Come si spendono i soldi delle tasse, lettera Agenzia lo spiegherà ai cittadini

L'idea di Ruffini: il contribuente versa 20.000 euro in tasse? Allora saprà in quel modo la cifra sarà stata spesa dallo Stato. Ma restano ancora tanti punti interrogativi.

Come si spendono i soldi delle tasse, le

Questione di educazione civica


Il percorso è quello che da tempo il suo direttore Ernesto Maria Ruffini sta illustrando da tempo. L'Agenzia delle entrate deve trasformarsi nell'immaginario comune in una sorta di consulente per i contribuenti. Non solo un ente di riscossione o, peggio, vessatorio pronto a chiedere tasse e imposte e a inviare cartelle esattoriali. Ma un'Agenzia che dialoga, si confronta e gioca molto sull'attività preventiva anziché su quella repressiva. In questo contesto si inserisce la nuova iniziativa, quella di inviare ai cittadini una lettera dettagliata con il resoconto di come lo Stato ha speso i soldi incassati sotto forma di imposte. In questo modo, ragiona l'Agenzia di XX Settembre, si andrà verso una definitivo accertamento dei fatti abbandonando le fallaci percezioni su sprechi e inefficienze.

La lettera dell'Agenzia delle entrate

L'idea è dunque semplice quanto efficace. Il contribuente versa 20.000 euro in tasse? Allora saprà in quel modo la cifra sarà stata spesa dallo Stato. Non sarà naturalmente semplice riuscire a ricostruire un rapporto di così diretta corrispondenza e non resta che attendere per sapere in che modo sarà realmente implementata questa misura. A quanto pare dovrebbe essere organizzata per macro aree ovvero suddivisa per i grandi comparti di spesa come istruzione, sanità o pensioni. Ma siamo ancora nella fase delle ipotesi perché di sicuro c'è ben poco, almeno in via ufficiale.

Il direttore dell'Agenzia delle entrate è parso comunque convinto di questa soluzione e senza voler lasciare nulla di intentato, ha anticipato come la lettera sarà inviata sin dal prossimo anno e presumibilmente con cadenza annuale.

Questione di educazione civica

E lo ha affermato pubblicato ovvero senza passare da indiscrezioni o sondaggi sottotraccia, intervenendo a un convegno di Rete Imprese Italia sulla burocrazia. E forse non a caso ha scelto questa occasione perché sono emerse tutte le criticità nel rapporto delle imprese con la burocrazia italiana. E allora, come spiegato da Ernesto Maria Ruffini, è giusto che si faccia chiarezza sulla spesa pubblica perché è un modo per fare educazione civica in un Paese che ne ha evidentemente bisogno.

Insomma, almeno per una volta quando si riceve una lettera dell'Agenzia delle entrate occorre stare tranquilli e non pensare necessariamente al peggio. Con molta semplicità potrebbe trattarsi solo di un invito a capire come i soldi versati siano stati spesi. Se poi si sia d'accordo o meno su quel modo di impiegare il denaro pubblico è tutta un'altra storia.




Ti è piaciuto questo articolo?





Commenta la notizia
di Luigi Mannini pubblicato il