie? In questo caso l'istituto di credito trasferisce la posizione debitoria sul nuovo Iban comunicando la variazione alla Tesoreria di Regione Lombardia. Il contribuente deve solo verificare che la domiciliazione bancaria sia operativa attraverso la propria banca. Se tale comunicazione dovesse pervenire oltre la fine del mese che precede quello della scadenza per il pagamento, l'addebito potrebbe non andare a buon fine. In caso di mancato addebito causa variazione dell'Iban a seguito di fusione di banche, la Regione Lombardia promette di attivarsi per evitare che il cittadino, in caso di tardivo pagamento, sia gravato da sanzioni e interessi applicati sulla somma del bollo auto.

Al di là dello sconto, il pagamento del bollo auto può essere sempre effettuato presso le delegazioni Aci, le agenzie di pratiche auto, la maggior parte degli istituti di credito, gli uffici postali mediante il servizio Internet Banking, presso i tabaccai convenzionati con Banca Itb, direttamente collegati al Ruolo regionale e quelli aderenti al polo Lottomatica compilando le apposite schede per autovetture e autoveicoli a uso promiscuo soggetti al pagamento della tassa in misura piena, e per quelli che beneficiano di un particolare trattamento fiscale (come i taxi) e per tutti gli altri veicoli, come autobus, autocarri, rimorchi, ciclomotori.

Bollo auto: chi è esentato

Anche per il 2018 sono in vigore esenzioni totali o parziali del bollo auto. Nulla è dovuto per i veicoli storici ultratrentennali, le auto elettriche e le auto ibride; le auto alimentate esclusivamente a Gpl e metano; le auto per disabili, invalidi e portatori di handicap. Più esattamente, in quest'ultimo caso non si passa alla casa se il veicolo è intestato a persona disabile o a persona che ha fiscalmente a carico un soggetto disabile, per patologie gravi che riguardano sordomutismo, disabilità psichica con indennità di accompagnamento, disabilità motoria con adattamento del veicolo, disabilità fisica con grave limitazione della deambulazione. L'esenzione spetta per un solo veicolo con facoltà di scelta da parte dell'interessato che nella domanda di esenzione deve indicare la relativa targa.

Ma è necessario che l'auto abbia una cilindrata non superiore a 2.000 centimetri cubici, se a benzina, e a 2.800 centimetri cubici, se a gasolio. Anche le auto storiche ovvero quelle di interesse storico e collezionistico iscritte in uno dei registri Asi, Fiat, Alfa Romeo, Lancia e Fmi sono esentate dal versare l'importo del bollo auto. Agevolazioni anche per le auto Gpl, metano, elettriche e ibride, con disposizioni differenti in base alla regione di appartenenza. Niente bollo auto per i mezzi intestati alle Onlus, le ambulanze e i veicoli utilizzati per il trasporto di persone in particolari condizioni o di organi e sangue.

Prescrizione triennale quando non pagato

Abbiamo accennato in premessa alla questione dell'accertamento alla fine del terzo anno successivo al mancato pagamento del bollo auto. Ebbene, secondo una recentissima sentenza della Cassazione, il mancato versamento dell'imposta può essere oggetto di accertamento, ma non all'infinito. Più esattamente, la data limite è quella della fine del terzo anno successivo a quello del mancato passaggio alla cassa. E poi, in caso di acquisto di un veicolo nuovo, il bollo è dovuto entro il mese di immatricolazione oppure entro il mese successivo se il veicolo è immatricolato entro gli ultimi dieci giorni del mese. Se si acquista un veicolo usato da un privato, si deve versare la tassa nel primo periodo tributario successivo all'atto di acquisto.

