Calcolo tasse case in affitto con Irpef. Ed esempi

di Marianna Quatraro pubblicato il
Calcolo tasse case in affitto con Irpef.

Come si effettua il calcolo dell'Irpef tradizionale? Ecco alcuni esempi

Nel caso della cedolare secca il calcolo delle tasse sulle case date in affitto sarà molto più semplice e spesso anche più conveniente con l’Irpef tradizionale invece la scelta non sarà così immediata

Coloro che si trovano nella condizione di poter dare in locazione un appartamento, deve conoscere bene quali sono le tasse previste dalla legge. Quale è la situazione oggi? Innanzitutto bisogna conoscere le alternative disponibili. La scelta potrà ricadere tra la tassazione tradizionale, quella Irpef, e la cosiddetta cedolare secca. Nel caso della cedolare secca il calcolo delle tasse sulle case date in affitto sarà molto più semplice e spesso anche più conveniente, con l’Irpef tradizionale invece la scelta non sarà così immediata. È quindi importante informarsi per conoscere come funziona la tassazione tradizionale Irpef soprattutto quando non c’è una grande esperienza alle spalle. Anche in caso contrario è necessario tenersi aggiornati e seguire passo dopo passo le evoluzioni legislative e le eventuali novità che possono essere adottate anno dopo anno.

Tasse case in affitto esempi

Sono molti i nostri lettori che ci chiedono di spiegare con chiarezza quali siano i casi che si potranno presentare per quanto riguarda le tasse sulle case date in affitto nel 2019. Una richiesta legittima, proprio perché l’Irpef tradizionale non è la soluzione unica e valida in ogni caso. Esistono quattro tipologie di tasse. Proviamo a riassumerla in maniera chiara: il primo caso è quello che riguarda la decisione di non adottare la cedolare secca. Chi rientra in questa prima possibilità non è soggetto a tassazione Irpef organizzata in vari scaglioni.

Ma potrà intascare ben il 95% del valore del canone riscosso ogni anno. La seconda opzione è quella di adottare la cedolare secca. In questo caso colui che affitta la sua casa intasca il totale della cifra stabilita per il canone annuale. Ma deve applicare un’aliquota che può variare dal 21%, al 19% oppure anche 10% a seconda della tipologia di cedolare adottata. Per quanto riguarda gli immobili sfitti le tasse si devono calcolare in base alla rendita catastale rivalutata del 5%. Per gli immobili affittati dai quali i locatari non incassano niente bisogna trovare al più presto una soluzione per sfrattare gli inquilini, oppure per trovare un accordo con loro.

Calcolo Irpef tasse case in affitto

Tralasciando dunque per il momento tutto ciò che riguarda la cedolare secca è ora giunto il momento di approfondire il discorso su come si effettua il calcolo Irpef. Il proprietario potrà godere di alcune agevolazioni sotto forma di esenzione parziale del reddito percepito da assoggettare a tassazione Irpef. Per effettuare il calcolo dell’Irpef bisogna partire dal fatto che il reddito del proprietario che verrà tassato sarà pari al canone ridotto del cinque per gli immobili che non rientrano in queste categorie:

  • il canone di affitto percepito dal proprietario sarà ridotto del 30% rispetto alla cifra totale nel caso si tratti di affitti con canone concordato di un immobile situato nei centri ad alta densità abitativa;
  • la diminuzione del reddito percepito dal proprietario rispetto al valore totale sarà invece del 35% quando l’immobile in questione è riconosciuto di interesse storico o artistico e situato nella città di Venezia e nelle isole della Giudecca, Murano e Burano.

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