Come cambiano tasse su casa, catasto e affitti con riforma fiscale 2023 Governo Draghi

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Cedolare secca per gli affitti ad aliquota unica e rideterminazione delle rendite catastali: cosa prevede riforma fiscale 2022 per tasse casa

Come cambiano tasse sulla casa, affitti e norme su catasto con riforma fiscale 2023 Governo Draghi? Si discute ormai da tanto della riforma del catasto, secondo alcuni necessaria per aggiornare un sistema decisamente obsoleto, secondo altri al momento non necessaria perché potrebbe prevedere un aumento delle tasse sulla casa.

Il premier Draghi, alla luce delle novità avanzate sull’ipotesi di una riforma del catasto, ha assicurato che qualsiasi modifica al sistema attuale non implicherà alcun aumento delle tasse sulla casa. Vediamo però come cambiano le tasse su casa e affitti con la nuova riforma fiscale del Governo Draghi.

  • Come cambiano tasse su affitti con nuova riforma fiscale 2022
  • Nuove norme catasto con riforma fiscale 2022

Come cambiano tasse su affitti con nuova riforma fiscale 2022

La riforma fiscale del Governo Draghi con la riforma del catasto dovrebbe prevede novità relative alle cedolari su affitti, con separazione della tassazione sui redditi da lavoro e pensione ad aliquota progressiva dagli altri con tassazione proporzionale.

La cedolare secca sugli affitti oggi prevede un’aliquota ordinaria al 21% e un’aliquota agevolata al 10% per gli affitti a canone concordato nei Comuni ad alta densità abitativa e in quelli sotto i 10mila abitanti che negli ultimi cinque anni hanno subito eventi calamitosi o sisma Centro Italia 2016.

Con la riforma del catasto l’aliquota potrebbe diventare unica e il timore è che la nuova cedolare secca sugli affitti possa implicare un aumento delle tasse per le locazioni delle persone fisiche che affittano un immobile di categoria catastale A (esclusi A10) a scopo abitativo, scegliendo di versare la cedolare secca al posto dell’Irpef ordinaria. 

Nuove norme catasto con riforma fiscale 2022

Insieme alla novità relative alla cedolare secca, la riforma del catasto prevede novità per adeguare entro il 2026 le rendite catastali ai valori di mercato. La riforma potrebbe interessare 39 milioni di persone e 1,5 milioni di società.

Stando a quanto presentato dal Governo Draghi, la riforma del catasto prevede le seguenti novità:

  • ricalcolo delle rendite catastali, cioè dei valori attribuiti agli immobili e che sono base di calcolo di tasse, affitto, e non solo e che derivano da diversi elementi, come superficie dell’immobile, numero di vani, posizione in cui l’immobile si trova, ecc;
  • nuovi meccanismi di aggiornamento periodici delle rendite catastali in base alle oscillazioni del mercato di riferimento;
  • potenziamento degli strumenti a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per mappare e censire gli immobili sconosciuti. 

Si tratta, però di nuove informazioni che non saranno utilizzate per il calcolo della base imponibile dei tributi nè per altre finalità fiscali, per cui non incideranno sulle tasse da pagare con gli aumenti tanto temuti.

Dunque, le novità per il catasto contenute nella nuova riforma fiscale del Governo Draghi non cambieranno le tasse attualmente previste per la casa. La riforma del catasto servirebbe solo per far emergere immobili al momento sconosciuti e non censiti.

Per quanto riguarda case e unità immobiliari di interesse storico o artistico, saranno introdotte agevolazioni per costi di manutenzione e conservazione.