Carta REI, al via il reddito inclusione a più italiani. E per tutti ulteriori 60 agevolazioni. Requisiti, domande

Reddito di inclusione e altre misure di aiuto e sostegno: quali sono, come funzionano, regole e requisiti per presentarne domanda

Carta REI, al via il reddito inclusione

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Che cos'è la Carta Rei, cosa serve, come fare domanda e requisiti, che poi sono le misure per fare richiesta per il reddito di inclusione che si amplia a più persone. E poi ulteriori 60 agevolazioni per tutti, molte dei quali vanno al di là dei redditi totali.
 

Sono diverse le misure di sostegno e aiuto alle famiglie che vivono in condizioni poco abbienti esistenti nel nostro Paese, circa 60, e fra queste anche il nuovo reddito di inclusione in vigore dal primo gennaio di quest’anno. Ognuna delle suddette misure prevede però determinati requisiti, in alcuni casi anche decisamente stringenti, per cui spesso vengono erogate solo a pochi. Vediamo come funziona il reddito di inclusione ma non solo.

Reddito di inclusione: come funziona e regole. Come avere la Carta Rei

Partendo dal nuovo reddito di inclusione (Rei), ultima tra le misure di aiuto entrate in vigore, prevede l’erogazione di un sussidio mensile del valore compreso tra i 190 e i 485 euro, dipende dalla composizione del nucleo familiare, per un massimo di 18 mesi e può essere nuovamente richiesto solo una volta esaurito il primo e trascorsi 6 mesi di pausa. Il reddito di inclusione si può avere solo a condizione che il richiedente si impegni a seguire un percorso mirato e personalizzato di ricerca attiva di un nuovo lavoro, anche partecipando a corsi di formazione professionale, e si accerti che i propri figli vadano a scuola.
I requisiti necessari per la richiesta del reddito di inclusione sono:

  1. essere cittadini italiani o comunitari, o familiari di cittadini italiani o comunitari, non aventi la cittadinanza in uno Stato membro;
  2. avere un reddito Isee di 6mila euro;
  3. avere regolare permesso di soggiorno o permesso di soggiorno permanente;
  4. essere titolari di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria) e residenti in Italia da almeno due anni;
  5. impegnarsi nella ricerca attiva di un nuovo lavoro o nella frequentazione di corsi di formazione;
  6. obbligo di mandare a scuola i propri figli.

Rei, reddito di inclusione: cosa cambia

Se, infatti, si era detto che il valore del reddito di inclusione sarebbe stato compreso tra i 190 e i 485 euro, le ultime notizie parlano di un valore compreso tra i 180 e i 539 euro. Inoltre, diversamente da quanto stabilito in precedenza, per avere il Rei non sarà più necessario dimostrare di avere in famiglia almeno un minore, una donna in stato di gravidanza, un disabile un disoccupato che abbia un'età superiore ai 55 anni. Alla luce di questi cambiamenti, se fino a giugno la platea potenziale era di circa 500.000 famiglie per 1,8 milioni di persone, ora passa a 700.000 nuclei per 2,5 milioni di persone. Ricordiamo, però che il reddito di inclusione si può avere solo a patto che il richiedente rispetti alcune condizioni e soddisfi i requisiti previsti.

Rei, reddito di inclusione: condizioni e requisiti

Il Reddito di inclusione viene erogato a coloro che si impegnano a seguire un percorso personalizzato di ricerca attiva di un nuovo lavoro, anche partecipando a corsi di formazione professionale. I requisiti necessari per la richiesta del reddito di inclusione sono:

  1. essere cittadini italiani o comunitari, o familiari di cittadini italiani o comunitari, non aventi la cittadinanza in uno Stato membro;
  2. avere un reddito Isee inferiore ai 6mila euro;
  3. avere regolare permesso di soggiorno o permesso di soggiorno permanente;
  4. essere titolari di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria) e residenti in Italia da almeno due anni;
  5. impegnarsi nella ricerca attiva di un nuovo lavoro o nella frequentazione di corsi di formazione;
  6. mandare obbligatoriamente i propri figli a scuola.

