Conto corrente, la verità su garanzia interbancaria su soldi depositati per crisi banche e truffe

La riforma suggerita dalla Bce introdurrebbe la facoltà delle autorità di sospendere i pagamenti di qualunque conto corrente, senza tenere conto dell'importo depositato.

Conto corrente, la verità su garanzia in

Fondo interbancario di tutela dei depositi


La verità, almeno per alcuni, sui conti correnti e la garanzia interbancaria sui soldi depositati se possa funzionare o meno e come funziona in caso di crisi delle banche e cosa accade per una truffa sul conto corrente che sono in costante crescita. 


Il punto è questo: siamo davvero garantiti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi per le giacenze di denaro inferiori ai 100.000 euro detenuti sui conti correnti? La domanda è inevitabile perché la materia continua a essere oggetto di discussione e la conferma della garanzia è ancora bloccata. Risuonano ancora nelle orecchie dei risparmiatori le parole della Banca centrale europea, secondo cui i depositi di liquidità nelle banche a rischio fallimento, anche inferiori alla soglia di 100.000 euro dovrebbero essere congelati dalle autorità per effettuare prelevare forzosi dai conti correnti in caso di necessità. E non ci sarebbe appunto alcun Fondo di garanzia del Ministero del Tesoro.

Succede perché il recente fallimento di quattro banche italiane (Banca Marche, Banca Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio di Chieti) ha determinato un cambiamento culturale nell'approccio dei clienti nei confronti degli istituti di credito che si riflette nelle scelte degli organismi sovranazionali.

Come funziona il Fondo di garanzia del Ministero del Tesoro e il caso dei conti correnti congelati già successo

Stando alle norme in vigore, il coinvolgimento nelle crisi delle banche è progressivo e prevede nell'ordine le azioni e gli strumenti di capitale, i titoli subordinati, le obbligazioni e le altre passività ammisibili e infine i depositi maggiori di 100.000 euro appartenenti a persone fisiche e piccole e medie imprese. Le garanzie per conti correnti passano appunto dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, ma solo se il risparmiatore detiene una cifra inferiore al tetto di 100.00 euro. Anche le banche con operatività online sono obbligate ad aderire al Fitd. La riforma suggerita dalla Bce introdurrebbe però la facoltà delle autorità di sospendere i pagamenti di qualunque conto corrente, senza tenere conto dell'importo depositato. Nel documento dell'Istituto di Francoforte si legge chiaramente della volontà di modificare la direttiva sulle risoluzioni bancarie.
Vi sono, poi, dei casi dove il congelamento dei conti correnti è già avvenuto come il caso di Banca Idea, lo scorsa 17 Febbraio, dove tutti i correntisti si sono visti congelare tutti i soldi sul proprio conto corrente, perchè la banca era stata commissariata e per misura precauzionale, visto che i debiti erano superiore per tre volte ai crediti vantati, il Commissario stesso aveva chiesto di congelare tutti i risparmi dei correntisti. Poi, la situazione si è sbloccata ma per circa 3 mesi, non si poteva effettuare prelievi, pagamenti, etc, etc e si è sbloccato solo grazie ad un intervento straordinario di Banikitalia e dell'Esecutivo.....

Quei dubbi sul Fondo interbancario di tutela dei depositi

Ma c'è anche chi manifesta dubbi sull'efficacia del Fondo interbancario di tutela dei depositi. E anzi, proprio l'esistenza di questo strumento viene ritenuta una buona ragione per fare un passo indietro rispetto all'opportunità di mantenere ancora attivo il conto corrente e conservare i risparmi. E la ragione suggerita non è solo di opportunità, ma di mero calcolo. Sembrerebbe infatti, sulla base della relazione annunciato dello stesso fondo consortile, che l'ammontare di denaro in custodia sarebbe pari a circa 390 milioni di euro ovvero una cifra irrisoria, essendo corrispondente allo 0,038% del totale giacente attualmente sui conti corrente.

E sempre gli stessi scettici collocano sul tavolo dei ragionamenti altri motivi che renderebbe pericoloso detenere i propri soldi sul conto corrente. Si tratta del rischio inflazione, del rischio bail in, della mancata opportunità di investimento, del rischio prelievo forzoso, del rischio pignoramento fiscale, oltre appunto ai dubbi sul Fondo interbancario di tutela dei depositi.

Truffe

Per quanto riguarda le truffe, il sistema interbancario non risponde e la situazione varia moltissimo in base alle differenti situazioni. Se da una parte, infatti, per quanto riguarda le truffe su carta di credito, le banche o meglio i ciruiti interbancari delle carte di credito sono quasi sempre disposti riconoscere la cifra, anche perchè spesso, si tratta di problemi di sicurezza dei propri sistemi, dall'altra per le truffe bancarie, gli istituti tendono a far caere la colpa sul cliente, sulla sua ingenuità di aver messo online login e password anche inserendoli in siti fraudolenti che apparivano uguali a quelli della banca. Classifiche truffe che arrivano via sms o emai, dove si dice che occorre andare sul sito della propria banca per determinate operazioni o avvisi e vengono così registrate, appunto, i dati personali e rubato il denaro. 
Per riuscire a recuperare i soldi, molte volte, si va in contenzioso e il consiglio è quello di farsi seguire sicuramente da un avvocato o da un asociazione dei consumatori. In diversi casi vi sono state vittorie dei consumatori, perchè la banca doveva, vista la cifra o la destinazione dell'importo del bonifico fraudolento bloccare tutto e chiedere maggiori informazioni al cliente. Come detto, comunque, le situazioni variano di caso in caso.