Bollo auto, le modifiche attese e possibili

C'è una ragione molto pratica per cui è necessario riaprire la discussione sulla riforma del bollo auto. Rispetto a quanto accade negli altri Paesi europei, l'importo pagato dagli automobilisti italiani è mediamente superiore. Non solo, ma mentre altrove la somma è legata al livello di inquinamento prodotto, dalle nostre parti è tutto drammaticamente fermo. Almeno nei fatti perché nelle parole - soprattutto adesso che l'appuntamento delle urne ormai alle porte - le proposte non mancano. La maggioranza aveva prospettato l'ipotesi di abolizione del bollo auto e il provvedimento sarebbe stato finanziato con l'aumento dell'accisa sui carburanti di circa 15 centesimi al litro. Il centrodestra aveva invece proposto di legare la quota all'inquinamento prodotto. Proprio la carta del bollo auto e della promessa della sua cancellazione potrebbe essere giocata per recuperare consenso tra i cittadini.

Controlli più severi e multe da riscuotere subito, anche per bollo auto

C'è un problema di fondo che riguarda le multe in Italia ed è quello della riscossione (compreso quello del bollo auto sia pagato in ritardo che proprio non pagato) di quanto richiesto ai contribuenti. La conseguenza, come fa notare il direttore dell'Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini, è che le multe si trasforma in cartelle esattoriale ovvero in sanzioni e interessi aggiuntivi da corrispondere da parte dei contribuenti. Tuttavia c'è un aspetto che mette al centro dei suoi ragionamenti e che rappresenta la linea di indirizzo per il futuro: gli inviti al pagamento che consentono di mettersi volontariamente in regola con il fisco sono efficaci e rappresentano uno strumento da migliorare, ma comunque su cui insistere. Questo almeno in via ufficiale, perché poi le Entrate hanno intenzione di seguire un'altra strada e passa da interventi di riscossione iper veloci senza perdite di tempo.

Stando alle regole che cambiano, si prospetta vita dura per gli automobilisti indisciplinati. Le multe ricevute per violazione del codice della strada e del bollo auto - un parcheggio in area vietata o lo sforamento dei limiti di velocità su una strada extraurbana - diventeranno subito esecutivo ai fino della riscossione. Lo ha detto chiaro e tondo lo stesso numero uno dell'Agenzia di XX Settembre, spiegando come, al pari di quanto già avviene con i debiti per mancati contributi previdenziali versati o debiti erariali, sia necessario allargare alle sanzioni amministrative per le violazioni del codice della strada la validità immediata dell'atto notificato all'ente, anche ai fini dell'esecuzione forzata a mezzo ruolo. C'è proprio quella parola forzata che è destinata a fare la differenza rispetto al passato. Ergo: si ricorrerà con sempre maggiore frequenza alle cosiddette ganasce fiscali ovvero al fermo amministrativo dei veicoli.

Le ganasce fiscali sono un fermo amministrativo che consiste in una misura cautelare, attivata dalll'agente della riscossione, attraverso la trascrizione del fermo del veicolo nel Pubblico registro automobilistico, non consentendole di circolare. Se dopo il fermo il debito continua a non essere pagato, l'Agenzia delle entrate può sottoporre l'auto a pignoramento e venderla all'asta. Naturalmente è sempre possibile cancellare il fermo amministrativo. Basta esibire allo stesso Pubblico registro automobilistico il provvedimento di revoca che l'agente della riscossione rilascia all'atto del pagamento della multa, con tanto di sanzioni e interessi.

Pugno duro, dunque, ma anche e soprattutto rapido e incisivo. Come spiegato da Ruffini, il ruolo dell'Agenzia delle entrate sarebbe quello di intervenire nella fase esecutiva, senza riprendere la notifica della cartella di pagamento. Numeri alla mano, quelli che spingono all'applicazione di regole differenti rispetto a quelle adesso in vigore, ammonta a circa un milione e mezzo la quantità di cartelle relative a sanzioni amministrative stradali. Volendo fare un paragone, in sei anni l'ormai ex Equitalia, le cui funzioni sono adesso in mano alle Entrate che è subentrata nell'esercizio delle mansioni e nella gestione delle nuove pratiche di riscossione, ha incamerato per conto dei Comuni oltre quattro miliardi con le cartelle e dal 2000 a oggi ha portato a incassare 34,56 miliardi di euro.