Come fare ricorso per multe coronavirus prese per essere usciti di casa per coronavirus

di Marianna Quatraro pubblicato il
Come fare ricorso per multe coronavirus

Come fare ricorso multe coronavirus usciti casa

Come e quando presentare ricorso contro multe per essere usciti durante coronavirus: casi, controversie e procedura

Uscire di casa ed essere multati: è questo il rischio che si corre ai tempi del coronavirus se si violano le norme di contenimento del contagio da Covid-19 decise dal governo. Vietati gli spostamenti da un Comune ad un altro, vietato uscire di casa senza un valido motivo, vietato fare attività fisica nei parchi e lontani da casa e in aggregazione con altre persone, si fosse anche solo in due, vietato camminare a distanza ravvicinata con altri ma mantenere il metro di distanza raccomandato, vietato andare a fare la spesa non per beni di prima necessità.

Insomma, sono tanti i divieti emessi che ormai, a distanza di un mese di blocco totale del Paese, rischiano di diventare delle vere e proprie mannaie soprattutto interpretative. Il problema è che tutti i trasgressori sono stati, e vengono ancora, multati. E iniziano a fioccare i primi ricorsi. Vediamo come fare ricorso per multe per coronavirus prese per essere usciti di casa.

Multe coronavirus prese per essere usciti di casa e ricorsi

Dal mese di marzo sono centinaia di migliaia le persone multate per aver trasgredito le misure di contenimento volte ad arginare la diffusione del coronavirus e che hanno imposto, misure tutt’ora in vigore, restrizioni e divieti ai movimenti individuali. Stando a quanto deciso dal governo si può uscire solo per:

  • motivi di salute;
  • motivi di lavoro;
  • comprovata necessità, per esempio andare la fare la spesa, andare in farmacia, recarsi ad una visita medica importante e improrogabile.

Se beccati fuori casa non per i motivi appena riportati fioccano e sono fioccate multe. Il problema oggi, però, è di interpretazione delle norme anche in base ai diversi casi. Molte multe sono state fatte per i seguenti casi:

  • beccati a fare una passeggiata ma non proprio nelle vicinanze di casa, tuttavia c’è da considerare che se chi vive in una grande città dovrebbe rispettare la distanza dei 200 mt entro i quali ci si può muovere (e nemmeno in tutte le regioni è stata imposta tale distanza), chi vive in aperta campagna pur allontanandosi di casa anche di 500 mt non dovrebbe essere multato perché se scopo delle multe è contenere la diffusione del virus, se si vive isolati e non si rischia di incontrare persone, non si crea alcun problema ad allontanarsi di casa più del dovuto;
  • ritorno a casa dal lavoro a tarda sera, è il caso per esempio di alcuni professionisti rimasti più a lungo in studio, come può accadere in qualsiasi momento dell’anno più intenso da un punto di vista lavorativo, ma multati perché tornare a casa alle 10 o 11 di sera dal lavoro non è risultato per le forze dell’ordine compatibile con le misure di contenimento in atto;
  • aver fatto la spesa di cose futili, ci sono casi in cui i cittadini sono stati fermati e multati perché pur dichiarando di essere andati a fare la spesa al momento del controllo hanno mostrato buste con bottiglie di vino o beni futili.

Sono certamente casi estremi che in alcuni casi sono stati puniti con multe da parte delle forze dell’ordine, tutto ormai autorizzate a fare multe, in altri, invece, le stesse forze dell’ordine si sono mostrate più tolleranti. E così, per esempio, può capitare che fermati nelle stesse circostanze, alcuni cittadini sono stati multati perché fermati da forze dell’ordine intransigenti e altri no.

In ogni caso, considerando che alcune circostanze in cui sono state fatte multe sono piuttosto controverse e dubbie, i cittadini hanno anche la possibilità di presentare ricorso.  

Come fare ricorso per multe coronavirus per essere usciti di casa

La procedura per fare ricorso contro le multe prese per essere usciti di casa durante l’emergenza coronavirus prevede:

  • non pagare la multa;
  • inviare degli scritti difensivi per raccomandata a/r o PEC, in carta libera entro 30 giorni dal momento in cui si riceve il verbale all'Autorità Competente indicata sul verbale;
  • entro i 5 giorni successivi l’Autorità interpellata accoglie o rigetta gli scritti difensivi ed emette un’ordinanza ingiunzione;
  • entro 30 giorni dalla notifica davanti al giudice di pace il trasgressore può presentare ricorso.

Precisiamo che il termine per gli scritti difensivi o il ricorso sono sospesi fino al 15 maggio, per parte dal prossimo 16 maggio il termine dei 30 giorni entro cui presentare eventuali ricorsi.

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