Fisco, riscuotere entro cinque anni. Pronuncia Cassazione

Entro quanto si devono pagare le multe e le cartelle? Ancora una sentenza della Cassazione. E poi una serie di nuove indicazioni sui controlli fiscali e storie

Fisco, riscuotere entro cinque anni. Pro

Fisco, 5 anni per battere cassa


Il Fisco ha precisato i limiti in cui deve esserci la riscossione. Arrivano, inoltre, chiarimenti sugli obiettivi come categorie e le tiplogie di nuovi controlli.
 

Per qualsiasi tipo di multa, anche stradale, il Fisco la può incassare al massimo entro 5 anni e non di più. La prescrizione è entro i 5 anni e non c'è eccezione che tenga come spiegato dall'ultima sentenza della Cassazione. Nello stesso tempo alcune interessanti storie su controlli ed evasioni.

Per quanto riguarda il discorso dei 5 anni massimi in cui il Fisco può cercare di riportare a casa una multa o una cartella, ci ha pensato ancora una volta a sottoscriverlo la Corte di Cassazione con la recente sentenza numero 1997.
L'Alta Corte si è espressa su richiesta di un pagamento di Equitalia di una cartella originaria del 1996, la cui iscrizione era avvenuto il 23 novembre 1999 e l'avviso di mora (che poi era l'oggetto di quetso ricorso nel 2009, esattamente il 18 marzo. A questo punto fa fede, come termine quello al massimo di iscrizione e non di richiesta di pagamento e quindi la prescrizione si deve considerare assolutamente e largamente avvenuta come richiesto dal debitore che si era visto arrivare la richiesta di pagamento e a cui i giudici hanno dato ragione

Cambio controlli Fisco

Cambia il contrasto all'evasione fiscale e l'Agenzia delle entrate è pronta a scatenare un'offensiva più attenta. Nonostante il record di tasse recuperate sbandierato dal governo, molto è cambiato e tanto altro cambierà. E il tutto avviene in un contesto in cui viene assegnato uno spazio maggiore agli enti locali. Basti vedere il recente accordo sottoscritto tra Agenzia delle entrate e Comune di Grosseto. Stando allo schema di intesa, che potrebbe essere replicato anche in altre città, il Comune invierà alle Entrate le segnalazioni qualificate e individuerà quei casi su cui concentrare l'attività, oltre alle tempistiche e alle modalità operative più adeguate per ottenere i migliori risultati nella lotta all'evasione fiscale, secondo criteri di efficienza ed economicità dell'azione amministrativa, così come stabilito dalle parti.

Succede allora che gli ultimi due governi sostengono di aver raggiunto livello da record di recupero dell'evasione, oltre la soglia dei 20 miliardi di euro. Ma si tratta di una cifra contestata perché a fare la differenza - in questo caso come in passato con altri governi - è la modalità di calcolo ovvero cosa si far rientrare in questa cifra. Per molti analisti è infatti scorretto sommare il recupero di gettito ottenuto dall'Agenzia delle entrate con l'attività di controllo o con gli avvisi ai contribuenti, così come le entrate straordinarie e una tantum dei condoni. Insomma, tra antieconomicità e riqualificazione di costi, controllo della dichiarazione, disconoscimento di costi e agevolazioni, incrocio dei dati, questionari verifiche in studi e imprese, c'è molto da studiare e da analizzare fino in fondo prima di poter dire che il modello implementato sia perfetto.

A ogni modo, cambia la lotta all'evasione e il fisco adotta nuove strategie e prende di mira settori ben precisi. Quanto fatto evidentemente fino a questo momento non è stato sufficiente o comunque si può fare molto di più per recuperare terreno e soldi evasi da persone fisiche e autonomi, piccole e medie imprese, grandi contribuenti. Ad esempio con l'invio di più lettere. L'aumento dei destinatari degli alert preventivi è attribuibile alle nuove comunicazioni dei dati di liquidazioni Iva e fatture. Con il riassetto a livello centrale dell'Agenzia delle entrate sono da mettere in preventivo controlli differenziati sulle tipologie di contribuenti e imprese. E poi carte di credito, prodotti assicurativi, compravendita di oro e preziosi diventano adesso le nuove spie per misurare il livello di sommerso.

Più in generale, il focus delle Entrate e su ripresa a tassazione dei costi per servizi infragruppo; omessa fatturazione da parte dei professionisti; contestazione delle fatture soggettivamente inesistenti; crediti di imposta a seguito di agevolazioni; ripresa a tassazione dei compensi erogati agli amministratori, recupero a tassazione delle spese che in apparenza sono esenti; recupero di spese non riaddebitate al cliente; recupero degli interessi sui finanziamenti infruttiferi infragruppo.