Medico scoperto che non dichiarava, evasore totale. E sei storie simbolo che fanno capire molto

Continuano ad essere rese note storie di evasione fiscale totale o parziale, e L'agenzia delle Entrate si dice pronta a rendere i controlli più severi e stringenti per tutti.

Medico scoperto che non dichiarava, evas

Rossano, scoperto medico evasore totale


Un medico, evasore totale, è stato scoperto a Rossano in Calabria che non dichiarava compensi per 150mila. E altre sei storie simboliche per diversi aspetti.

Nonostante si dica che l'evasione fiscale non sia mai tata combattuta in modo così efficace e che i risultati sono ottimali continuano a venire alla luce storie di evasione fiscale anche totale quotidiniamente che lasciano perplessi sulle strette e i controlli più rigidi che sono anche stati annunciati.

La storia del medico evasore totale

A Rossano, la Guardia di Finanza ha scoperto un medico che, nonostante avesse ben due studi aperti al pubblico in città, uno dal 2014 e uno dal 2015 non aveva mai dichiarato le tasse, risultando, quindi, un evasore totale

Le indagini della Gdf sono state portate avanti sia attraverso database e conti correnti, sia nell'anasli di una documentazione extracontabile, una sorta di contabilità parallela, portata avanti dal medico che sono riusciti ad accetare una evasione totale di 150mila euro con imposte non dovute per almeno 52mila euro.
Di questi 150mila euro, 90mila vengono dal lavoro da dipendente non dichiarato e gli altri da consulenze mediche.
Tutta l'indagine ora è nella mani dell'Agenzia delle Entrate che potrà procedere anche al blocco dei beni per tutelare l'ventuale impossibilità del professionisti di restituire le tasse non pagate con le corrispondenti multe

Una seconda vicenda

Il professionista era conosciuto ovunque perché erano in tanti ad avvalersi dei suoi servizi nel campo della progettazione di opere edili nel settore residenziale, industriale e commerciale. Solo il fisco non sapeva chi fosse perché, stando alle indagine dei finanzieri della Compagnia di Saronno, non avrebbe dichiarato i ricavi e dunque pagato le tasse. La contestazione è presto detta: l'emissione di regolari parcelle, ma l'altrettanto regolarità nel non presentare la dichiarazione annuale ai fini delle imposte sui redditi e dell'Iva. Tanto per intenderci, il giro d'affar contestato ovvero la sottrazione di materia imponibile ai fini delle imposte sui redditi ammonterebbe a circa 600.000 euro per una presunta evasione Iva di oltre 100.000 euro.

Per arrivare a questa conclusione, gli uomini della Guardia di finanza hanno fatto riferimento alle banche dati e alla documentazione bancaria ovvero hanno incrociato le informazioni di cui sono entrati in possesso, giungendo all'ipotesi investigativa della omissione sistematica della presentazione della dichiarazione annuale ai fini delle imposte sui redditi e dell'Iva. Come hanno tenuto a far sapere, l'attività dei finanziari va inquadrata nell'ambito di un'azione più complessiva finalizzata al contrasto dei fenomeni di evasione più gravi attraverso mirati interventi ispettivi sulla base dell'incrocio di elementi contenuti nelle banche dati disponibili.

Due solo allora le indicazioni che emergono con chiarezza. La prima è volontà di andare oltre alla cattura dei pesci più grandi ovvero dei grandi evasori che, anche mediaticamente, assicurano più riscontro e danno l'impressione dello sforzo nel ripristino delle necessarie condizioni di giustizia e solidarietà tra Stato e cittadini. La seconda è la possibilità in mano ai finanzieri di disporre di un più ampio ventaglio di strumenti, anche da incrociare così da ridurre gli insuccessi e aumentare il tasso di efficacia, per individuare gli evasori del fisco italiano.

Una terza storia

Ormai anche sui morti non si pagano le tasse. Così hanno titolati diveri giornali locali, per raccontare l'evasione totale di una impresa funebre operatte nel Consentio che da ben 5 anni non aveva mai pagato le tasse su tutti i funerali e cremazioni organizzazione ed eseguiti. Le Fiamme gialle hanno scoperto tutto grazie ad una serie di accertamenti e verifiche incrociate che hanno permesso di poter risocntare almeno 400mila di utile facendo scattare scattare tutte le sanzioni anche per l'iva non pagata. 

un quarto esempio

Una società che lavora nel campo dell'edilizia per la costruzioni e le ristrutturazioni è stata scoperta come evasore fiscale totale dall'Agenzia delle Entrate per più di due anni operante senza dichiarare nulla. La società ha la propria sede a Cagliari.
Il controllo fiscale era partito per l'iva in modo aprticolare, ma le Fiamme Gialle hanno compreso che qualcosa non andava e con una serie di ispezioni ulteriori e trovando dei documenti occultati dalla contabilità ufficiale ha potuto constatare una evasione fiscale totale durata per almeno 24 mesi con un cifra di 357mila euro circa non dichiarata a cui si deve aggiungere la corrispondente iva non versataanch'essa completamente.

Un quinto

Di circa due settimane fa, risale una altra evasione totale che avevamo già raccontato ed era stata definita come una evasione perfetta, o quasi perchè poi è stato trovata dalla Guardia di Finanza che era partita da una normale indagine di controllo e aveva trovato un ristorante in Umbria perfettamete in regola con documenti senza una virgola fuori posto, assolutamente, appunto, perfetti. Vi erano tutte le fatture perfettamente in ordine così come tutti gli altri documenti previsti per legge.

L'unica cosa era che i prezzi erano particolarmente bassi e dopo una serie di accertamenti si è capito che qualcosa poteva non quadrare. E infatti, tutti i documenti erano in ordine, peccato che non venivano per nulla trasmessi al Fisco. E così il ristorante che appariva un contribuente modello, o meglio il suo proprietario, in realtà evadevano totalmente. 

E la ricostruzione della cifra è stato piuttosto facile farla, basta vedere tutte le fatture di entrata e
uscita che erano state diligentemente inserite. Ed  uscita così un totale di circa  un milione di euro di giro d'affari

E un sesto

La Guardia di Finanza di Ragusa ha scoperto 20 società che, invece, di occuparsi, come avrebbero dovuto di gestione e vendita di prodotti ortofrutticoli, erano solo delle aziende di facciata che facevano finte fatture e che favorivano anche assunzioni fittizie, in modo particolare si sarebbe trattato di circa 415-420 braccianti agricoli.
Almeno 4 di queste società non avevano nè la sede nè nessun mezzo per gestire un giro di fatturato e di vendita dei prodotti così importanti e per la questo la Guardia di Finanza ha inziato le indagini che hanno erificato che nè in entrata nè in uscita avevano sui conti correnti tali somme di denaro.
Anche se, comunque, l'attività doveva essere lucros, visto che la GDF ha sequestrato un patrimonio tra valori immobili e mobili di circa 3 milioni di euro e ha poi chieto l'annullamento all'INPS dei contratti di assunzioni falsi. 
L'evasioen totale si stima intorno ai 10 milioni di euro e 1 milione e mezzo di euro per i lavoratori falsamente assunti