Agenzia Entrate, se non si paga multa e cartella cosa succede dopo notifica accertamento

Rischi che si corrono se non si pagano imposte all’Agenzia delle Entrate e relativo accertamento: passaggi, procedure e possibilità di regolarizzazione pagamenti

Agenzia Entrate, se non si paga multa e

Agenzia Entrate pagamenti cartella dopo notifica accertamento

Cosa può succedere se non si paga la multa e la sanzione nella cartella del fisco una volta che è stata norificata ed è stato presentato avviso e notifica di accertamento?  Vediamo le varie situazioni e scenari.

Quali rischi corre chi non paga le tasse all'Agenzia delle Entrate? Si tratta di una domanda che assilla tanti, considerando che le Entrate rappresentano il vero spauracchio del nostro Paese. Vediamo dunque cosa accade se non si pagano le tasse all'Agenzia delle Entrate.

Agenzia delle Entrate: cosa accade se non si pagano le tasse

Le conseguenze legate all'omesso pagamento delle tasse possono riguardare il pignoramento dei beni personali, da stipendio o pensione, a conto corrente e casa. Ma non si tratta di un provvedimento che scatta subito. E' necessario, infatti, sapere che il pignoramento scatta solo dopo il mancato pagamento di una eventuale cartella a seguito di accertamento. Esiste, infatti, il passaggio intermedio tra l’accertamento del credito e l’avvio dell’esecuzione forzata che spetta all’agente per la riscossione esattoriale, cioè l'Agenzia Entrate Riscossione.

Dunque, le conseguenze per chi non ha pagato le tasse arrivano dopo diversi passaggi che la stessa Agenzia delle Entrate. Quando un contribuente non versa le tasse dovute, l'Agenzia delle Entrate avvia un accertamento di errori o omessi pagamenti, per evitare l'evasione delle imposte e accertato il mancato pagamento invita il contribuente al pagamento della somma dovuta. L'invito a versare le tasse non pagate avviene tramite il cosiddetto avviso di accertamento che le stesse Entrate inviano al contribuente.

Agenzia delle Entrate: cosa accade se non si paga cartella dopo accertamento

Se una volta ricevuto l'accertamento, il contribuente dovesse continuare a non pagare, allora la somma dovuta viene iscritta a ruolo, vale a dire l'Agenzia delle Entrate delega l’Agenzia Entrate Riscossione a recuperare quanto dovuto in maniera coattiva. A quel punto, l’esattore notifica al contribuente che non ha pagato la cartella esattoriale. Questo step rappresenta l’ultimo avviso perché il contribuente paghi senza alcuna conseguenza altrimenti poi si procede con l’esecuzione forzata e il pignoramento dei beni da parte di Agenzia Entrate Riscossione. Prima, dunque, che i propri beni vengano pignorati in caso di mancato pagamento di tasse e successiva ricezione di cartella, è possibile regolarizzare la propria posizione versando quanto dovuto non appena si riceve l’avviso di accertamento.

Chi non paga le imposte dirette, Irpef, Ires, Irap, e Iva all’Agenzia dele Entrate può essere soggetto anche al cosiddetto avviso di accertamento esecutivo ma il pignoramento avviene sempre su decisione dell’Agenzia Entrate Riscossione che prima avvisa il contribuente del provvedimento informandolo di aver ricevuto da parte del fisco il compito di avvio degli atti esecutivi. Nel caso dell’omesso pagamento delle imposte dirette, salta dunque il passaggio di invio della cartella esattoriale, per cui o si paga subito o si è soggetti a pignoramenti di beni. E’ bene sottolineare che esistono anche somme di denaro oltre una certa soglia che se non pagate possono portare il contribuente addirittura a commettere reato.

Agenzia delle Entrate e mancato pagamento tasse: tempi di accertamento

Per evitare pignoramenti e prelievi forzati, il contribuente può regolarizzare la sua posizione attraverso il cosiddetto ravvedimento operoso che prevede l’aggiunta di sanzioni alla somma dovuta. Una volta effettuato il pagamento, il contribuente non avrà più alcun problema con l’Agenzia delle Entrate.

Quanto tempo ha l’Agenzia delle Entrate per accertare il mancato pagamento delle imposte da parte del contribuente e pretendere il versamento delle somme dovute? Sono diversi i termini fissati per quanto riguarda il tempo che le Entrate hanno per verificare un eventuale mancato pagamento delle tasse e notificare i relativi avvisi di accertamento. I termini, in particolare, sono:

  1. entro massimo il 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi se questa è stata presentata ma è stata omessa l’indicazione di un compenso o un corrispettivo percepito;
  2. entro massimo il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere presentata la dichiarazione dei redditi in caso di totale presentazione di quest’ultima.

Trascorsi i termini sopra indicati, qualsiasi provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sarà illegittimo.