Bonus 80 euro tolto e molte detrazioni per Flat Tax su stipendio dipendenti per meno tasse pagare

Nella bozza di Programma nazionale di riforma l'esecutivo annuncia la nuova tappa del percorso di semplificazione del sistema di tassazione dei redditi.

Bonus 80 euro tolto e molte detrazioni p

Nuova flat tax e bonus 80 euro


Se dovesse passare la Flat Tax per diminuire le tasse a livello forfettario anche sugli stipendi dei dipendenti con grande probabilità si dovrebbe abolire il cosidetto bonus di 80 euro di Renzi e fare ordine e togliere divese detrazioni e agevolazioni fiscali.
 

Si sta entrando nella delicatissima partita che, tra il Documento di economia e finanza e il Programma nazionale di riforma, porterà alla stesura della prossima legge di Bilancio. E se c'è un variabile su cui l'esecutivo può "giocare" è il bonus di 80 euro in busta paga per i lavoratori pubblici e privati. Già lo scorso anno il suo destino è stato incerto e potrebbe esserlo anche questa volta. Tra le ipotesi sul tavolo del confronto c'è la sua trasformazione in detrazioni, che a loro volta verrebbero ridimensionate, se non cancellate.

I fatti dimostrano che per questo 2019 il bonus 80 euro è rimasto in vigore con la legge di bilancio che non ha introdotto alcuna modifica. Ma il futuro è incerto anche per via dell'allargamento della flat tax anche ai dipendenti.

Tra nuova flat tax e bonus 80 euro

Nella bozza di Programma nazionale di riforma l'esecutivo annuncia la nuova tappa del percorso di semplificazione del sistema di tassazione dei redditi, adesso articolato su 5 aliquotem con una flat tax del 15% sotto i 30.000 euro, ovvero per le famiglie considerate a basso reddito. Per coprire la flat tax l'esecutivo punta a un riordino selettivo delle tax expenditures tutelando i redditi bassi. Le bozze di Documento di economia e finanza e del Programma nazionale di riforma indicano anche il ricorso a una nuova fase di spending review. Entrambe le misure saranno inserite nella legge di Bilancio.

Ma potrebbe essere giocata anche la carta dell'eliminazione della cancellazione dello stesso bonus di 80 euro così da recuperare preziose risorse in un contesto economico poco florido per le casse statali.

E si tratta di una spesa di rilievo, considerando che il bonus 80 euro è percepito dai lavoratori dipendenti ed assimilati con redditi tra 8.174 e 24.600 euro per godere del bonus in misura piena e tra 24.601 e 26.600 euro per fruirne in misura ridotta. Oltre ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo inferiore a 8.174 euro e a quelli con reddito complessivo superiore a 26.600 euro, sono esclusi i titolari di redditi da pensione, titolari di redditi d'impresa e alle partite Iva.

A completamento del pacchetto di misure, da tenere bene a mente perché la partita si gioca su sottili equilibri economici, il governo conta di destinare al Fondo di ammortamento del debito pubblico anche i proventi dalla revisione delle concessioni pubbliche, oltre agli incassi dalle dismissioni immobiliari e dall'alienazione di quote di società partecipate.

Come funziona bonus 80 euro

Nel calcolo del bonus 80 euro non si tiene conto del reddito da abitazione principale e relative pertinenze e né dei redditi da detassazione produttività. Si tiene invece conto dei redditi da fabbricati, dei redditi dal lavoro autonomo, dei redditi di capitale, dei redditi fondiari, dei redditi da locazioni, della cedolare secca, dei redditi prodotti all'estero. Il datore di lavoro effettua il calcolo sulla base del reddito a lui noto.

Di conseguenza è possibile che in fase di dichiarazione fiscale il dipendente si trovi a restituire in tutto o in parte il bonus ricevuto.