Bonus 80 euro, 1,7 milioni di restituzioni. Un lavoratore italiano su sette. Illusione

Una illusione, così per molti italiani, circa 1,7 milione è stato il bonus rezi di 80 euro. Cerchiamo di capire un pò di più.

Bonus 80 euro, 1,7 milioni di restituzio

Bonus 80 euro quando rinunciare


Il bonus degli 80 euro per molti ha fatto bene, ma non è così immune da problemi, anzi...probabilmente bisognerebbe riconsiderare la sua allocazione visto i problemi che può creare al momento in cui un lavoratore si vede doverlo restituire.

Si sente odore di beffa perché, dati ufficiali alla mano, un contribuente su sette è stato chiamato a restituire il bonus di 80 euro. Quello che secondo le intenzioni del governo che lo ha introdotto avrebbe dovuto rilanciare i consumi. Le ragioni sono essenzialmente due: l'uscita dai limiti massimo e minimo di reddito previsto per ottenere il bonus oppure la presenza di errori nella dichiarazione dei redditi. In qualunque modo la si veda, si tratta di una situazione imbarazzante che lascia capire come ci sia qualcosa nel meccanismo di erogazione del bonus che non funziona alla perfezione.

E non conta nulla, si badi bene, il recente aumento degli stipendi per i lavoratori pubblici poiché i dati diffusi dal Ministero dell'Economia si riferiscono allo scorso anno e non tengono quindi conto delle recenti modifiche. Numeri alla mano, il bonus di 80 euro era stato distribuito a 11,5 milioni di cittadini per un totale di 9,4 miliardi di euro.

Bonus 80 euro Irpef: come funziona

Le regole sul bonus 80 euro al mese sono chiare: spetta ai lavoratori all'interno di una precisa fascia di reddito ovvero tra 8.174 e 26.600 euro lordi. Succede però che nel corso dell'anno in questione il lavoratore sfora questa soglia senza che il sostituto d'imposta che eroga il surplus in busta paga ne sia a conoscenza. A quel punto il lavorato ha due possibilità: o avvisa il datore della nuova situazione e chiede formalmente di non ricevere il bonus di 80 euro attraverso l'apposito modulo di rinuncia al bonus oppure è chiamato a versare in un'unica soluzione le somme in eccedenza in sede di dichiarazione di redditi.

Stando alle norme in vigore che coinvolgono i titolari di reddito di lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati, ad esempio, se un lavoratore ha due rapporti di collaborazione, per i quali è previsto ad esempio un compenso rispettivo di 15.000 e 20.000 euro, i due sostituti d'imposta riconoscono il credito in via automatica anche se non ne hanno diritto. Spetta poi al contribuente comunicarlo. C'è però un aspetto importante da segnalare: se il lavoratore ha rinunciato al bonus Renzi e allo scadere dell'anno è idoneo a ricevere il credito, non perde il diritto e ricevere gli 80 euro in un'unica soluzione in occasione del conguaglio del modello 730 dell'anno seguente.

A chi spetta

Il bonus non ha natura retributiva, non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, dell'imposta regionale sulle attività produttive e non è assoggettato a contribuzione previdenziale e assistenziale. In ogni caso continuano a essere tagliati fuori le partita Iva in forma autonoma o d'impresa, gli incapienti ovvero coloro che guadagnano meno di 8.174 euro, i pensionati, qualunque sia l'importo dell'assegno previdenziale.

A beneficiare dello sgravio Irpef sono i lavoratori a tempo indeterminato e coloro con redditi assimilati, anche part time, ovvero compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative, le indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità. E ancora: somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento, redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, remunerazioni dei sacerdoti, compensi per lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative. I lavoratori senza sostituto d'imposta, come colf e badanti, possono richiedere il credito nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta secondo le modalità specificate nei modelli delle dichiarazioni dei redditi e utilizzarlo in compensazione.