Casa in affitto, spese ripartizione tra inquilino e proprietario. Chi deve pagare cosa

Bisogna fare una distinzione a seconda che inquilino e proprietario abbiano stipulato un contratto a canone libero oppure a canone concordato. In quest'ultimo caso le regole sono molto precise

Casa in affitto, spese ripartizione tra

Quali sono le spese da ripartire tra il proprietario e l'inquilino per la casa in affitto? Scoprilo leggendo il nostro articolo

Chi ha intenzione di dare una casa in affitto dovrà informarsi anche sulla ripartizione delle spese. Non tutte infatti sono assegnate a una figura in particolare, ma a seconda di cosa prevede il contratto che viene stipulato tra inquilino e proprietario, sono previsti comportamenti ben precisi. Vediamo allora chi deve pagare cosa.

Ripartizione spese tra inquilino e proprietario norme 2019

Per quanto riguarda le spese tra inquilino e proprietario le norme valide nel 2019 sono molto chiare e tracciano il confine della ripartizione tra quello che è compito dell’inquilino e quello che invece spetta al proprietario. In realtà bisogna fare una prima distinzione a seconda che inquilino e proprietario abbiano stipulato un contratto a canone libero, e in tal caso le due figure possono accordarsi liberamente sulla ripartizione delle spese da dividere. Discorso diverso invece per quel che riguarda i contratti stipulati con il canone concordato. In questo caso le norme 2019 sono chiare e stringenti.

Casa in affitto chi deve pagare cosa

Chi ha intenzione di mettere a regime la casa dandola in affitto e anche il potenziale affittuario devono quindi sapere bene chi deve pagare cosa. Ad esempio, quando si tratta di pagare le spese indispensabili per godere in maniera ottimale dell’immobili, chi deve contribuire, il proprietario o l’inquilino? La risposta è semplice: queste spese toccano al proprietario che però una volta terminata la locazione, deve ricevere l’immobile nelle stesse condizioni di partenza. Questo significa che l’inquilino deve provvedere a tutti quei piccoli interventi di manutenzione derivanti dal deterioramento o dal consumo risultante dall’uso del bene stesso. Se il deterioramento invece è imputabile a una questione di vetustà le spese devono essere sostenute dal proprietario. Regole che possono essere tralasciate nel caso di un contratto a canone libero che offre la possibilità a proprietario e inquilino di accordarsi anche per il pagamento delle spese condominiali e decidere come fare la ripartizione delle spese. 

Chi deve pagare in caso di spese urgenti

Chi deve pagare allora in caso di spese urgenti, il proprietario oppure l’inquilino? In questo caso, l’inquilino può anticipare le spese e poi farsi rimborsare dal proprietario dell’immobile. Non è raro che in questa circostanza il proprietario può decidere di aumentare il canone di affitto. L’inquilino però ha il diritto di tenere inalterato il costo dell’affitto fino alla scadenza naturale del contratto. Solo dopo sarà possibile rimodulare il canone e l’inquilino, ovviamente, dovrà dare il suo consenso.

Spese da ripartire, la tassa rifiuti e il compenso dell’amministratore

Per quel che riguarda la ripartizione delle spese tra proprietario ed inquilino nel caso di casa data in affitto c’è da capire come comportarsi per quanto riguarda la tassa sui rifiuti ed il compenso previsto per l’amministratore. A meno che le parti non si accordino diversamente, la tassa sui rifiuti è a carico del conduttore. Se, però, il contratto di locazione è inferiore ai 6 mesi, a pagare è il proprietario dell’alloggio, che può comunque addebitare la quota spettante all’inquilino.

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di Luigi Mannini pubblicato il