Come funziona credito di imposta 30% per pagamenti bancomat e carte di credito POS negozi e commercianti

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Come funziona credito di imposta 30% per

Credito di imposta 30% per pagamenti

Alla base di questi sforzi c'è la volontà di rendere tracciabili tutte le transazioni di denaro così da evitare passaggi sconosciuti al fisco e su cui evidentemente sono evase le tasse.

Non bastano le norme per favorire l'utilizzo della moneta elettronica al posto dei contanti. Sulla base dei dati del Ministero dell'Economia e dell'Agenzia delle entrate, il ricorso a strumenti elettronici come bancomat e carte di credito da parte di negozi e commercianti è ben al di sotto degli obiettivi immaginati da fisco e governo.

Da qui l'idea di proporre agevolazioni come il credito di imposta 30% per pagamenti elettronici per favorire un ricambio che è prima di tutto un cambio culturale.

Alla base di questi sforzi c'è la volontà di rendere tracciabili tutte le transazioni di denaro così da evitare passaggi sconosciuti al fisco e su cui evidentemente sono evase le tasse.

Ci ha adesso pensato la stessa Agenzia delle entrate a fare chiarezza sul provvedimento contenuto nel decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio con la definizione dei termini, delle modalità e del contenuto delle comunicazioni trasmesse telematicamente dagli operatori dei sistemi di pagamento elettronici tracciabili.

Vediamo insieme tutti i dettagli poiché a essere interessati sono anche commercianti e professionisti alle prese con il POS:

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  • Come funziona per pagamenti bancomat e carte di credito POS

Credito di imposta 30% per pagamenti negozi e commercianti

Il decreto fiscale approvato sul finire dello scorso anno ha introdotto un credito d'imposta a favore i negozi e commercianti pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari, oltre che per le transazioni effettuate mediante altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili come il POS.

Condizioni imprescindibile per accedere a questa facilitazione è il conseguimento di ricavi e compensi entro la soglia di 400.000 euro nell'anno d'imposta precedente a quello di riferimento, abbiano conseguito.

Infine, ma non di minore importanza, si tengono contro delle commissioni addebitate agli esercenti in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali dalla data del primo luglio 2020.

Come funziona per pagamenti bancomat e carte di credito POS

Dal punto di vista procedurale, negozi, commercianti e tutti coloro che sono dotati di POS per i pagamenti, sono chiamati a trasmettere una serie di dati utilizzando il Sistema di interscambio dati.

Sono di 6 tipi ed esattamente il codice fiscale dell'esercente, il mese e l'anno di addebito, il numero totale delle operazioni di pagamento effettuate nel periodo di riferimento.

Vanno quindi inclusi il numero totale delle operazioni di pagamento riconducibili a consumatori finali nel periodo di riferimento e l'importo delle commissioni addebitate per le operazioni di pagamento riconducibili a consumatori finali.

Infine, l'ammontare dei costi fissi periodici che ricomprendono un numero variabile di operazioni in franchigia anche se includono il canone per la fornitura del servizio di accettazione.

Definite anche le tempistiche: l'invio dei dati deve avvenire entro il ventesimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento.

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