Tutor stradali 2019 di nuovo validi. Quando le multe si possono non pagare

di Luigi Mannini pubblicato il

I tutor sono uno strumento in grado di calcolare la velocità media dei veicoli su tratti di strada lunghi dai 10 ai 25 km e definiti da due ‘portali’ con telecamere, una di ingresso e una di uscita

Tutor stradali 2019 di nuovo validi. Qua

Come e quando si possono non pagare le multe dei tutor stradali

I tutor stradali sono stati una delle novità più importanti introdotte negli ultimi anni nel codice stradale. E dopo essere stati disattivati a causa della sentenza della Corte di Appello di Roma che ha accolto la denuncia della piccola azienda toscana, la Craft, che aveva lamentato il plagio di Aspi del proprio progetto, dal 2019 sono di nuovo validi.

I tutor stradali non sono niente altro che lo strumento in grado di calcolare la velocità media percorsa dai veicoli su tratti di strada lunghi dai 10 ai 25 km e definiti da due ‘portali’ muniti di telecamere, uno di ingresso e uno di uscita, a cui sono collegati dei sensori posizionati sotto l'asfalto e di rilevare dunque in tempo reale se ci sono infrazioni che riguardano il superamento dei limiti di velocità da parte di automobilisti semplicemente sbadati, oppure peggio, veri e propri pirati della strada. Visto il ritorno di questo strumento è bene informarsi per sapere quando le multe si possono anche non pagare.

Di nuovo validi i tutor stradali nel 2019

Nel 2019 in molti i tratti autostradali sono di nuovo validi i tutor. Dopo la sentenza della Corte di Appello di Roma che aveva accolto le rimostranze della Craft la piccola azienda toscana che aveva denunciato che il sistema utilizzato da Autostrade per l’Italia non era niente altro che un plagio di un sistema già brevettato i nuovi tutor, che si chiamano SICVe-PM, sono tornati a fare il proprio importantissimo lavoro, su diversi tratti della rete stradale ed autostradale italiana di cui abbiamo riportato nel dettaglio la mappa e le indicazioni della strade e autostrade con le tratte precise

Restituendo sicuramente maggiori garanzie di sicurezza visto che quegli automobilisti che hanno approfittato della vacanza per pigiare al massimo il piede sull’acceleratore. Le rilevazioni della velocità avvengono adesso attraverso le rilevazioni che intercorrono tra due portali che si incontrano dai dieci ai venticinque chilometri. All’ingresso del veicolo, le spire nell'asfalto comunicano alla telecamera l’ingresso fotografando numerosi dati, come per esempio la tipologia di veicolo e l’orario del passaggio.

Lo stesso avviene per l’uscita, quando viene scattata una foto con il rilevamento dell'ora e l’elaborazione dei dati. L’apparecchio è in grado di rilevare se la velocità media del conducente rientri nei limiti prefissati. Se invece è superiore del cinque per cento al limite di velocità scatta immediatamente la multa.

Quando le multe non si possono pagare

Non sempre però la notifica di una contravvenzione equivale all’obbligo di pagare. Ci sono dei casi in cui le multe si possono anche non pagare, come ad esempio quando la multa notificata al conducente per aver superato i limiti di velocità è stata rilevata con un Tutor in modalità autovelox. In questo caso, come ha stabilito anche il Giudice di Pace di Fermo (confermato dal Giudice di Pace di Vasto), la multa è da ritenersi nulla.

La contravvenzione, dunque, è da considerarsi illegittima se il Tutor viene usato come fosse un comune autovelox qualora non si verifichino casi eccezionali, fatto salvo che anche qualora ci siano condizioni particolari debba essere presente il cartello che segnali la sua effettiva presenza. Nel caso in cui l’automobilista che è stato pizzicato a commettere questa infrazione vuole fare ricorso, deve farlo con una richiesta, da inviare entra trenta giorni dal ricevimento della multa, al Giudice di Pace.

Se invece ci si vuole rivolgere alla Prefettura i termini per il ricorso si allungano a sessanta giorni. Le cose si complicano nel caso in cui la violazione del limite di velocità sia notificata da più porte di uscita dei Tutor. Il conducente del veicolo che vuole contestare la sanzione, dovrà presentare ricorso a tutti gli Uffici del Giudice di Pace di competenza coinvolti dalla sanzione, un’azione onerosa.

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