Bonus 80 euro Renzi eliminato, ma anche numerose detrazioni e agevolazioni fiscali. Ecco quali

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Bonus 80 euro Renzi eliminato, ma anche

Rivoluzione fiscale, via bonus 80 euro Renzi

La primissima misura che potrebbe essere cancellata o ridimensionata Ŕ il bonus da 80 euro Renzi che pesa alle casse dello Stato per circa 10 miliardi di euro.

Si prospetta una rivoluzione fiscale per il 2020. Costantemente a corto di coperture economiche per finanziare le misure e con il fiato sul collo dell'Unione europea, ecco che per far quadrare i conti potrebbero essere messe in discussioni alcune delle certezze degli ultimi anni. In prima battuta il bonus Renzi 80 euro ricevuto da lavoratori dipendenti e assimilati, pubblici e privati, con tetto di reddito fino a 26.600 euro.

In seconda battuta sono a rischio detrazioni e agevolazioni fiscali. Con questo secondo intervento il governo raggiungerebbe anche un secondo obiettivo: la semplificazione di un comparto molto confuso e in cui gli sprechi sono inevitabilmente all'ordine del giorno.

Rivoluzione fiscale, via bonus 80 euro Renzi

La primissima misura che potrebbe essere cancellata o comunque ridimensionata sarebbe il bonus da 80 euro Renzi che pesa alle casse dello Stato per circa 10 miliardi di euro. Si tratterebbe di una bella boccata di ossigeno per l'esecutivo che potrebbe sfruttare questo tesoretto per finanziare alcuni dei provvedimenti già annunciati. Su tutti la flat tax per i lavoratori dipendenti.

Ma se l'ipotesi della totale cancellazione rimane in piedi, non mancano le alternative, come la trasformazione di questa cifra che ogni mese viene versata in busta paga, in detrazione fiscale con il mantenimento degli stessi beneficiari, anche in relazione alle fasce di reddito.

In questo 2019, il bonus 80 euro spetta ai lavoratori (dipendenti e quelli che percepiscono un reddito assimilato, come chi ha un lavoro a progetto a tempo determinato, chi è in mobilità o in cassa integrazione, gli appartenenti alle forze dell'ordine, i soci lavoratori delle cooperative, chi svolge dei lavori socialmente utili, i sacerdoti, ma anche i disoccupati) con un reddito netto all'anno tra 8.174 euro e 24.600 euro.

Tra 24.600 e 26.600 euro il bonus subisce una progressiva riduzione fino all'azzeramento mentre al di sotto della soglia di 8.174 euro non è prevista neanche una parte degli 80 euro perché scattano altre agevolazioni. Nessuna riscossione da parte di lavoratori autonomi e pensionati.

Detrazioni e agevolazioni fiscali cancellate

La seconda leva del governo per far quadrare i conti sarebbe la cancellazione di parte delle detrazioni e agevolazioni fiscali. Quali? Non ci sono ancora certezza, anche se le voci delle ultime ore non escludono il coinvolgimento delle spese sanitarie, mediche e di assistenza. Non tutte naturalmente, ma almeno quelle previste anche dal servizio sanitario nazionale per evitare duplicazioni. Verrebbero mantenute, in tutto o in parte, quelle legate alle detrazioni per mutui prima casa o gli sconti Irpef per lavori di ristrutturazione o riqualificazione energetica degli edifici.

La tripla ipotesi allo studio è di rimodulare la percentuale dei benefici, aumentare la franchigia, legare le agevolazioni fiscali al reddito. Il tutto senza dimenticare che sono circa 500 le agevolazioni fiscali accumulate nel tempo e costano dal costo di circa 160 miliardi di euro per lo Stato.

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