Cedolare secca per affitti negozi, capannoni 2019. Come funziona, calcolo, esempi

Come funziona la cedolare secca ed estensione anche a immobili commerciali: nuove regole e come presentare contratto

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La cedolare secca è un regime di tassazione introdotto nel 2011 per i contratti d’affitto ad uso transitorio, a canone libero, a canone concordato. La tassazione agevolata sui contratti d’affitto prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva con un’aliquota al 10% sul canone concordato e un’aliquota al 21% sul canone libero. Il contratto d’affitto  ad uso transitorio, già dal 2011, può usufruire della tassazione con cedolare secca con l’aliquota al 21% e dal 2017, in occasione di Telefisco 2017, l’Agenzia delle Entrate ha esteso l’aliquota al 10% del canone concordato anche ai contratti d’affitto ad uso transitorio.

Cedolare secca: come funziona per negozi e capannoni 2019

La nuova Legge di Bilancio 2019 ha esteso il regime della cedolare secca come contratto valevole non soltanto per locazioni di immobili addetti ad abitazioni ma anche per affitti di capannoni, e altri immobili commerciali. La possibilità di scegliere la cedolare secca anche per affitti di capannoni e altri immobili commerciali permette ai locatori di locali commerciali di assoggettare il reddito derivante dall’affitto all’imposta sostitutiva del 21%. Tuttavia, al momento la registrazione dei nuovi contratti con cedolare secca per affitti di immobili commerciali non può ancora essere effettuata con il supporto informatico, perché il software per la procedura web non è ancora stato aggiornato.

Ciò significa che per la registrazione del modello RLI, modulo unico per la registrazione dei contratti d’affitto e per gli adempimenti successivi, valido dunque anche per eventuali proroghe, cessioni, risoluzioni o subentri, si potrà solo usare il modulo cartaceo e presentarlo presso gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate. Il termine per la presentazione del modello RLI e per la registrazione del contratto di locazione è fissato a 30 giorni dalla data della stipula o decorrenza.

Cedolare secca 2019: calcoli ed esempi per affitti immobili commerciali

La cedolare secca per gli affitti di negozi, capannoni e altri immobili commerciali, di categoria catastale C/1, e vale, per esempio, anche per bar, ristoranti, panetterie, botteghe artigiane, orologiai, barbieri. Sono, invece, escluse le altre categorie di immobili, dalla A/10 (uffici) alla C/3 (laboratori). Gli immobili commerciali ammessi alla cedolare secca devono poi avere una superficie non superiore a 600 metri quadri, escluse le pertinenze.

L’aliquota prevista dalla cedolare secca pari al 21 o al 10% comprende imposta di bollo, imposta di registro e addizionali regionali e comunali. Il reddito derivante dalla locazione di immobili con tassazione a cedolare secca non rientra nel calcolo del reddito complessivo a fini Irpef ma rientra nel calcolo del reddito complessivo del contribuente per beneficiare di particolari agevolazioni, come per il calcolo del reddito Isee.

Si tratta di un regime vantaggioso che, però, a quanto pare, implica diversi vincoli. Innanzitutto, l’estensione dei metri quadri come sopra riportato, quindi il fatto che i contratti per cui si può scegliere di applicare la cedolare secca per immobili commerciali devono essere stipulati nel 2019 e poi mancano certezze indicative se l’inquilino possa essere un imprenditore o una società. Sembra infatti, che alcuni uffici dell’Agenzia abbiano inizialmente detto di no a questa possibilità, poi hanno fatto dietrofront.

E' bene precisare che la nuova cedolare secca 2019 per immobili 2019 non vale per i contratti stipulati nel 2019, però, se al 15 ottobre 2018 risulti in essere tra gli stessi soggetti un contratto non scaduto e interrotto in anticipo rispetto alla scadenza naturale.