Come potrebbero aumentare stipendi nel 2023 tra salario minimo, tasse e taglio cuneo fiscale

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Si preparano a cambiare ancora gli stipendi 2023 per effetto delle novità in discussione: di quanto aumenteranno ancora

Come potrebbero cambiare gli stipendi nel 2023 tra salario minimo, tasse e taglio cuneo fiscale? Dopo la riforma delle tasse 2022 che ha rivisto aliquote Irpef sui redditi e detrazioni da lavoro, portando ad un aumento generalizzato degli stipendi, soprattutto in riferimento ad alcune fasce di reddito, si preparano a cambiare ancora gli stipendi 2023, forse con ulteriori aumenti. Vediamo cosa cambierà il prossimo anno per gli stipendi dei lavoratori italiani.

  • Stipendi 2023 cosa cambia con salario minimo
  • Come cambiano stipendi 2023 tra nuove tasse e nuovo taglio del cuneo fiscale

Stipendi 2023 cosa cambia con salario minimo

Il primo elemento che influirà sugli stipendi 2023 cambiandoli in meglio, certamente con aumenti, sarà l’introduzione del salario minimo.

L’Unione europea ha, infatti, definito la direttiva per tutti i Paesi membri sul salario minimo, senza fissare un importo minimo salariale da garantire a tutti i lavoratori indistintamente e senza alcun obbligo di introduzione della misura, ma ritiene che sia necessario stabilire salari minimi adeguati ed equi per garantire un tenore di vita dignitoso a tutti i lavoratori dipendenti e ridurre le disuguaglianze.

Secondo l’Ue, nella maggior parte degli Stati membri il salario minimo è insufficiente a garantire condizioni di vita dignitose a tutti i lavoratori. L’introduzione del salario minimo il prossimo anno, interessando tutti i salari, contribuirà ad aumentare gli stipendi 2023 che tenderanno ad alzarsi fino a 9-12 euro lordi, per cui aumentando gli stipendi base per tutti, aumentano di conseguenza le retribuzioni.

Il salario minimo come aumento degli stipendi 2023 si aggiunge agli aumenti già previsti quest’anno per gli stipendi derivanti dalle nuove aliquote Irpef applicate sui redditi da lavoro, aliquote che si sono ridotte da cinque a quattro privilegiando soprattutto alcune fasce di reddito, e per le nuove detrazioni applicate ai redditi da lavoro.

Potremmo, in generale, dire che per effetto di quanto appena riportato, gli stipendi 2023 potrebbero aumentare di qualche decina di euro, sui 30-40 lordi euro in media

Come cambiano stipendi 2023 tra nuove tasse e nuovo taglio del cuneo fiscale

Gli aumenti degli stipendi 2023 per effetto di salario minimo, insieme a nuova Irpef su redditi da lavoro e nuove detrazioni, potrebbero essere accompagnati da un nuovo taglio del cuneo fiscale, annunciato dal ministro del Lavoro Orlando ma anche bilanciati da aumento delle tasse locali, come l’Irpef comunale.

Stando a quanto riportano le ultime notizie, infatti, nell’ambito della riforma fiscale 2023, il governo sembra voler portare avanti una revisione delle addizionali comunali e regionali Irpef, dando ai singoli Comuni in difficoltà la possibilità di aumentare le addizionali per i propri cittadini.

Per risanare i propri deficit, i Comuni in difficoltà, capoluoghi di provincia, potranno aumentare l’Irpef locale nel caso di un deficit procapite superiore a 500 euro, mentre nel caso di un debito procapite superiore a 1.000 euro si potrà o optare per l’aumento dell’Irpef locale o sostituire l’aumento introducendo una nuova tassa di due euro da applicare a chi si imbarca in porti o aeroporti. 

A spingere, invece, sul taglio del cuneo fiscale il presidente di Confindustria Campania, Luigi Traettino, che ha ribadito come sia necessario tagliare ancora il cuneo fiscale perchè la tassazione sul lavoro in Italia è tra le più alte in assoluto e non si può più aspettare. Bisogna garantire ai lavoratori di avere in busta paga a fine anno circa una mensilità in più e solo questo sarebbe un provvedimento che potrebbe effettivamente sostenere cittadini e famiglie in difficoltà.