Rei, reddito di inclusione: come fare domanda Inps

La domanda per ottenere il reddito di inclusione deve essere presentata presso i punti per l'accesso al Rei, scelti dai singoli Comuni, allegando tutta la necessaria documentazione richiesta, e saranno poi gli stessi Comuni, entro dieci giorni, ad inviare la richiesta all'Inps. Quest’ultimo, entro i 5 giorni successivi, previa verifica dei requisiti del richiedente, dovrà dare risposta positiva o negativa. In caso di risposta positiva, il reddito di inclusione viene erogato direttamente dai Comuni con cui i cittadini si impegnano nella ricerca di un nuovo lavoro o in corsi di formazione.

Altre misure di sostegno e aiuto: come funzionano e regole

Le altre misure di sostegno e aiuto ai meno abbienti sono i diversi bonus messi a punto già qualche tempo fa, dall’ecobonus, al bonus ristrutturazione, al nuovo bonus verde, ai riconfermati bonus mobili, bonus mamme, bonus bebè di 80 euro al mese per i primi tre anni del bambino, bonus asilo nido, sismabonus ampliato, bonus mamma da 800 euro, voucher baby sitter, bonus cultura da 500 euro per i 18enni. Stando a quanto riportano le ultime notizie, per le misure assistenziali di sostegno a chi vive in condizioni economiche disagiate, l’Italia spende circa 100 miliardi di euro, a dispetto di quanti sostengono che, al contrario, non vengono investiti soldi per aiutare coloro che si trovano in difficoltà. Il problema è che spesso questi stessi soldi non vengo spesi adeguatamente considerando che, dati i requisiti richiesti da ogni bonus, sono poche le famiglie che vi accedono realmente.

Seppur con un anno di ritardo, ecco che in questo 2018 fa il suo ingresso nel sistema italiano la Carta Famiglia, destinata a quelle con almeno 3 figli. Già istituita 13 mesi fa, è stato necessario un bel po' di tempo prima che diventasse effettiva. Di conseguenza è già corsa per conoscere tutti i dettagli di questa misura, dai requisiti necessari per avanzare richiesta alla conoscenza di tutti i contenuti della tessera, fino ad arrivare alle modalità (e dove) di richiesta. Due premesse sono utili: la prima è la sua disponibilità nel mese di febbraio ormai alle porte. la seconda è che non si tratta di una carta acquisti simile a quelle introdotte negli ultimi anni. La Carta Famiglia è una vera e proprio tessera sia per portare a casa a prezzi scontati beni fisici nei negozi (non solo alimentari) e sia per fruire di servizi quotidiani, come l'utilizzo dei mezzi pubblici e le bollette.

Carta Famiglia

Stando alle norme approvate, possono richiedere la Carta Famiglia i nuclei familiari costituiti da cittadini italiani o stranieri regolarmente residenti nel territorio italiano con almeno tre figli minori a carico e un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 30.000 euro. Due dettagli sono importanti per inquadrare al meglio questo strumento. Tra i figli sono compresi anche i bimbi in affidamento. E si fa riferimento al numero di under 18 presenti. L'elenco dei prodotti e dei servizi da acquistare con la Carta Famiglia è molto lungo e comprende:

  1. beni alimentari, tra cui le bevande analcoliche;
  2. prodotti non alimentari, come abbigliamento e calzature, articoli di cartoleria e di cancelleria, detersivi per la pulizia della casa, libri e sussidi didattici, medicinali, prodotti farmaceutici e sanitari, saponi e dentifrici, strumenti e apparecchiature sanitari;
  3. servizi, quali fornitura di acqua, energia elettrica, gas e altri combustibili per il riscaldamento, impianti turistici e del tempo libero, istruzione, formazione professionale, musei, spettacoli e manifestazioni sportive, palestre e centri sportivi, raccolta e smaltimento rifiuti solidi urbani, ristorazione, servizi ricreativi e culturali, servizi socioeducativi e di sostegno alla genitorialità, servizi turistici, alberghi e altre tipologie di alloggio, trasporti.

