Conto corrente, pignoramenti Agenzia Entrate aumentano. A chi e motivi avvisi in arrivo

Avviati i primi pignoramenti di conti correnti per debiti con il Fisco: polemiche all’indomani della pace fiscale. La situazione

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Crescono, nonostante la pace fiscale, i pignoramenti e gli avvisi e i controlli riguardano ad essi su conti correnti, stipendi e pensioni sono in continuo aumento. Ecco cosa sta accadendo.

Aumentano i pignoramenti di conti correnti, stipendi e pensioni anche per cartelle ammesse al saldo e stralcio e alla rottamazione ter 2019. Chi, infatti, ha debiti con il fisco rischia di veder pignorati i propri beni da conto corrente, a stipendio e pensione, casa. Ma quali sono i motivi che portano ai pignoramenti da parte dell’Agenzia delle Entrate?

Conto corrente: aumentano i pignoramenti
 

Stando a quanto riportano le ultime notizie, negli ultimi tempi son già stati effettuati da parte dell’Agenzia delle Entrate i pignoramenti sui conti correnti di coloro che hanno debiti da saldare con il fisco. Il problema è che tanti dei pignoramenti effettuati sono di cartelle che rientrano nel nuovo piano della pace fiscale.

Stando a quanto lamentato dai contribuenti che si sono visti avviare i pignoramenti, alla luce della pace fiscale nonché del piano di rottamazione ter, sarebbe stato il caso di bloccare i provvedimenti di pignoramento almeno fino alla scadenza della presentazione delle domande di rottamazione e pace fiscale, fissata al 30 aprile di quest’anno, proprio per consentire a determinati debitori di saldare il proprio debito in maniera diversa senza dover necessariamente ricorrere a decisioni estreme.

E’ tuttavia possibile, stando alle ultime notizie, presentare domanda di rottamazione o di saldo e stralcio delle cartelle e in questi casi l’Agenzia delle Entrate Riscossione bloccherà le procedure esecutive di pignoramento avviate. La sospensione dei pignoramenti, però, vale solo per i ruoli ammessi alla pace fiscale relativi cioè alle cartelle ricevute tra il 2000 e il 2017.

Pignoramenti conto corrente: cosa succede

Chi ha debiti con il Fisco per mancato pagamento di imposte, dirette o indirette, per evitare il pignoramento a seguito di accertamento fiscale, può pagare in ritardo regolarizzando la propria posizione con il ravvedimento operoso, che permette di pagare quanto dovuto di imposte non versate senza sanzioni.

Il ravvedimento permette, appunto di regolarizzare il pagamento dovuto, con sanzione relativa all’inadempimento e, nei casi di violazioni di rilevanza penale, se l’estinzione dei debiti tributari con ravvedimento avviene prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, di avere una riduzione fino a 1/3 delle pene previste per la violazione e di evitare il pagamento delle pene accessorie.