Conti correnti, controllo Agenzia Entrate. Sette casi in cui può scattare

Quali sono i casi in cui l’Agenzia delle Entrate può avviare controlli sui conti correnti e come funzionano: cosa fare e regole

Conti correnti, controllo Agenzia Entrat

Conti correnti controllo Agenzia Entrate Sette casi

Esistono diversi casi in cui l’Agenzia delle Entrate può far scattare controlli sui conti correnti dei contribuenti, casi che possono risultare ambigui e che spingono a particolari verifiche. Ma di fronte a possibili controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate sono tantissimi gli italiani che nutrono diversi timori. Vediamo, in particolare, quali sono i casi in cui può scattare un controllo sui conti correnti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Controllo Agenzia Entrate: rischi conto corrente cointestato

Nei casi di conti correnti cointestati, esattamente come accade anche per conti correnti singoli, la legge prevede che i soldi derivanti da movimenti come bonifici o versamenti extra vengano considerati reddito imponibile e, in caso di controlli, vengono tassati. Per evitare che questo accada, il consiglio è evitare di accreditare sul conto delle somme di cui non si può dimostrare la provenienza lecita o dimostrare che si tratta di soldi già tassati o esentasse.

Controlli conti correnti: quali sono i limiti per prelievi

Non esistono limiti di prelievi di contanti dal proprio conto, a meno che non siano quelli importi dalle soglie del contratto del proprio conto personale. E’ possibile, infatti, effettuare prelievi dal proprio conto corrente senza alcun limite, a differenza di versamenti e bonifici che in casi di eventuali controlli devono essere sempre giustificati. Ed è importante sottolineare come il limite al trasferimento di denaro contante di 3mila euro non vale per prelievi in banca ma solo per gli scambi tra soggetti diversi.

Indagini Agenzia Entrate: regole conto del coniuge

Le indagini sul conto corrente di un coniuge sono legittime se vi è sospetto di una intestazione fittizia del conto corrente come nei casi di un conto corrente a nome di una moglie casalinga e senza lavoro su cui transitano soldi destinati, in realtà, al marito. In questo caso, come stabilito da una recente sentenza della Cassazione, l’Agenzia delle Entrate può effettuare i controlli fiscali anche al conto corrente del coniuge.

Conto Paypal e altri conti esteri: rischi controlli e pignoramento da Agenzia Entrate Riscossione

Poste e banche hanno l’obbligo di comunicare all’anagrafe tributaria l’elenco delle persone con cui intrattengono depositi e conti correnti e si tratta dati cui può accedere anche l’agente della riscossione per eventuali pignoramenti. Fuori dai propri confini, l’Italia può solo contare sullo scambio di informazioni con Paesi esteri, per accordi, di trattati e di convenzioni, bilaterali e plurilaterali, grazie al quale può sapere se un contribuente detiene depositi e conti correnti all’estero ed eventualmente procedere a eventuali pignoramenti ed espropriazione forzata delle somme. Tutto, però, in base alle regole previste dal Paese in cui si trova il contribuente.

Controlli conti correnti: regole se si è disoccupati

Il proprio conto corrente può essere soggetto a controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate anche nei casi in cui si è disoccupati. Non avere un reddito, infatti, pone ancor più nel mirino di controlli proprio perché sarebbe decisamente una condizione strana da dimostrare quella di un conto corrente cospicuo a nome di qualcuno che non ha reddito.

Accertamento fiscale in caso di acquisto nuova casa: cosa accade

Tra gli altri casi per cui l’Agenzia delle Entrate può avviare controlli sui conti correnti c’è quello di acquisto eventuale di una nuova casa con i soldi ricavati dalla vendita di un’altra casa più alcuni titoli detenuti. In tal caso, però, è bene precisare che l’accertamento fiscale può scattare solo nel caso in cui il valore della spesa supera il 20% del reddito dichiarato. E, inoltre, l’accertamento non scatta subito.

Prima, infatti, che scatti l’accertamento vero e proprio, il contribuente viene contattato per spiegare la provenienza del denaro e ha tutto il tempo e la possibilità di chiarire il fatto che l’acquisto della nuova casa è stato possibile grazie alla vendita di un precedente immobile cui sono state sommate cifre detenute in fondi o altri prodotti finanziari, sempre chiaramente da dimostrare. Se il contribuente non ha nulla da nascondere, non avrà nulla da temere e non ci sarà alcun problema.

Controlli Agenzia Entrate: il caso di chi è in contabilità semplificata

L’Agenzia delle Entrate può avviare controlli anche sui contribuenti in contabilità semplificata e, nei casi di contestazione da parte del fisco, tutti i contribuenti in contabilità semplificata devono dimostrare i movimenti bancari effettuati.

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