Per richiedere la Carta Famiglia occorre recarsi agli sportelli del Comune in cui risiede la famiglia da parte di uno dei genitori, che ne diventa titolare. Occorre comunque pagare un costo di emissione fissato dallo stesso Comune a cui ci si rivolge. E se i componenti della famiglia hanno residenze differenze, a valere è quella indicata sul modello Isee dell'anno in corso, da presentato insieme alla domanda per l'ottenimento della Carta Famiglia. Per riconoscere i negozi in cui la tessera sarà spendibile bisogna cercare l'apposito bollino insieme al logo della card esposto dai negozi. Riporta la dicitura "Amico della famiglia", in caso di sconti del 5% e oltre rispetto al prezzo di listino dell'articolo o servizio, oppure "Sostenitore della famiglia", se gli sconti arrivino al 20% del costo normale del bene scelto.

Bonus bebè 2018: chi può richiederlo e fasce di reddito Isee

Il valore del bonus bebè dipende dal valore Isee familiare e prevede importi differenti. Anche per il 2018, infatti, il bonus bebè prevede l’erogazione di un assegno di:

  1. 960 euro l’anno (80 euro al mese per 12 mesi) per le famiglie con Isee superiore a 7.000 euro annui e non superiore a 25.000 euro annui;
  2. 1.920 euro l’anno (160 euro al mese per 12 mesi) per le famiglie con Isee non superiore a 7.000 euro annui.

Tra gli altri requisiti richiesti per poter avere il bonus bebè 2018:

  1. essere cittadini italiano o dell'Unione europea;
  2. essere cittadino extracomunitario ma in possesso di regolare permesso di soggiorno;
  3. dimostrare la convivenza con il figlio.

Bonus bebè: quando richiederlo ed erogazione

La domanda per la richiesta del bonus bebè deve essere presentata all’Inps entro 90 giorni dal verificarsi dell'evento della nascita o dall’adozione. Dopo la verifica da parte dell’Inps della domanda presentata e i requisiti del richiedente, una volta accettata la domanda, lo stesso Istituto eroga l’assegno del bonus bebè a decorrere dal giorno di nascita o di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione e fino al compimento del primo anno di età o fino al primo anno dall'ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione e direttamente al richiedente tramite bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con Iban intestati al richiedente e il pagamento dell’assegno avviene a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

Bonus asilo nido: regole e funzionamento 2018

Il bonus asilo nido, a differenza del bonus bebè, può essere richiesto da tutti indipendentemente da reddito e Isee del nucleo familiare. Anche questo bonus deve essere richiesto all’Inps direttamente ed esclusivamente online e prevede l’erogazione di una cifra di 1.000 euro per iscrivere i propri figli all’asilo nido. L'importo dei mille euro può essere speso per:

  1. il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati;
  2. il pagamento di forme di sostegno presso la propria abitazione a favore dei bambini affetti da gravi patologie croniche.

Da un punto di vista fiscale, il bonus asilo nido di 1.000 euro è cumulabile con i voucher baby sitter. Il bonus nido viene erogato per figli da 0 a 3 anni e l’importo complessivo è calcolato in base alle ore di asilo nido frequentate. Considerando l’importo previsto di mille euro all’anno, complessivamente si potrebbe avere diritto ad un massimo di 3.000 euro.

Il pagamento del bonus asilo nido 2018 avviene solo dopo aver inoltrato all’Inps le fatture delle singole rette pagate e l’importo spettante viene erogato ogni mese con un accredito pari a 90,91 euro al mese e per un massimo di 11 mensilità. La domanda per la richiesta del bonus bebè 2018 deve essere presentata:

  1. direttamente sul sito Inps, www.inps.it. accedendo alla voce Servizi on line, e inserendo il proprio Pin Inps personale;
  2. chiamando il numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o il numero 06 164 164 (numero per cellulari);
  3. attraverso Caf o patronati.

