Lettere Fisco a migliaia contribuenti: liti fiscali pendenti e avvisi bonai IVA

In seguito ai consuetudinari controlli automatici, l'Agenzia delle entrate ha preso carta e penna e sta inviando migliaia di lettere ai contribuenti italiani.

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Lettere Agenzia Entrate a migliaia italiani


L'Agenzia delle Entrate proverà in questi giorni a stabilire un contatto improntato alla collaborazione con i contribuenti italiani, notoriamente poco amichevoli quando si tratta di pagare le tasse. In arrivo avvisi bonari per risolvere le questioni legate al pagamento dell'iva e per la risoluzione di liti fiscali pendenti. Conviene approfittarne.

Attenzione quando bussano alla porta: potrebbe essere il postino con in mano una lettere con la busta di colore verde. Si tratta di cartelle di pagamento con avvisi e comunicazioni evidentemente poco graditi. Succede perché l'oggetto delle cartelle è praticamente sterminato e include imposta regionale sulle attività produttive, imposta sulle successioni e donazioni, tassa sulle concessioni governative, tributi speciali catastali, imposte sui redditi e relative imposte sostitutive, imposta sulle assicurazioni, oneri e relativi accessori, tasse automobilistiche, imposta di registro, sanzioni amministrative in materia tributaria, imposte ipotecaria e catastale, tasse ipotecarie, imposta di bollo, imposta sul valore aggiunto, tassa sui contratti di borsa, altri tributi indiretti.

Ma soprattutto perché l'Agenzia delle entrate sta inviando circa 100.000 lettere ai contribuenti in seguito ai risultati di controlli automatici. Il valore della lite si determina al netto di eventuali importi annullati in sede di autotutela parziale, di quelli definiti a seguito di conciliazione o mediazione che non abbiano definito per intero la lite, o per cui si sia formato un giudicato interno sfavorevole all'Agenzia delle entrate. Nei casi in cui l'ufficio, in esercizio del potere di autotutela, abbia annullato in parte l'atto impugnato, deve ritenersi non più pendente la parte del rapporto controverso oggetto di annullamento.

Liti fiscali pendenti con l'Agenzia delle entrate

Con la chiusura delle liti pendenti il contribuente deve pagare gli importi indicati nell'atto impugnato che hanno formato oggetto di contestazione in primo grado e gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, calcolati fino al 60esimo giorno successivo alla notifica dell'atto. Si possono definire le liti il cui ricorso sia stato notificato alla controparte, cioè all'ufficio delle Entrate, entro il 24 aprile di quest'anno. È stabilito che le controversie tributarie in cui è parte l'Agenzia delle entrate si possono definire con il pagamento di tutti gli importi di cui all'atto impugnato che hanno formato oggetto di contestazione in primo grado e degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo; in caso di controversia relativa solo agli interessi di mora o alle sanzioni non collegate ai tributi per la definizione è dovuto il 40 per cento degli importi in contestazione. Occorre fare presente come la definizione non dà comunque luogo alla restituzione delle somme già versate anche se di ammontare superiore a quanto dovuto.