Come difendersi da accertamenti fiscali Agenzia delle Entrate

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Come difendersi da accertamenti fiscali

Come difendersi da accertamenti fiscali

La prima azione da fare quando si è oggetto di un accertamento fiscale che segue i controlli è leggere con attenzione il contenuto dell'avviso. Ecco perché è importante.

Da una parte c'è l'Agenzia delle entrate che è sempre all'erta e che ha rafforzato i suoi controlli e dall'altra c'è il contribuente che deve farsi trovare pronto in caso di accertamento fiscale. In base alla normativa 2019 spetta infatti al controllato dimostrare di aver ragione.

E lo deve fare con prove ovvero documenti alla mano. Cerchiamo allora di capire come difendersi da accertamenti fiscali Agenzia delle entrate ovvero

  • Cos'è un accertamento fiscale
  • Cosa contiene un accertamento fiscale
  • Cosa fare in caso di un accertamento fiscale
  • Come fare ricorso contro l'accertamento fiscale
  • Quali sono gli errori dell'Agenzia delle entrate

Accertamento fiscale, cos'è, come difendersi e fare ricorso

Precisiamo subito che con l'operazione di accertamento fiscale si notifica una pretesa tributaria al contribuente in seguito a un controllo personale da parte dell'Agenzia delle entrate. La prima azione da fare quando si è oggetto di un accertamento fiscale è leggere con attenzione il contenuto dell'avviso.

Perché le strade che portano all'annullamento possono essere sia di sostanza ovvero una pretesa non dovuta da parte del fisco, ma anche di forma.

Ecco dunque che l'avviso di accertamento deve contenere il riferimento dettagliata alla tassa contestata perché non pagata, l'attività di verifica svolta dall'amministrazione e l'indicazione dei tempi entro cui il contribuente può proporre ricorso con la richiesta di annullamento del provvedimento. Per intenderci, si tratta di 60 giorni.

Dopo aver esaminato con estrema attenzione il contenuto dei documenti inviati dall'Agenzia delle entrate, ben sapendo quando scatta l'accertamento fiscale, il contribuente può agire in due modi:

  • invocare l'annullamento in autotutela
  • fare ricorso al giudice competente

In caso contrario ovvero se ritiene di essere in colpa e di non procedere con la difesa, anche perché non ha riscontrato alcun errore formale da parte dell'Agenzia delle entrate, può chiedere la rateizzazione delle somme dovute.

A proposito di errori formali, si ricorda che in caso di assenza del contribuente al momento della notifica dell'atto fiscale, i giudice della Corte di Cassazione hanno spiegato che si considerare valida la consegna anche se il messo notificatore ha dato l'avviso si accertamento a una persona che si è dichiarata autorizzata al ritiro della corrispondenza. 

Pensiamo ad esempio al coniuge o a uno dei genitori che vivono sotto lo stesso tetto.

Difesa dagli errori dell'Agenzia delle entrate

Da parte sua, l'Agenzia delle entrate emette una comunicazione di irregolarità dopo i controlli solo nel caso in cui riscontra (o viene fatto riscontrare) un errore. In questo modo il contribuente può sanare in via bonaria le incongruenze, non ricevere la cartella esattoriale e affrontare il contenzioso che ne segue.

Se il contribuente non risponde alla comunicazione o se l'ufficio dell'Agenzia delle entrate conferma l'indebito e il contribuente non paga quanto richiesto, viene messo in moto la procedura di riscossione. Se il contribuente riconosce la validità della contestazione può invece regolarizzare la propria posizione.

Deve però avvenire entro 30 giorni dal ricevimento della prima comunicazione o di quella definitiva. In termini pratici si concretizza con il versamento di imposta, interessi e sanzione ridotta al 10% in caso di controllo automatico e del 20% di controllo formale.

Se il contribuente pensa che la pretesa tributaria non sia fondata può presentare i documenti in sua difesa. Il contribuente può rivolgersi a un ufficio dell'Agenzia delle entrate o richiedere assistenza a un Caf.

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