Risparmiare si può, anche sulle bollette di luce e gas. E anzi, considerando che il 2018 è l'ennesimo anno dell'aggravio dei costi a carico del consumatore, andare a caccia delle opportunità di risparmio e scoprire quali sono le categorie dei beneficiari delle agevolazioni rappresenta un passaggio da non perdere di vista. Non tutti possono ottenere lo sconto in bolletta nel 2018 e la stessa entità della riduzione varia in base alla situazione personale. Tuttavia, se ci si accorge di rientrare nella categoria di chi può risparmiare ovvero si è in possesso dei requisiti richiesti, sapere come fare domanda sia nel caso dell'energia elettrica e sia del gas è lo step successivo. Dopo aver presentato istanza occorre invece consultare il calendario perché l'agevolazione non è per sempre, ma dura 12 mesi, da rinnovare eventualmente anno dopo anno.

Bonus luce e gas 2018

Gli sconti sono allora destinati alle famiglie meno abbienti e più bisognose e lo strumento utilizzato per l'individuazione della soglia al di sotto della quale si ha diritto allo sconto è l'Isee. Possono allora richiedere il bonus per l'energia elettrica

  1. le famiglie con Isee fino a 8.107,50 euro all'anno
  2. le famiglie con più di tre figli a carico e Isee fino a 20.000 euro

A questa due categorie se ne aggiunge una terza: quelle in cui uno dei componenti è in gravi condizioni di salute ovvero è in possesso dei requisiti per il bonus per disagio fisico. La domanda va presentata presso il Comune di residenza o presso un altro ente designato dal Comun utilizzando gli appositi moduli. Per la presentazione dell'istanza per l'ottenimento dello sconto nella bolletta della luce occorre equipaggiarsi con documento di identità, eventuale delega, il cosiddetto modulo A da scaricare sul sito dell'Arera ovvero l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, l'attestazione Isee in corso di validità, l'indicazione del numero di persone che compongono il nucleo familiare, l'autocertificazione famiglia numerosa nel caso di nucleo familiare con quattro o più figli a carico, il codice Pod ovvero l'identificativo del punto di consegna dell'energia, la potenza impegnata o disponibile della fornitura.

Ma a quanto ammontano i risparmi in bolletta? L'importo è variabile da 125 euro a 128 euro alll'anno in base al numero dei componenti della famiglia. Più precisamente, per il 2018, il quadro è il seguente;

  1. componenti della famiglia da 1 a 2: 125 euro di sconto
  2. componenti della famiglia da 3 a 4: 153 euro di sconto
  3. componenti della famiglia oltre 4: 184 euro di sconto

L'importo del bonus viene scontato direttamente sulla bolletta elettrica, non in un'unica soluzione, ma suddiviso nelle diverse bollette corrispondenti ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda. L'erogazione può essere interrotta se i dati anagrafici dichiarati non sono corretti; il dichiarazione Isee risulta non veritiera o non conforme ai limiti stabiliti; il contratto di energia elettrica da uso residente diventa non residente; il contratto di energia elettrica viene intestato ad altro soggetto; la tariffa da uso domestico diventa uso non domestico. Stessi destinatari per il bonus gas e con risparmi variabili tra 31 e 266 euro.

Bonus materassi 2018: cosa prevede e come richiederlo

E’ possibile usufruire della detrazione Irpef sull’acquisto di un materasso sia che sia stato acquistato nell’ambito di lavori di ristrutturazione del proprio appartamento e tra nuovi mobili, sia che sia stato acquistato nell’ambito di spese mediche  in base alla tipologia di acquisto effettuato è prevista una detrazione fiscale differente. che sarà pari al 19% o al 50%. Nel caso di acquisto di un nuovo materassi nell’ambito di lavori di ristrutturazione in casa, si può usufruire della detrazione Irpef al 50%. Se il materasso non viene acquistato nell’ambito di lavori di ristrutturazione della propria abitazione, ma rientra tra le spese mediche, la detrazione Irpef prevista sarà invece del 19%. In tal caso, è necessario essere in possesso del certificato medico che attesti la necessità di spesa del particolare materasso che, come nel caso di quello antidecubito, viene classificato come ‘Dispositivo Medico di Classe 1’. Per usufruire del bonus materassi, bisognerà acquistarne uno nuovo tra il primo gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018.

