Rottamazione liti pendenti: importi calcolo. E regole nuove cartelle e multe già in vigore e in arrivo per tutti

Nuove importanti precisazioni delle Entrate in riferimento al calcolo degli importi e alle nuove regole sulle liti pendenti. Attenzione, mancano pochissimi giorni.

Rottamazione liti pendenti: importi calc

Liti pendenti: calcolo importi e nuove regole


Una serie di chiarimenti per le Agenzie delle Entrate sulla rottamazione liti pendenti con delle regole meno rigide e come fare anche ilc alcolo. Ma anche una seri di cmabiamenti già i atto o che stannoper arrivare per cartelle e multe

I chiarimenti dell'Agenzia delle entrate sulle liti pendenti sono continui, a dimostrazione di come siano tanti i cavalli delle nuove regole a cui prestare attenzione. Succede perché c'è una data da segnare sul calendario ed è quella del 2 ottobre 2017, giorni di scadenza sia de pagamento della prima o unica rata delle liti pendenti e sia per la presentazione della domanda di definizione agevolata delle cartelle tributarie e delle multe non pagate. Diventa perciò indispensabile sapere quali sono le liti definibili, come effettuare il calcolo ovvero come determinare le somme per la chiusura e dove trovare il modello per la presentazione della domanda. Almeno sotto quest'ultimo punto di vista, la procedura è semplice, considerando che è scaricabile dal sito dell'Agenzia delle entrate in formato elettronico. Per presentare la domanda occorre affidarsi a un intermediario abilitato o recarsi presso un Ufficio delle Entrate. Naturalmente è possibile procedere anche in via autonoma, a patto che si sia abilitati ai servizi telematici dell'Agenzia.

Liti pendenti: calcolo importi e nuove regole

Risolvere in questo modo le liti pendenti con l'Agenzia delle entrate permette di pagare

  1. tutto l'importo subito
  2. in due o tre rate se la somma da corrispondere è maggiore di 2.000 euro

Rientrano in questa situazione solamente le liti in cui il ricorso in primo grado è stato notificato entro il 24 aprile 2017 e che sono appunto pendenti ovvero il processo è in corso. Come mette adesso nero su bianco l'Agenzia di Via XX Settembre, dagli importi dovuti si scomputano quelli già versati e quelli dovuti per la definizione agevolata, senza prevedere distinzioni tra somme versate a titolo di imposta, di sanzioni o di interessi. Provano a fare un esempio concreto, nel caso di una situazione di questo tipo:

  • Irpef + interessi 250.000 euro
  • Addizionale regionale + interessi 8.000 euro
  • Irap + interessi 22.000 euro
  • Addizionale comunale + interessi 2.000 euro
  • l'importo lordo dovuto è pari a 283.000 euro

A tal proposito, è necessario versare gli importi richiesti con l'atto impugnato, ma non le sanzioni e gli interessi di mora, con due ulteriori precisazioni:

  1. non vanno corrisposti gli importi pagati in pendenza di giudizio
  2. è prevista la riduzione del 40 per cento delle somme se la lite pendente riguarda solo sanzioni non collegate ai tributi o interessi di mora

Nel caso di lite pendente contro atti dell'agente della riscossione, gli importi da versare devono essere calcolati facendo riferimento all'atto presupposto, ove attraverso l'impugnazione sia stata contestata la validità dell'atto dell'Agenzia delle entrate. Quindi, come viene precisato, il termine da cui far decorrere il calcolo dei 60 giorni è quello della notifica dell'atto presupposto.

E cosa succede con le somme versate a titolo provvisorio da parte dei coobbligati che non aderiscono alla definizione agevolata? Possono essere scomputate dall'importo lordo dovuto per la definizione? L'Agenzia delle entrate dedica un ampio spazio a questo aspetto, spigando che la definizione perfezionata dal coobbligato giova in favore degli altri, inclusi quelli per i quali la controversia non sia più pendente. In ogni caso, la definizione delle liti pendenti non dà comunque luogo alla restituzione delle somme già versate anche se superiori rispetto a quanto dovuto. Di più: ciascun coobbligato solidale che si avvale della definizione non può scomputare dalle somme dovute per la definizione i versamenti già effettuati a titolo provvisorio dagli altri coobbligati che non si sono avvalsi personalmente di questa possibilità.