Multe e accertamenti 2020 sempre di più via Pec a nostra insaputa. Ecco cosa accade

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Multe e accertamenti 2020 sempre di più

Accertamenti e multe via Pec

Se il contribuente non consulta con regolarità la casella Pec non può sapere di aver ricevuto una multa e intanto gli effetti della notifica vanno avanti.

Per qualcuno si tratta di una grande comodità, ma per altri le facilitazioni che arrivano dalle nuove tecnologie rappresentano un bel problema, almeno fino a quando non acquisiscono la giusta confidenza.

Il riferimento va alle multe e agli accertamenti che, in base alle nuove norme 2020, possono essere inviate dai comuni anche via Pec ovvero Posta elettronica certificata.

Succede quindi che con pochi click il contribuente che si trova in difetto - pensiamo ad esempio alla ricezione di una multa auto - può consultare la notifica del verbale anziché affrontare lunghe code all'ufficio postale per il ritiro della raccomandata.

Ma dall'altra parte, a differenza di quanto avviene con la posta cartacea, il destinatario non riceve alcun avviso di ricezione della corrispondenza. Il risultato è presto detto: se non consulta con regolarità la propria casella Pec non può sapere di aver ricevuto una multa auto. Poco male se non fosse che gli effetti della notifica sono già scattati. Analizziamo insieme

  • Multe via Pec nel 2020, le conseguenze
  • Accertamenti e multe via Pec a propria insaputa

Multe via Pec nel 2020, le conseguenze

Le novità sono entrate ufficialmente in vigore e multe e accertamenti sono recapitati con sempre maggiore frequenza via Posta elettronica certificata. E non si tratta solo delle multe auto per aver infranto una norma del Codice della strada.

Di mezzo ci sono spese comuni come le rette degli asilo o anche gli oneri di urbanizzazion come Tari, Imu, Tasi, ma anche permessi comunali o per nezoi e professionisti qualciasi cartella inviata dal Comune (che tavlvolta risucote anche oneri dovuti alle tasse). In buona sostanza sono tutti coinvolti, anche e soprattutto i professionisti che hanno l'obbligo di attivare e comunicare la propria Pec ai Collegi di appartenenza, agli Ordini professionali (ingegneri, architetti, medici, giornalisti, notai, avvocati, solo per citarne qualcuno) o al Registro delle Imprese.

Stessa incombenza per le imprese, anche individuali. Proprio i tempi di notifica diventano centrali perché scattano al momento dell'accettazione del sistema e quindi subito dopo l'invio della corrispondenza via web da parte del comune. Buona prassi prevede la consultazione frequente dela propria Pec, ma nei fatti non sempre avviene.

Ma non mancano neppure i semplici cittadini.

Accertamenti e multe ricevuti via Pec a propria insaputa

La conseguenza è presto detta: accertamenti e multe ricevuti via Pec a propria insaputa. A quanto pare, con questi cambiamenti i comuni stanno incassando di più rispetto al modo tradizionale di comunicare accertamenti e multe.

Numeri alla mano, sono numerosi i contribuenti che consultano la Pec in ritardo e dunque non riuscendo a mettersi in regola nei tempi previsti e dunque andando incontro a sanzioni supplementari ovvero a costi maggiori da corrispondere oppure a pagamenti in tempi record.

Le norme parlano chiaro: se il contribuente paga entro 5 giorni dalla notifica può ottenere uno sconto del 30% sull'importo richiesto. Se passa alla casa tra il sesto giorno e il sessantesimo è chiamato a pagare la cifra intera. Oltre i 60 giorni va incontro alla procedura di riscossione dell'ente pubblico.

C'è anche un secondo vantaggio economico per i comuni: la riduzione dei costi di invio delle raccomandate, essendo al Posta elettronica certificata a zero spese.

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