Conti correnti controllo sempre più frequenti e severi da Agenzia Entrate. Come difendersi

di Marianna Quatraro pubblicato il

Prelievi, versamenti, estratto conto, saldo, presenza di cassette di sicurezza, pagamenti con carta di credito e bancomat non sono informazioni riservate.

Conti correnti controllo sempre più freq

Controlli su conto corrente, come avvengono

Meglio sapere come difendersi da un accertamento fiscale al conto corrente perché i controlli di Agenzia delle entrate e Guardia di finanza sono adesso più serrati e più penetranti. Di conseguenza è consigliabile sapere in cosa consiste questo tipo di attività e quali sono gli strumenti a disposizione dei contribuenti per non farsi cogliere impreparati. Non va infatti dimenticato che l'onere della prova è a carico del controllato. In pratica spetta a quest'ultimo dimostrare il comportamento fiscale corretto.

Questo è ad esempio il caso del versamento di una somma in contanti sul conto corrente derivante da una vincita al gioco, di una donazione o di un risarcimento per un incidente stradale. Il fisco può sostenere che si tratta di un guadagno illecito, ma spetta al contribuente fornire le prove della liceità di quell'importo. E lo deve fare con documenti alla mano.

Controlli su conto corrente, come avvengono

Occorrre innanzitutto rendersi conto che i movimenti sul conto corrente - prelievi, versamenti, estratto conto, saldo, presenza di cassette di sicurezza, pagamenti con carta di credito e bancomat - non sono informazioni riservate. O almeno non lo sono per la banca in cui è depositato il denaro, per l'Agenzia delle entrate e per la Guardia di finanza. Queste ultime possono richiedere all'istituto di credito tutte le informazioni che ritengono necessarie ai fine dell'accertamento. Ma proprio questo è il punto: il controllo non può essere casuale bensì deve prendere le mosse da indizi di irregolarità.

E sono due gli strumenti da cui nascono i dubbi: l'anagrafe dei conti correnti e il redditometro. Il primo è un grande archivio di informazioni fornite dalle stesse banche. Il secondo misura invece il tenore di vita del contribuente rispetto alle entrate. Se c'è una differenza evidente, nasce il sospetto che si traduce nell'accertamento.

E a dimostrazione della facilità con cui è possibile eseguire questi controlli c'è la non indispensabilità dell'autorizzazione di un giudice terzo. All'Agenzia delle entrate basta il via libera del direttore centrale dell'accertamento o del direttore regionale, alla Guardia di finanza del comandante regionale, da funzionari con qualifica non inferiore a quella di funzionario tributario e da ufficiali non inferiore a capitano.

Norme alla mano, una volta eseguito l'accesso in banca e acquisita la documentazione, il contribuente deve esserne informato anche non esiste l'obbligo del cosiddetto preventivo. In pratica può solo prenderne atto per una difesa successiva.

Come difendersi dai controlli su conto corrente

L'attività di difesa dai controlli su conto corrente prende le mosse da lontano: il contribuente deve farsi trovare pronto a fornire le prove necessarie del comportamento corretto. Se l'obiettivo di Agenzia delle entrate e Guardia di finanza è stroncare l'evasione fiscale, il controllato deve dimostrare che i redditi accertati sono esenti o sono stati già tassati alla fonte. E per farlo non bastano le parole, ma la tracciabilità dei movimenti bancari e del denaro ricevuto.

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