Agenzia delle Entrate, vittoria esemplare cittadino diventa precedente importante

L'iter giudiziario tra la donna e l'Agenzia delle Entrate si è concluso con la vittoria del cittadino. I giudici, infatti, hanno accolto la tesi del legale della donna basata sull’illegittimità della richiesta

Agenzia delle Entrate, vittoria esemplar

La vittoria di un cittadino nei confronti di Equitalia ha scatenato la gioia di tutti

La sconfitta di Equitalia ha rappresentato un evento che avrà certamente fatto esultare tante persone facendole naturalmente solidarizzare con la cittadina scafatese protagonista del caso di vittoria nei confronti dell’ex agenzia di riscossione rottamata a partire dal primo luglio del 2017.

Il caso in questione riguardava una cartella da ben 420mila euro che la cittadina campana si è vista recapitare non senza stupore nell’ottobre dello scorso anno. Smaltita quella sensazione indescrivibile che si prova in questi casi, la donna ha avviato l’iter giudiziario per difendersi. 

Questo episodio va analizzato con molta attenzione perché emerge ancora una volta come possa bastare la sottovalutazione di un dettaglio da parte del fisco ovvero dell'agente di riscossione per ottenere l'annullamento dell'intera cartella esattoriale, indipendentemente dall'importo contestato. Gli errori, come è noto, non devono essere solo di sostanza (come quelli di calcolo), ma possono riguardare la forma perché ogni passaggio deve seguire con accuratezza la procedura seguita. La pena, in caso di sbaglio, è l'annullamento.

Caso esemplare di annullamento della cartella 

Un iter che si è concluso di recente con la vittoria del cittadino. I giudici, infatti, hanno accolto la tesi del legale della donna basata sull’illegittimità della richiesta.

Termina con il lieto fine l’incubo legato alla somma stratosferica richiesta a proposito di una presunta evasione decennale di tributi come Iva, Irap e Irpef. La difesa della donna si è basata sulla illegittimità della notifica effettuata per posta elettronica certificata, sulla prescrizione delle cartelle che portavano la data del 2004, 2005 e 2007, e infine sulla decadenza dal potere dell’Agenzia statale di poter esigere il pagamento. 

L’ex Equitalia, con due avvocati costituiti in giudizio, ha presentato ben due memoriali puntando sulla responsabilità del contribuente e, dunque, della legittimità dell’intimazione di pagamento emessa lo scorso autunno. Ma per i giudici della commissione tutto ha portato a pendere favorevolmente per la donna di Scafati.

Notifica Pec cartella Agenzia delle entrate

Proprio la notifica è uno dei motivi che porta all'annullamento di un gran numero di cartelle esattoriale. In particolare il confronto è la legittimità dei documenti inviati in formato pdf via Pec. Da una parte la posta elettronica certificata ha valore legalo ovvero lo stesso di un raccomandata con ricevuta di ritorno. Ma dall'altra il formato pdf è ritenuto non idoneo in quanto editabile.

Prima di una storica pronuncia della Corte di cassazione che lo ha ammesso a ben precise condizioni, accogliendo le tesi dell'Agenzia delle entrate, il solo formato ammesso è stato il p7m perché ritenuto immodificabile.

Al fisco rimane comunque l'obbligo di dimostrare di avere provveduto alla notifica in forma di documento informatico e non di copia informatica di documento cartaceo, di documentare la corrispondenza tra il messaggio originale e quello trasmesso via posta elettronica certificata e la regolarità della trasmissione telematica dell'atto.

Ti è piaciuto questo articolo? star

Commenta la notizia
di Luigi Mannini pubblicato il