Conto corrente, le vere minacce poco conosciute più delle frodi e monitoraggi Agenzia Entrate

Quali sono quei rischi che, forse anche provocatoriamente considerando la presenza di un numero non adeguato di valide alternative, dovrebbero indurre a svuotare il conto corrente?

Conto corrente, le vere minacce poco con

Meglio togliere i soldi dal conto corrente?


Ci stiamo occupando in questo periodo spesso di conti correnti, sia delle tante truffe o possibili truffe, come quella di San Paolo Intesa e delle nuove regole che portano a controlli più stretti dell'Agenzia delle Entrate che, ovviamente, non sono dei rischi, ma sono percepiti (anche purtroppo c'è da sottolineare) come tali da molti italiani. 

 

C'era una volta un tempo in cui mettere in soldi in un conto corrente significava equivaleva ad assicurarli in cassaforte con doppia mandata. E con un vantaggio supplementare: la loro rivalutazione a suon di interessi. I tempi sono adesso cambiati e non solo occorre imparare a convincere con margini di guadagno azzerati, truffe sul conto corrente e controlli dell'Agenzia delle entrate (e non solo). Ma conservare i propri risparmi, sostanziosi o meno che siano, non permette di dormire sonni tranquilli. Le cronache degli ultimi anni raccontano di banche che falliscono, di un'economia nazionale poco stabile e della presenza di un Fondo di garanzia dei conti correnti e dei depositi bancari che appare più fragile di quanto si possa immaginare. Insomma, la situazione sta assumendo contorni così critici e i rischi che si corrono tutti i giorni sono tali che c'è chi suggerisce di recarsi subito in banca e togliere i soldi dal conto corrente.

Meglio togliere i soldi dal conto corrente?

Quali sono quei rischi che, forse anche provocatoriamente considerando la presenza di un numero non adeguato di valide alternative, dovrebbero indurre a svuotare il conto corrente? In prima battuta il rischio inflazione perché lasciare i risparmi in giacenza per un periodo garantisce ormai la perdita del valore per effetto dell'aumento del livello dei prezzi. C'è chi ha provocato a quantificare l'impatto dell'inflazione. Se fosse del 2% come ambito dalla Banca centrale europea, in 5 anni di giacenze su conto corrente da 100.000 euro genererebbe una perdita 9.426,92 euro ovvero di 17.965,17 in 10 anni, di 32.702,87 in 20 anni e di 44.792,91 euro in 30 anni. Altro passaggio chiave è quello ben note del bail in, la direttiva europea recepita dall'ordinamento italiano che prevede la gerarchia di interventi nel caso in cui una banca dovesse entrare in uno stato di crisi fino alla prospettiva del fallimento.

La scaletta degli interventi ovvero il coinvolgimento dei clienti nelle crisi delle banche è progressivo e prevede nell'ordine le azioni e gli strumenti di capitale, i titoli subordinati, le obbligazioni e le altre passività ammissibili e infine i depositi maggiori di 100.000 euro appartenenti a persone fisiche e piccole e medie imprese. Ed è proprio su quest'ultimo punto che entra in gioco un fattore chiave: il Fondo interbancario di tutela dei depositi per le giacenze di denaro inferiori ai 100.000 euro detenuti sui conti correnti. Come metterla con la proposta di riforma della Banca centrale europea sulla facoltà da attribuire alle autorità competenti di sospendere i pagamenti di qualunque conto corrente, senza tenere conto dell'importo depositato? Il rischio è che alla fine tutti per pagano per pochi.

Strettamente legato a questi scenari c'è il rischio del prelievo forzoso dai conti correnti. In passato è già successo ed è stato pari al sei per mille su tutti i depositi bancari. L'entità del debito pubblico, la spesa pubblica eccessiva e i giudizi di merito creditizio non lasciano dormire sonni tranquilli o almeno non dovrebbero tra i più avveduti. Si accennava a controlli dell'Agenzia delle entrate. Ebbene, in base ai nuovi poteri può pignorare direttamente il conto corrente del contribuente senza passare per il tribunale. Le condizioni sono pressoché minime e dunque facilmente concretizzabili: è sufficiente che abbia notificato 60 giorni prima la cartella al contribuente e può agire in libertà prelevando il denaro del conto corrente inviando una lettera alla banca e al cliente.