Per la richiesta del bonus relativo all’acquisto di un nuovo materasso, il pagamento deve essere effettuato esattamente come per i lavori di ristrutturazione della propria casa casa o l’acquisto di altri mobili, vale a dire con bonifico, con carta credito o bancomat. Non si può pagare, invece, con contanti, assegno bancario, o altri sistemi di pagamento alternativi a quelli sopra elencati. Una volta effettuato il pagamento, per la richiesta del bonus, a conferma dell’avvenuto acquisto e pagamento, è sempre bene conservare documenti specifici che attestino, appunto, la spesa sostenuta.

In Particolare, i documenti da conservare sono:

  1. nel caso di pagamento con bonifico bancario, la ricevuta dell’avvenuto bonifico che riporti causale del versamento, data e dati del richiedente la detrazione;
  2. nel caso di pagamento con bancomat o carta di credito, la ricevuta di avvenuta transazione;       
  3. le fatture di acquisto del materasso stesso, con natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi acquisiti;
  4. dichiarazione di ristrutturazione con data di inizio lavori.

Assegni familiari

L'assegno familiare rappresenta una forma di sostegno al reddito per determinate categorie di lavoratori costretti a vivere al di sotto di limiti prestabiliti e il cui importo dipende da limiti di reddito che ogni anno vengono aggiornati dall’Inps. Per poter ricevere gli assegni familiari, i nuclei familiari devono essere composti da più persone e il reddito complessivo deve risultare inferiore a quello stabilito ogni anno dalla legge. Per poter ricevere gli assegni familiari 2018 deve essere presentata apposita domanda e una volta accettata è lo stesso Inps che si occupa dell’erogazione degli stessi assegni.

L’assegno familiare può essere richiesto anche nel prossimo 2018 direttamente all’Inps da:

  1. lavoratori dipendenti;
  2. lavoratori iscritti alla gestione separata Inps;
  3. lavoratori dipendenti agricoli;
  4. lavoratori domestici;
  5. titolari di pensione a carico del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, dei fondi speciali ed ex Enpals;
  6. titolari di altre prestazioni previdenziali.

Per quanto riguarda gli importi previsti per gli assegni familiari, non si tratta di cifre fisse ma variano ogni anno e vengono comunicati ogni anno dall’Inps. Dal primo luglio scattano, infatti, i nuovi livelli di reddito, aggiornati in base all'inflazione dell'anno precedente, importanti proprio per il calcolo dell'erogazione dell’assegno familiare. Le tabelle con gli importi relativi agli assegni familiari e le fasce reddituali sono pubblicate ogni anno dall’Inps e hanno validità dal primo luglio al 30 giugno dell’anno successivo, per cui gli nuovi importi pubblicati dall'Istituti di Previdenza sono validi fino al 30 giugno 2018. Il reddito da considerare è quello percepito dal richiedente e da tutte le persone che compongono il nucleo familiare, prodotto nell'anno solare precedente. E’ importante sottolineare che l’assegno per il nucleo familiare è cumulabile con l’assegno per il nucleo familiare concesso dai Comuni.

La domanda per la richiesta dell’assegno familiare deve essere inviata direttamente all’Inps esclusivamente in via telematica sul sito dello stesso Istituto. Può essere inviata anche tramite Caf e patronati. La domanda deve essere presentata per ogni anno in cui se ne ha diritto e deve essere comunicata entro 30 giorni ogni genere di variazione intervenuta nel reddito e/o nella composizione del nucleo familiare, durante il periodo di richiesta. La domanda ha una durata annuale per cui deve essere presentata per ogni anno per cui se ne ha diritto:

  1. o al proprio datore di lavoro, nel caso in cui il richiedente svolga attività lavorativa dipendente, utilizzando il modello ANF/DIP (SR16);
  2. o all’Inps, nel caso in cui il richiedente sia addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore iscritto alla gestione separata.

Durante il periodo di richiesta dell’assegno familiare, qualsiasi variazione intervenuta nel reddito e/o nella composizione del nucleo familiare deve essere comunicata entro 30 giorni.