Fisco, cartelle necessario sempre mostrarle. E quando cartella può essere annullata

Il concessionario è tenuto al rispetto di termini rigorosi per la notifica degli atti. In molti casi l'annullamento degli atti comporta anche quello del debito fiscale.

Fisco, cartelle necessario sempre mostra

Sentenza della della Commissione tributaria provinciale


Una nuova recente sentenza spiega quando una cartella può essere annullata. Ma i sono numerosi altri casi in cui una multa o una sanzione può essere nulla. 
 

Questa della Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia è una sentenza importante perché fissa un principio molto chiaro: il fisco deve sempre esibire la cartella. Significa che se il contribuente contesta la ricezione della cartella esattoriale, spetta all'Agenzia entrate riscossione (prima Equitalia) dimostrare di avere copia dell'atto notificato. E se non è in grado di farlo, il debito va annullato. Anche questo caso rientra allora tra quelli che possono far saltare il banco ovvero sono causa di annullamento di una cartella esattoriale. Non solo sui contenuti, anche la forma ovvero la procedura adottata dal fisco è decisiva nel rapporto con il contribuente. Il concessionario è tenuto al rispetto di termini rigorosi per la notifica degli atti. In molti casi, come questo, l'annullamento degli atti comporta anche quello del debito fiscale.

Secondo il collegio giudicante, costituisce precipuo interesse dell'esattore, nonché preciso onere improntato alla diligenza, conservare, in caso di mancata riscossione dei tributi nel quinquennio e in occasione di rapporti giuridici ancora aperti e non definiti, la copia della cartella oltre i cinque anni, per tutto il periodo in cui il credito portato ad esecuzione non sia stato recuperato. Nella sentenza i giudici hanno messo nero su bianco che permane in capo a Equitalia (le funzioni sono state adesso trasferite all'Agenzia entrate riscossione) l'obbligo di conservare gli atti relativi alle pretese esattoriali tra i quali assume rilievo principale la cartella di pagamento con conseguente obbligo di ostensione alla richiesta del contribuente che solo in questo modo potrà esercitare gli strumenti di tutela messi a disposizione dall'ordinamento.

Vi sono una serie di nuove regole che si aggiungono o sostituiscono le vecchie che indicano quando una cartella di Equitalia è nulla e può non essere pagata o pagata meno con l'entrata anche delle norme portate dall'Agenzia delle Entrate. E questo vale anche per le multe e il pagamento del bollo e il suo decadimento. Tra l'altro da sottolineare come nell giurispredenza attuale anche l'eventuale rottamazione delle caratelle non è sempre obbligatoria.

Altri casi di annullamento

Con l’abolizione di Equitalia e il passaggio del servizio di riscossione all’Agenzia delle Entrate, le cartelle esattoria non saranno più notificate da Equitalia ma dalla stessa nuova Agenzia delle Entrate riscossione e contestualmente a questo passaggio sono diverse le novità in partenza, alcune delle quali potrebbero far tirare un sospiro di sollievo a tanti di coloro che hanno debiti pendenti con il fisco. Stando a quanto riportano le ultime notizie, infatti, è possibile non pagare alcune cartelle esattoriali arrivate dall’Agenzia delle Entrate, bloccando pertanto gli accertamenti inviati dopo lo scioglimento di Equitalia.

La possibilità di non pagare cartelle arrivate dall’Agenzia delle Entrate è stata confermata a seguito di un ricorso presentato dai dirigenti delle stessa Agenzia che potrebbe rendere incostituzionali tutti i provvedimenti, le multe e le cartelle notificate dalla nuova Agenzia delle Entrate per la riscossione dopo lo scioglimento di Equitalia. Gli ex dipendenti dell’ente di riscossione ormai soppresso, infatti, sono entrati  direttamente nella nuova Agenzia, senza prender parte ad alcun concorso che solitamente sancisce le nuove assunzioni e pertanto c’è chi ha parlato di sistema incostituzionale che potrebbe portare, di conseguenza, a bloccare o ad annullare del tutto qualsiasi atto da loro firmato. Ma non solo: le cartelle esattoriali notificata via Pec da Equitalia, Agenzia delle Entrate riscossione, sono da considerarsi nulle e pertanto non sono da pagare. Questto quanto emerge da quanto stabilito da diverse Commissioni Tributarie Provinciali italiane.

Secondo i Giudici Tributari, infatti, le cartelle notificate via Pec sarebbero illegittime perché il messaggio della Pec non sarebbe l’atto originale ma una copia in Pdf dello stesso, mancante di attestazione di conformità che non può essere apposta da dirigenti e funzionari di Equitalia che, secondo alcune Commissioni Tributarie, non sono Pubblici Ufficiali e quindi non possono apporre l’autentica sulle copie delle cartelle. Il risultato, dunque, è che la notifica di un atto da parte dell’Agenzia delle Entrate è nulla se contiene in file in formato pdf anzichè p7m. Secondo quanto riportato dalle ultime notizie, sono da considerarsi nulle anche le cartelle esattoriali dell’Agente della Riscossione senza il deposito in giudizio degli originali delle relate. In mancanza di queste, infatti, potrebbe essere contestata alla stessa Agenzia l’efficacia probatoria.

I casi in cui non pagare le cartelle esattoriali

Insieme ai casi in cui le cartelle esattoriali possono essere considerate nulle per vizi formali esistono anche casi in cui è possibile non pagare le cartelle dell’Agenzia delle Entrate. Tra i diversi casi possibili in tal senso, citiamo quello in cui il debitore sia nullatenente o titolare di un conto corrente in rosso, che non può essere soggetto a pignoramento. Se il conto corrente contiene, invece, solo redditi di lavoro dipendente o di pensione, anche se il saldo è attivo, il pignoramento non può comunque avvenire entro fino a 1.344,21 euro, cioè il triplo dell’assegno sociale, e ciò significa che se il contribuente non supera questa somma di giacenza sul proprio conto, non potrà essere soggetto ad alcun prelievo o pagamento della sanzione dovuta.

Non si pagano le cartelle esattoriali arrivate dall’Agenzia delle Entrate di un importo inferiore a 30 euro, compresi interessi e sanzioni; non pagano le cartelle esattoriali gli eredi che ricevono una cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione intestata ad un defunto ma solo nel caso in cui questi stessi eredi rinuncino all’eredità. In caso contrario, saranno tenuti al pagamento di quanto dovuto; non devono essere pagate le cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate relative a sanzioni che prevedono termini di prescrizione. Scattata la prescrizione, infatti, l’Agenzia delle Entrate dovrà cancellare il debito del contribuente.

E’ bene sapere che sono diversi i termini di prescrizione in vigore che variano a seconda dell’imposta non  pagata e per cui è stata notificata la cartella esattoriale. In particolare, i tempi stabiliti di prescrizione sono di:
dieci anni per mancato pagamento di imposte Irpef, Iva, Irap, Imposta di Registro, imposta ipocatastale, canone Rai, diritti camera di commercio;
cinque anni per sanzioni amministrative, codice della strada, mancato pagamento di contributi Inps e Inail, e mancato pagamento di imposte locali come Imu, Tasi e Tari;
tre anni per il bollo auto, con decorrenza dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui l’imposta avrebbe dovuto essere pagata.